martedì 30 luglio 2013

le scorzette di limone confit e le girelle di sfoglia alle pesche

Se vi capitano tra le mani dei bei limoni non trattati (come è capitato a me) e non avete voglia di preparare il solito limoncello, candite le bucce e conservatele. 
Daranno un tocco in più ai vostri dolci (e non solo...)


 Mettete in un pentolino 200 ml di acqua e 200 gr. di zucchero a velo. Lasciate scaldare a fuoco basso mescolando fino a quando lo zucchero si sarà disciolto e lo sciroppo sarà trasparente. Aumentate la fiamma e lasciate bollire per 5'. Mettete dentro le bucce di 4 limoni, tagliate sottili (mi raccomando, evitate la parte bianca che è amara) e fatele bollire 10'. Spegnete il fuoco e lasciate riposare il tutto mezz'ora. Tirate fuori le scorzette e fatele asciugare all'aria su carta forno per 12 ore. Conservate in un contenitore a chiusura ermetica. 
Con lo sciroppo che rimane potete preparare una gelatina (con aggiunta di colla di pesce e frutta fresca), una crema, potete usarla per bagnare un pandispagna....Insomma, non buttatelo!


Io le ho utilizzate nel ripieno di questo dessert veloce veloce.
Ho sbucciato e poi tagliato a fettine delle pesche. Le ho irrorate col succo di un limone. Le ho disposte sulla metà di un rettangolo di sfoglia (20X30), cosparse con zucchero di canna, qualche fogliolina di menta fresca tritata, un pugno di mandorle tritate grossolanamente e un po' di scorzette di limone candite. (erano 3 pesche per una confezione di pasta sfoglia surgelata da 500 gr.)
Arrotolato il tutto aiutandomi con la carta che avvolgeva la pasta sfoglia e tagliato a fette spesse. Le ho disposte su una teglia rivestita con carta forno e le ho cotte a 200° fino a doratura (circa 20'). 
Mangiatele appena tiepide a colazione o a merenda o servitele con zucchero a velo, accompagnate da una pallina di gelato alla vaniglia o al limone. A casa hanno fatto un volo!!
Nota: la pasta sfoglia, soprattutto con questo caldo, tende a perdere consistenza durante la preparazione. Tenetela in frigo fino al momento di usarla e, dopo avere realizzato il rotolo con le pesche dentro, mettetela in frigo per almeno mezz'ora prima di tagliarla a fette. Il taglio sarà più facile e regolare e in cottura sfoglierà meglio!

sabato 27 luglio 2013

lasagnette con melanzane e zucchine grigliate

Sia che abbiate un intero pomeriggio a disposizione o solo mezz'ora potrete comunque prepararle.
Potete scegliere di preparare voi stessi la sfoglia all'uovo, tirarla sottile, grigliare le verdure, preparare il pesto con basilico, olio e.v.o., pinoli, pecorino e parmigiano e la salsa fresca in casa oppure comprare la pasta già pronta, le verdure già grigliate (si trovano ormai dappertutto) salsa e pesto già pronti. A voi la scelta! Io ho acquistato la pasta pronta, ho grigliato le verdure, utilizzato la salsa già pronta ma fatta in casa e un pesto fresco acquistato che avevo in frigo. Una via di mezzo insomma!



Cuocete le sfoglie all'uovo per 5' in acqua bollente salata e un cucchiaio di olio. Scolatele e lasciatele asciugare su un canovaccio.
Alternate pasta fresca, salsa di pomodoro, verdure grigliate, qualche cucchiaino di pesto, parmigiano grattugiato. 
Potete metterle in teglia, pirofila (e in questo caso mettete sul fondo qualche cucchiaiata di salsa) oppure, come ho fatto io, tagliate la pasta in quadrati e preparate delle monoporzioni che sistemerete su una teglia rivestita con carta forno. Completate con salsa mescolata a poco pesto e parmigiano.
In forno a 200° per 15' circa. Se avete fatto le monoporzioni vi basterà trasferire la torretta di lasagnette con una paletta nei singoli piatti.

giovedì 25 luglio 2013

Appunti di viaggio: Parigi seconda parte





Il secondo giorno, martedì, ore 8 in pole position davanti au pain quotidien per la nostra magnifica colazione e a seguire Champs Elysèes passando per il Louvre e  le Tuileries. Passeggiare in mezzo al verde è sicuramente più piacevole che farlo nel traffico di Rue de Rivoli.
Prima sosta, dopo quelle fotografiche, Abercrombie and fitch all'inizio degli Champs. 
Penso dovrebbero vietare l'ingresso ai maggiori di 25 anni oppure avvertire le anzianotte come me prima di entrare così come del resto si fa anche ad Eurodisney all'ingresso dei giochi più pericolosi e sconsigliati ai deboli di cuore. 
Le luci sono quasi inesistenti, il minimo indispensabile per distinguere una T shirt da un paio di pantaloni, la musica al limite dei decibel sopportabili da un orecchio over 40, ragazzi e ragazze, alcuni di una bellezza imbarazzante che ballano senza sosta..... 
Io, temprata da due visite precedenti, sono entrata cosciente di quello che stavo per affrontare, compresa foto col bonazzo di turno all'uscita (che chiaramente vi risparmio per decenza.....)
Abbiamo proseguito lo shopping su per gli champs e poi, tornate indietro, ci siamo godute il meritato riposo distese sul prato all'inizio degli champs con sandwich acquistato per strada. 
Fugace visita al Buddha Bar che mia figlia non conosceva (non è più in voga come 15 anni fa ma conserva sempre il suo fascino...) e poi la Madeleine con Maille dove ho fatto man bassa di senapi 
(avrei voluto assaggiarle tutte....), Ladurée in rue Royale, perchè le vetrine sono sempre meravigliose (ma questa volta niente macarons, avevo adocchiato qualcos'altro....), 
Colette perchè ci tenevo a mostrarlo a mia figlia. Quando l'ho scoperto quasi 15 anni fa, da noi i concept store non esistevano e rimasi incantata da tanta modernità. Al piano di sotto c'era il bar delle acque minerali, oggi c'è un piccolo ristorante. Tornando in albergo scopriamo all'inizio di rue Sainte croix de la Bretonnerie i 4 negozi Fleux (ma l'anno scorso come ho fatto a non accorgermene??). Giro veloce per farci un'idea con l'intenzione di tornare con più calma il giorno dopo. 



Cena all'As du fallafel. L'anno scorso avevo assaggiato la
meravigliosa pita con fallafel per strada facendola seguire da una crepe con nutella. Vi sconsiglio vivamente la crepe dopo la pita a meno che non abbiate uno stomaco di ferro... 
Questa volta ho scelto di mangiare dentro. 
Fallafel io, pollo al curry mia figlia. Atmosfera allegra, servizio celere, fallafel fantastici, attenzione alle salsine, sono piccantissime!!
Dodo............
Il terzo giorno quartiere latino. Dall'albergo ci siamo incamminate verso l'ile de Saint Louis, un isolotto delizioso accanto alla citè.
Abbiamo fatto tutto il lungo Senna e abbiamo assistito al lavoro di decine di pompieri intenti a domare l'incendio del tetto del meraviglioso Hotel Lambert ex dimora Rothschild, da qualche anno di proprietà della famiglia dell'emiro del Qatar. Edificio storico del XVII secolo era in ristrutturazione da anni. Una pena.....
Capatina all'Institut du monde arabe che si trova proprio al di là della Senna con la sua magnifica facciata composta da 240 moucharabieh (tipiche finestre del mondo arabo progettate in modo tale da permettere una buona ventilazione e di proteggere le donne dagli sguardi esterni) che, nella loro versione moderna, si aprono e si chiudono durante il giorno.
Su per Bvd. Saint Germain..... Adoro perdermi tra le stradine dietro Saint Germain des Prés, quelle meno turistiche, ricche di gallerie d'arte, negozi di tessuti, piccoli bistrot.....Quest'anno, sempre grazie alle indicazioni di un'amica ho scoperto un gioiellino di piazzetta in rue  Furstemberg dove potete visitare il museo Délacroix e deliziarvi con gli choux riempiti al momento alla maison du chou.



A seguire Sainte Sulpice che l'anno scorso non riuscii a far visitare a mia figlia perchè stavano celebrando le prime comunioni. 
E poi les Jardins du Luxembourg. Che meraviglia di posto......Potete riposarvi, mangiare un boccone, fare dello sport....Noi ci siamo soltanto riposate!!
 Pranzetto veloce in un piccolo locale su rue de Condé, qualche altro negozio in Rue de Rennes e poi rientriamo passando da Notre Dame che festeggia quest'anno i suoi 850 anni e dall' Hotel de ville trasformato in un grande giardino temporaneo veramente carino e insolito.
Per cena non potevo non tornare a mangiare le meravigliose galettes al Breizh Cafè che avevo già assaggiato l'anno scorso e che avevano ispirato quelle che qualche tempo fa avevo postato qui .
Non avevo pensato a prenotare e infatti ci hanno chiesto di tornare dopo un po'. Ne abbiamo approfittato per scattare un po' di foto in giro per il Marais visto che qui fa buio tardi. 
Galettes come sempre buonissime e per la prima volta ho assaggiato il sidro che non conoscevo. Mi è piaciuto!!
Il giovedì al Centre Pompidou per visitare la mostra su Roy Lichtenstein e tanto altro.


Pranzo nei dintorni con Nanou e suo figlio Thomas e poi tutto il pomeriggio a zonzo e almeno un'ora in due negozi cinesi ad acquistare perle, perline e co. in Rue du Temple.
Fluex per acquistare quello che avevamo adocchiato il giorno prima e poi a cena da Nanou alla quale ho portato una meravigliosa
scatola di cioccolattini al fleur de sel di Pierre Hermé che ha aperto un nuovo punto vendita proprio in Rue Sainte Croix de la Bretonnerie. Peccato non aver potuto fotografare i suoi meravigliosi macarons. Il locale non era ancora del tutto completo e mi hanno chiesto di non fotografare proprio il banco dei macarons.
Venerdì il giorno della partenza.   =( 
Dopo avere fatto i bagagli siamo tornate da Colette per alcuni acquisti e poi ci siamo incontrate con Flo che non vedevo da 20 anni (che emozione!!) e abbiamo pranzato con lei vicino l'albergo. Taxi e via in aeroporto con la certezza che tornerò (spero presto) e che troverò sempre qualcosa di nuovo da scoprire.


lunedì 22 luglio 2013

cake salato con pomodoro, mozzarella e acciughe

Quanto mi mancava scrivere le ricette sul blog. 
L'ultima è di un mese fa. Nulla di nuovo in cucina da allora. Ho avuto tante di quelle cose da fare che ho messo la cucina un po' da parte. Spero di riprendere con lo stesso ritmo di prima. e per cominciare vi do la ricetta di un cake salato con i sapori e i profumi dell'estate, velocissimo e facilissimo da preparare, ideale per un aperitivo tra amici o un pranzo veloce accompagnato da un'insalata.



150 gr. di farina 00
2 cucchiaini di lievito per torte salate
100 gr. di parmigiano grattugiato
sale, pepe nero q.b.

3 uova intere
140 ml di latte
80 ml di olio e.v.o.

5 pomodori a grappolo
100 gr. di mozzarella
un mazzetto di basilico
4 acciughe sott'olio

Pelate i pomodori col coltello (non è necessario sbolentarli), eliminate i semi e tagliateli a filetti. Salate, pepate, aggiungete abbondante basilico tritato e irrorate con un po' di olio d'oliva. Lasciate insaporire almeno mezz'ora (io li avevo preparati ieri e tenuti in frigo).
Mescolate gli ingredienti in polvere. Battete leggermente le uova con il latte e l'olio e versate il composto sulle polveri, mescolando velocemente con una forchetta. 
Versate il composto in uno stampo da plumcake (30 cm) rivestito con carta forno bagnata e strizzata. Sulla superficie disponete i filetti di pomodoro eliminando il liquido in eccesso, la mozzarella a dadini (se usate le ciliegine tagliatele in quattro) e i filetti di acciuga a pezzetti, affondando un po' il condimento nel composto. 
Infornate a 180° per circa mezz'ora e comunque fino a quando uno stecchino ne uscirà asciutto.



giovedì 18 luglio 2013

Appunti di viaggio: Parigi (primo giorno)

Non so proprio da dove cominciare. Se dal  descrivere il coup de foudre che ebbi per Parigi quando la vidi la prima volta a 17 anni (dimenticando per sempre il mio primo amore, Londra), oppure i sentimenti che provo ancora oggi nel vagare senza meta tra le stradine del Marais, nell'ascoltare la gente che parla, nel sentire il profumo delle boulangerie, o la profonda amicizia che mi lega da quasi trent'anni a Nanou, conosciuta grazie ad un "appuntamento al buio", oppure il piacere immenso che ho provato quando mia figlia mi ha chiesto di partire insieme, solo noi due (quasi una fuga d'amore), abbandonando per ben 5 giorni tutto il resto. 
Era la mia dodicesima o tredicesima volta a Parigi e per mia figlia la terza. Non avevamo un programma ben preciso se non quello di non fare alcun programma. Ci limitavamo, la mattina, ad circoscrivere una zona da visitare, per il resto ci siamo lasciate guidare dalle voglie del momento. Punti fermi: colazione a  le pain quotidien a due passi dall'albergo (pains au chocolat commoventi), nessun mezzo di trasporto (solo i nostri piedi), uscita presto la mattina (ore 8) e rientro poco prima di cena, il tempo di una doccia. In due parole (anzi 4) un tour de force!
Il primo giorno arriviamo con un'ora di ritardo verso le 14 in hotel. Piccola parentesi: l'albergo, scoperto anni fa grazie all'indicazione di un'amica americana, ci ha ospitato già tre volte. E' un tre stelle nel cuore del Marais che non cambierei per nulla al mondo, anche se non ha l'aria condizionata (ci ho fatto caso per la prima volta quest'anno perchè la prima sera ho sofferto un po' il caldo). 
E' un edificio storico, mi hanno spiegato. Non c'è lo spazio per i motori della climatizzazione, non si possono effettuare modifiche né sul prospetto, né all'interno. Bisogna accontentarsi dei ventilatori. 
La prima colazione, che si paga a parte, non è granché  croissants e pains au chocolat, pane, burro, marmellate, miele, un po' di salumi e formaggi e spremute d'arancia fresche (ma noi tanto andiamo a le pain quotidien). 
Non lo cambierei per nulla al mondo perchè è in una posizione fantastica, a due minuti dal metro (hotel de ville) e a piedi a 10' e anche meno da Notre Dame, dal Centre Pompidou, poco più da place de la Republique, place des Vosges.....il quartiere è piacevolmente animato la sera (a questo proposito, se andate in estate e prevedete di dormire con le finestre aperte, chiedete una stanza che dia sul cortile interno) é pulito, i concierges sono gentilissimi e, se avete problemi con la lingua francese parlano anche l'inglese. E poi è tanto.....francese!!
Dunque, arriviamo in hotel, lasciamo i bagagli e ci dirigiamo sicure verso un localino che avevamo adocchiato l'ultimo giorno della nostra ultima visita nel giugno scorso L'ébouillante

Abbiamo pranzato con un favoloso brick farcito. Il menu offre anche varie insalate e alcuni secondi oltre a bevande e desserts ovviamente. Si mangia fuori in una deliziosa stradina un po' in discesa alle spalle dell'église Saints Gérvais et Protais.

Da lì abbiamo cominciato un meraviglioso giro per il Marais (e oltre..) e seguendo anche i consigli di alcuni amici, ci siamo dirette verso le Rue Montorgueil, Tiquetonne e Montmartre



Negozietti vintage, meravigliosi utensili da cucina, negozi per bambini. Nel nostro giro abbiamo fatto una capatina da OUT (il proprietario simpaticissimo!!) dove troverete abbigliamento e accessori vintage, curiosità di ogni tipo,

da Not so big (un concept store a misura di bambino) per acquistare regalini per i nipotini, da Blue Lemon che ha una varietà pazzesca di fermapolsi (ce ne sono di tutti i tipi, forme e colori) 

e poi, per gli appassionati di cucina, spezie e tanto altro all'épicerie de Bruno utensili di tutti i tipi da MoraG. Detou e A. Simon e infine da E Dehillerin poco distante dalla chiesa di Saint Eustache. 

Anzi, se vi trovate proprio a Saint. Eustache e amate il fai da te, non potete non andare a La Droguerie 




Troverete tutto quello che potete desiderare. Perle, perline, cordoni, cordoncini, nastri, nastrini, bottoni e chi più ne ha ne metta. 
Io ci sono tornata per anni senza riuscire a comprare mai nulla perchè avrei comprato tutto. Questa volta, grazie all'aiuto della mia ragazza, sono riuscita a portar via qualcosina di molto interessante.
Les Halles proprio di fronte alla chiesa, per ora sono in ristrutturazione ma se volete fare comunque una capatina, troverete 4 piani di negozi di tutti i tipi ad aspettarvi. Io, ad essere sincera, non amo molto i centri commerciali....La chiesa di Saint Eustache invece, merita proprio una visita.
Al rientro troviamo Nanou e suo figlio ad aspettarci in Hotel. 
Che gioia rivederli!! Una doccia a via a cenare da Chez Marianne un ristorante di cucina mediorientale a due passi dall'hotel.




Abbiamo aspettato un po' perchè c'era molta gente e non avevamo prenotato. La possibilità di ordinare più "elementi" cioè assaggi di piatti diversi mi è piaciuta molto anche se non ho trovato proprio tutto di mio gradimento. Ma il posto è veramente carino e, per un pranzo o una cena senza grandi pretese (e spesa) è l'ideale.