Giulia mi ha convinto così:

Giulia mi ha convinto così:"Ale ascolta i tuoi amici, puoi benissimo farli felici, vogliamo solo foto e ricette e risparmiaci le paginette, così non devi essere spiritosa... ma una cuoca fantasiosa. Quanto ci vuole perchè ti convinci? Accontentaci, perdinci!"



mercoledì 4 marzo 2015

Tarte tatin salata parte seconda: spinaci e buche de chevre

Niente da invidiare alla versione con gli scalogni in agrodolce postata qualche giorno fa, anzi, ad essere sincera forse questi sono i gusti che preferisco. 
Adoro il sapore deciso del formaggio di capra, soprattutto quelli leggermente stagionati come il buche (è quello a forma di tronco con la crosta bianca per intenderci...). Ideale nelle insalate o sui crostini di pane tostati, magari con un filo di miele sopra e un gheriglio di noce.....o in una tatin con gli spinaci!



250 g di spinaci mondati
2 cucchiai di olio e.v.o.
2 cucchiai di pinoli
250 g di buche tagliato a fette alte 1/2 cm
una dose di brisée (ricetta QUI)

Tritate grossolanamente gli spinaci. In una larga padella scaldate l'olio, aggiungete i pinoli e fateli dorare leggermente. Aggiungete gli spinaci, cuoceteli giusto il tempo di farli appassire e salate.
Imburrate leggermente uno stampo da crostata da 24 cm di diametro. 
Disponete sul fondo gli spinaci, coprite con le fette di formaggio e infine con un disco di pasta brisée stesa a 2-3 mm di spessore col mattarello su un piano leggermente infarinato. Inserite la pasta tra il condimento e i bordi della teglia, pressate leggermente per compattare il ripieno e infornate in forno già caldo a 200° per 25' circa o comunque fino a doratura.
Tirate fuori dal forno e sformate in un piatto da portata e gustatela tiepida.



domenica 1 marzo 2015

Tartes tatin salate in tre puntate: oggi scalogni e uvetta!

Finalmente mi sono svegliata dal letargo. Oggi a Palermo dopo settimane di pioggia e buio è spuntato finalmente il sole e ho ricominciato a cucinare. Qualche giorno fa un'amica mi ha chiesto la ricetta per una tatin ai carciofi e ho riflettuto sul fatto che in vita mia non avevo mai preparato una tatin dolce o salata che fosse. Gravissima lacuna!!! Subito al lavoro quindi! Avevo troppe idee in testa e avrei voluto realizzarle tutte insieme, immediatamente!
Invece, per cominciare, mi sono accontentata di tre versioni salate: scalogni in agrodolce, spinaci e chevre, indivia belga e gorgonzola.




Ho preparato un'unica brisée, uguale per tutte e ho realizzato delle minitartes per provare i gusti ma soprattutto per non avere troppa roba da smaltire. Le miniporzioni soddisfano la mia voglia di cucinare senza dover mangiare troppo ;)
Comincio da quella agli scalogni perchè è la prima che mi è venuta in mente pensando alla classica tatin dolce che prevede un caramello.
Per le altre ce la fate ad aspettare qualche giorno?



dosi per una tatin da 24 cm
Per la pasta brisée:

200 g di farina 00
100 g di burro
acqua q.b.
una presa di sale

Per il ripieno:
15 scalogni
3 cucchiai di zucchero di canna
5 cucchiai di aceto balsamico
3 cucchiai di uvetta gigante
40 g di burro (più un po' per la teglia)


Preparate la brisée impastando velocemente la farina con il burro ben freddo tagliato a dadini e tanta acqua fredda quanto basta per ottenere un panetto liscio dalla consistenza un po' più morbida di una frolla.

Avvolgetelo nella pellicola (che sia senza PVC mi raccomando) e tenetelo in frigo almeno per il tempo della preparazione degli altri ingredienti (potete prepararla anche il giorno prima).
Mettete l'uvetta in acqua tiepida per qualche minuto.
Mondate gli scalogni e cuoceteli in acqua bollente salata per 5'. Poi scolateli e passateli in padella con il burro e l'uvetta ben strizzata. Salate. Nella stessa padella aggiungete lo zucchero e l'aceto e fateli andare a fiamma alta fino a quando lo zucchero si sarà sciolto e il composto sarà diventato sciropposo
Imburrate una teglia da 24 cm di diametro, versate sul fondo lo sciroppo, disponete sopra gli scalogni (con la parte bombata in basso) e l'uvetta, lasciando mezzo cm libero tutto intorno.
Coprite con un disco di brisée stesa ad uno spessore di due-tre mm, inserendola nello spazio lasciato libero dal ripieno.
A questo punto potete metterla in frigo e cuocerla dopo qualche ora o anche il giorno dopo (io ho fatto così) oppure tenerla in frigo giusto il tempo di portare il forno alla temperatura di 200°.
Cuocetela per circa 20' o comunque finchè dorata in superficie.
Giratela mentre è ancora ben calda per evitare che lo sciroppo di aceto solidifichi e renda difficile (se non impossibile) sformare la tatin.
Buon appetito e alla prossima tatin (spinaci e chevre?)





N.B. il numero di scalogni è indicativo. Dipende chiaramente dalla loro grandezza. Devono essere di numero sufficiente a ricoprire interamente (insieme all'uvetta) il fondo della teglia senza che rimangano spazi vuoti (a parte ovviamente il bordo di mezzo cm)

martedì 24 febbraio 2015

"bacio" alle mandorle e melograno

Meglio tardi che mai! Sarà questo tempo uggioso che non ci vuole proprio abbandonare e che mi mette di malumore ma di sperimentare cose nuove e postarle sul blog per ora non ne ho proprio voglia. Ho bisogno di stimoli nuovi e meno male che c'è l'MTC che mi "obbliga" a creare qualcosa di nuovo almeno una volta al mese. 
Tema del mese di febbraio, proposto da Annarita è il cioccolatino simbolo degli innamorati in tutte le sue varianti possibili e immaginabili.  
Il mio ha un gusto classico, mandorle e liquore con una piccola novità (almeno per me) rappresentata dai chicchi di melograno disidratati, acquistati tempo fa a Istanbul e mai assaggiati (la confezione era ancora sottovuoto).
Un morbido ripieno con la dolcezza della pasta di mandorle, il sapore acidulo del melograno disidratato e una piccola nota alcolica, racchiuso in un croccante guscio di purissimo cioccolato fondente al 64%.


Per 15 cioccolatini:
100 g di mandorle pelate
80 g di zucchero a velo
10 g di acqua
25 g di melograno disidratato (se non lo trovate usate dei mirtilli rossi)
50 g di cointreau (o altro liquore a vostra scelta)
250-300 g circa di cioccolato fondente di ottima qualità

Mettete il melograno in un bicchiere. Scaldate leggermente il liquore e versatelo sul melograno. Lasciate riposare.
Riducete le mandorle in polvere. Se trovate della buona farina di mandorle già pronta potete usarla ugualmente.
Mescolate bene in una ciotola la farina di mandorle, lo zucchero a velo e l'acqua.
Aggiungete il melograno ben strizzato e amalgamatelo bene impastando con le mani.
Prelevate piccole quantità di composto e formate delle palline grosse quanto una noce. Poi modellate la parte superiore in modo tale da dare al composto la forma classica del "bacio".
Tritate il cioccolato (io lo taglio con un coltello a lama pesante cercando di ridurlo in scaglie sottili che fonderanno più facilmente).
Per il temperaggio del cioccolato ho utilizzato il metodo dell'inseminazione descritto da Annarita così:
"Esiste anche il Temperaggio per inseminazione che consiste nel far fondere a 45°C ¾ del cioccolato che intendete utilizzare. Aggiungete poi il quarto, tagliato a pezzetti e mescolate con una spatola facendolo così sciogliere tutto; man mano che mescolerete, la temperatura scenderà arrivando alla giusta saturazione, di cristalli stabili. Con questo metodo non serve scendere sotto la temperatura di lavorazione (che deve essere di 31°) e riscaldare nuovamente. Attenzione a filtrare con un colino fine per catturare eventuali pezzetti non sciolti."
E' il metodo più pratico per chi non dispone di un ripiano in marmo ed è anche molto semplice. Avrete bisogno soltanto di una ciotola e di un termometro (si trovano ormai ovunque - all'Ikea ne hanno uno meraviglioso che uso anche per i lievitati).
Io ho quindi sciolto 3/4 del cioccolato al microonde ma potete scioglierlo anche a bagnomaria (che è poi il modo più corretto) facendo attenzione a che l'acqua sottostante non raggiunga mai il bollore e che non entri in contatto con il cioccolato. Mescolate molto bene fino a quando si sarà sciolto del tutto, poi aggiungete il quarto tenuto da parte e mescolate fino a quando si sarà del tutto sciolto. Controllate la temperatura (31°) 
Tuffate le palline di mandorle nel cioccolato, prelevatele con due forchettine lasciando colare il cioccolato in eccesso e disponetele su un foglio di carta forno ad asciugare in un luogo fresco. 
Non metteteli mai in frigorifero, lo sbalzo di temperatura potrebbe fare affiorare il burro di cacao rovinando l'estetica dei cioccolatini.
Se avete temperato bene il cioccolato il vostro involucro, una volta solidificatosi, sarà lucido e croccante.


E visto che non c'è bacio senza messaggio d'amore e che la sfida mi obbliga anche a questo (e sottolineo l'obbligo....) vi riporto una delle mie frasi preferite dal libro "le petit prince" nella sua lingua originale:






che vuol dire: "se qualcuno ama un fiore di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle questo basta perché sia felice quando le guarda".
E' vero, l'amore rende unico l'oggetto del proprio sentimento.
Tanti baci a tutti!

Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio



domenica 15 febbraio 2015

Food Camp e Identità Golose: nuove amicizie, tante emozioni

Il mio blog è nato così, per caso, senza un obiettivo preciso, inizialmente solo per avere un archivio ordinato delle mie ricette e condividerle più facilmente con gli amici che me le chiedevano.
Poi si è trasformato in qualcosa di più e grazie al blog ho conosciuto persone appassionate come me, con cui mi confronto giornalmente, che mi arricchiscono con le loro diversità e con alcune delle quali sono nate bellissime amicizie. Fina, Stefania e Ornella ne sono un esempio.
Quando ho saputo che sarei partita con loro per una full immersion di 48 ore mi sono sentita come una liceale in procinto di partire per il viaggio d'istruzione. Stessa felicità, stessa eccitazione. 
Il primo giorno al Food Camp ho finalmente dato un volto a tante persone che fino a quel momento erano state soltanto un profilo su fb o un bel post su un blog.  Le presentazioni, gli abbracci, i sorrisi, i racconti di sè... La bella sensazione di conoscerle da sempre.
Prima fra tutti Paola Sucato che ringrazio per il grande impegno e la passione con cui ha organizzato questa giornata dedicata all'approfondimento di tanti argomenti, dalla gestione del blog alla fotografia, dalle recensioni gastronomiche, al foodstyle.... il tutto condito dai profumi e sapori  
thai di Vatinee e da quelli mediterranei di Diego Rossi (fantastica la sua mormora) nella splendida cornice di  Ryuchef (ad avercela una struttura così a Palermo...) 

Il giorno dopo, la mia prima esperienza a Identità Golose, il congresso internazionale di chef organizzato da Paolo Marchi, alla sua undicesima edizione. 
I temi trattati quest'anno, incentrati sul leitmotiv "Una Sana Intelligenza" non potevano essere più "giusti", più in linea con il mio percorso culinario.
Da qualche tempo infatti ho un approccio diverso alla cucina, più consapevole, cerco di scegliere con cura le materie prime, ho ridotto il consumo di proteine animali, cerco di sperimentare tipi di cottura che rispettino il più possibile le proprietà nutrizionali dei cibi, cucino spesso, per scelta, senza glutine e vado alla ricerca di prodotti sempre nuovi per variare il più possibile l'alimentazione quotidiana.  
Un'emozione assaggiare le creazioni gluten free di Loretta Fanella (il suo "dolce risveglio" una poesia) o i piatti vegani di Simone Salvini, che quando parla dei suoi piatti trasmette un tale amore, passione, rispetto per il cibo che...non ho potuto fare a meno di acquistare uno dei suoi libri! 




E poi ancora Simone Tondo con i suoi piatti monocromatici (durante la mia prossima visita a Parigi non mancherò di fargli una visitina) e Cristina Bowerman con il suo omaggio al miele, tanto per citarne alcuni.  


Un giro per gli stand in cerca delle ultime novità e poi un salto alla Moretti per la degustazione della nuova gamma Birra Moretti le Regionali che troveremo a breve sul mercato. Degustazione guidata da Claudio Sadler e Giuseppe Vaccarini delle birre siciliana e toscana. 


Due giorni all'insegna dell'amicizia, della condivisione, alla ricerca di stimoli nuovi. Un abbraccio a tutti gli amici, ora non più virtuali.
All'anno prossimo, spero! =)


lunedì 26 gennaio 2015

canederli carciofi e pancetta

Mai mangiati i canederli e tanto meno cucinati.... L'idea che ne avevo era quello di un piatto poco appetitoso, li immaginavo internamente secchi, compatti..... in una parola, che solo i miei conterranei potranno capire, "inchiummusi"! Ma ho dovuto comunque prepararli per non perdere l'appuntamento con l'MTC e, sorpresa delle sorprese.... SONO BUONISSIMI!!! Altro che "chiummo", sono morbidi, spugnosi, buoni sia in versione asciutta che in brodo.
Li ho fatti con quello che avevo a casa nel rispetto della tradizione che li vuole piatto povero di recupero (in realtà ero in ultra ritardo, il termine stava scadendo, ho aperto il frigo e.... )

Grazie a Monica dunque per avere scelto questa bontà per la sfida di gennaio =)


Per 2 persone:
150 g di pane raffermo tagliato a dadini da un cm (io di semola di grano duro a lievitazione naturale)
1 uovo
100 ml di latte
50 g di pancetta affumicata tritata finemente al coltello
timo, sale, pepe
50 g di parmigiano grattugiato
2 carciofi
uno scalogno
Per il brodo: 1 carota, un gambo di sedano,1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 1/2 cipolla, sale.




Mettete il pane in una ciotola e bagnatelo con l'uovo leggermente battuto con il latte. Mescolate bene e lasciatelo così per almeno venti minuti.
Preparate il brodo facendo bollire per circa mezz'ora le verdure in abbondante acqua. Alla fine salate e filtrate.
Impastate bene con le mani il pane aggiungendo una presa di sale, un pizzico di pepe, le foglioline di un rametto di timo e la pancetta.
Il composto sarà leggermente colloso.
Con le mani umide formate delle palline dal diametro di 4 cm circa compattandole bene. Ne verranno circa 16.
Pulite e affettate lo scalogno e i carciofi. Cuoceteli con qualche mestolo di brodo vegetale.
Cuocete i canederli nel brodo in leggera ebollizione per 5'. 
A questo punto potete gustarli in brodo, aggiungendo sul fondo del piatto i carciofi  



oppure tirarli su con un mestolo forato e condirli con i carciofi ridotti in purea con un frullatore ad immersione.
In entrambe le versioni completate con un filo di olio e.v.o. e del prezzemolo tritato.


Questo l'interno del canederlo! 

 Buon appetito!!

Con questa ricetta partecipo all'MTC di gennaio 


domenica 11 gennaio 2015

orzo e lenticchie rosse

Cereali e legumi, il mio abbinamento preferito!




Per due persone:
100 g di orzo perlato
100 g di lenticchie rosse decorticate
mezza cipolla
un pezzetto di zenzero fresco (4 cm)
1 piccolo peperoncino (opt)
un mazzetto di menta fresca
sale
olio e.v.o.

Sciacquate bene l'orzo e le lenticchie poi mettetele in pentola con lo zenzero e la cipolla grattugiata, il peperoncino tritato e il sale. Coprite con acqua a filo e cuocete a fuoco basso e con coperchio per circa 20'. Aggiungete dell'acqua calda se necessario.
Alla fine tritate una ventina di foglie di menta e aggiungetele alla zuppa con un filo d'olio prima di servirla.



venerdì 9 gennaio 2015

crema di patate viola, porri e cozze

Colori accesi per una calda zuppa invernale!



Per due persone:
300 g di patate viola
150 g di porro
500 ml di brodo vegetale
4 rametti di timo
500 g di cozze
sale
pepe
olio e.v.o.

Sbucciate le patate e tagliatele a pezzi, pulite e affettate finemente il porro. In una pentola mettete 2 cucchiai di olio, le patate, il porro, le foglioline di 2 rametti di timo e rosolate per un paio di minuti.
Aggiungete il brodo caldo, coprite e lasciate cuocere 20'.
Nel frattempo fate scoppiare le cozze in un tegame coperto a fuoco vivo.
Frullate le patate con il frullatore ad immersione. Salate, aggiungete il timo restante, una macinata di pepe nero e le cozze.
Guarnite con del porro tagliato sottile e fritto in olio e.v.o.

Oggi é venerdí: W il Gluten Free (Fri)Day!!!


martedì 6 gennaio 2015

conchiglioni con biete e salsiccia

Ultimo giorno di vacanze di Natale, la famiglia ancora una volta riunita. La neve dell'ultimo dell'anno, così inusuale per noi palermitani, è ormai un ricordo, il sole splende e non fa nemmeno tanto freddo.
Vi auguro buona Epifania con questi golosissimi conchiglioni ripieni di biete e salsiccia, un condimento che normalmente utilizzo per le lasagne ma oggi avevo voglia di qualcosa di diverso.
Ve li propongo in pirofila oppure in versione monoporzione, a voi la scelta!!


Per 12 persone:

600 g di conchiglioni (erano circa 70)
1 kg di salsiccia (condita con sale, pepe e finocchietto)
4 mazzi di bietoline
100 g di burro
1,2 l di latte parzialmente scremato
100 g di farina 00
200 g di parmigiano grattugiato
sale, pepe

Preparate il ripieno, se volete anche il giorno prima: eliminate il budello della salsiccia, sgranatela bene e cuocetela a fuoco vivo in una padella antiaderente abbastanza grande da potere contenere anche le biete. Appena avrà cambiato colore aggiungete le biete mondate e tritate al coltello abbastanza finemente. Salate leggermente (regolatevi in base al gusto della salsiccia) e cuocete, mescolando spesso fino a quando saranno appassite.
Preparate la bechamelle: in una casseruola fate fondere il burro, aggiungete la farina e mescolate velocemente per formare il roux. Aggiungete il latte caldo poco alla volta fino a quando otterrete la consistenza desiderata. Dovrà essere piuttosto fluida. Salate e aggiungete fuori dal fuoco qualche cucchiaio di parmigiano.
Cuocete i conchiglioni in abbondate acqua salata. I miei indicavano come tempo di cottura 15' e li ho tirati fuori dopo 10', li ho trasferiti in una ciotola con acqua fredda e poi su un canovaccio pulito ad asciugare. 
Mescolate metà della bechamelle al condimento di biete e salsiccia e riempite i conchighioni.
Mettete sul fondo della pirofila poca bechamelle e disponete i conchiglioni leggermente accavallati. Completate con poca bechamelle e il parmigiano grattugiato.
Infornate a 200° per 15' avendo cura di coprire la pirofila con della carta alluminio. In questo modo completerete la cottura senza rischiare di seccarla troppo. 
Togliete l'alluminio e lasciate gratinare la superficie.
Buon appetito!!



P.S. Le foto sono state fatte prima della nappatura finale e ovviamente prima della cottura (volevo che si vedesse il ripieno).
Tra un paio d'ore vi saprò dire se erano buoni.....

Dopo averli mangiati posso dire che erano buonissimi anche nella versione con vellutata (avevo un ospite intollerante al lattosio...).
Per gratinare ci hanno messo 15 minuti e hanno retto la cottuta egregiamente!

venerdì 2 gennaio 2015

caponata di finocchi

Prima ricetta dell'anno tra tradizione e innovazione. Anche se le melanzane si trovano tutto l'anno preferisco per quanto possibile i prodotti di stagione e visto che ho già provato la caponata di carciofi e anche quella di mele, perchè non provare con i finocchi?



Per due persone:
1 finocchio (250 g già mondato)
2 cucchiai di olio e.v.o.
2 cucchiai di sedano affettato finemente
1 cucchiaio di capperi sotto sale
10 olive verdi schiacciate
2 cucchiai di passata di pomodoro
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
sale
qualche mandorla tostata

Sciacquate bene i capperi sotto l'acqua corrente poi lasciateli in acqua per almeno un'ora, cambiando l'acqua un paio di volte.
Tagliate a metà il finocchio e affettatelo. Mettetelo in pentola con il sedano, l'olio e un pizzico di sale. Lasciate cuocere a fuoco lento col coperchio per una decina di minuti. Nel frattempo snocciolate le olive e tagliatele in due-tre parti.
Aggiungete ai finocchi le olive, i capperi ben strizzati, la passata di pomodoro, l'aceto e lo zucchero e lasciate andare il tutto a fuoco vivo per qualche minuto. Aggiustate di sale se necessario e lasciate intiepidire prima di servire con le mandorle tritate.


La caponata (l'agrodolce in genere) acquista sapore se preparato in anticipo. Fatela il giorno prima e gustatela anche nei giorni seguenti.

Oggi è il primo Gluten Free(Fri)Day del 2015!!!





mercoledì 24 dicembre 2014

farfalle di piselli con pesto di finocchietto e gamberi

I legumi nell'impasto: una gustosa alternativa alla solita pasta 

fresca.....



Per 4 persone:

100 g di piselli secchi

200 g di semola 
rimacinata

60-70 g di acqua 
tiepida

un pizzico di sale

un mazzetto di 
finocchietto selvatico

10 g di mandorle

4 cucchiai di olio e.v.o.

200 g di code di 
gamberi




Lasciate i piselli in ammollo per una notte.
Scolateli e frullateli finemente. Impastateli con la farina, un pizzico di sale e l'acqua tiepida, aggiungendola poca alla volta fino a quando otterrete un impasto liscio e ben sodo (la quantità dipenderà dal tipo di farina usato). 
Lasciatelo riposare almeno mezz'ora avvolto nella pellicola.
Nel frattempo cuocete i finocchietti già mondati in abbondante acqua salata, scolateli e frullateli con le mandorle, l'olio e un pizzico di sale e di pepe.
Col mattarello stendete la pasta ad un mm di spessore e con una rotella dentata ricavatene tanti rettangoli lunghi 5 cm e larghi 3. Stringeteli al centro tra indice e pollice, formando così delle farfalline.
Disponete le farfalline su un canovaccio infarinato.
Cuocete le farfalline in abbondante acqua salata per circa 3 minuti, prelevatele con un mestolo forato e trasferitele in padella con il "pesto" di finocchietto e le code dei gamberi. Saltatele a fuoco vivo per un paio di minuti,(il tempo di cottura dei gamberi) aggiungendo se necessario un po' di acqua di cottura della pasta.
Se preferite potete tagliare la sfoglia a losanghe.



riso rosa con capone all'arancia e melograno

Quando un'amica parte e si accolla di cercare su tua richiesta, comprare e soprattutto mettere in valigia un rafano da mezzo chilo (con i problemi di peso che ti fanno le low cost) e ti regala pure un sacchetto di un meravigliosissimo riso rosa mai visto prima, vuol dire che è una vera, grande, grandissima amica. Grazie Fina!!! (date un'occhiata al suo blog, ne vale proprio la pena)




Per due persone:
100 riso rosa
200 g di filetto di capone già pulito
il succo di un' arancia
4 cucchiai di chicchi di melograno
sale
pepe nero
olio  e.v.o.
farina riso q.b.

Sciacquate il riso e cuocetelo a fuoco basso, con coperchio, con 200 ml di acqua e poco sale.
A fine cottura sgranatelo con una forchetta e tenete al caldo.
Tagliate il filetto di capone a striscioline spesse un dito, infarinatelo leggermente e rosolatele a fuoco vivo in padella per un minuto circa con poco olio. Aggiungete il succo d'arancia e il melograno e proseguite la cottura altri 2'. Profumate col pepe nero appena macinato e servite con il riso.

Se non trovate il riso rosa, cuocete la stessa quantità di basmati (dopo averlo sciacquato benissimo), aggiungendo verso la fine i chicchi di melograno che coloreranno col loro succo il riso di rosa . Cuocerete il capone come sopra senza il melograno.

strudel integrale all'olio d'oliva con mele e mirtilli rossi

Buon Natale a tutti!!!! 
Dopo una lunghissima assenza (saprete presto il motivo....) festeggio con voi il mio ritorno al blog e vi regalo tre ricette da provare durante le vacanze. 
Questa è la prima: il classico strudel alle mele con piccole modifiche all'impasto per il quale ho usato farina integrale e olio d'oliva e al ripieno nel quale ho sostituito al pangrattato la farina di mandorle e all'uvetta i mirtilli rossi.
Spero vi piaccia!




300 g di farina integrale di grano tenero
70 g di olio e.v.o.
30 g di acqua tiepida
un uovo
un pizzico di sale

per il ripieno:
6 mele golden
il succo di due limone
6 cucchiai di mirtilli rossi disidratati
un pezzetto di cannella
4 cucchiai di miele agli agrumi
5 cucchiai di farina di mandorle

Impastate la farina con l'olio, l'uovo e il sale. Aggiungete acqua tiepida, poca alla volta, quanto basta per ottenere un panetto morbido, liscio ed elastico. Copritelo con una ciotola capovolta e lasciatelo riposare.
Nel frattempo sbucciate e affettate le mele, bagnatele col succo dei limone, aggiungete la cannella sbriciolate, il miele (io lo scaldo leggermente per poterlo amalgamare meglio e i mirtilli rossi. Mescolate bene.
Stendete  leggermente l'impasto col mattarello sul piano infarinato poi continuate a stenderlo su un canovaccio pulito, sempre ben infarinato, fino a quando sarà così sottile da risultare trasparente. Con questa dose viene un mega strudel o due un po' più piccoli (cosa che io preferisco perchè più facili da arrotolare e sistemare in teglia). Se decidete di farne due dividete l'impasto prima di stenderlo.
Cospargete la superficie con la farina di mandorle lasciando libero qualche centimetro tutto intorno e arrotolate con cura lo strudel aiutandovi con il canovaccio. Sigillate bene le estremità, trasferite su una teglia rivestita con carta forno e spennellate con poco olio d'oliva.
Infornate a 200° per 25' circa e comunque fino a doratura. Cospargete con zucchero a velo e servite tiepido con salsa alla vaniglia o gelato.



venerdì 12 dicembre 2014

grano al cioccolato con clementine al miele

Non amo la cuccia e questo si sa ma il grano mi piace e la cioccolata pure..... e tanto!!
E quindi dovendo cucinare il grano per S.Lucia, perchè da noi è tradizione, invento ogni anno delle variazioni sul tema (la classica cuccia a Palermo si prepara col grano bollito, crema di ricotta o per alcuni crema di latte), dolci o salate, l'importante è che il grano ci sia.
Quest'anno, dopo la "cuccia" al caffè e la zuppa di grano e cavolo cappuccio vi propongo una velocissima versione al cioccolato (velocissima partendo ovviamente dal grano già cotto!!)


Per  2 persone:
140 g di grano già cotto
120 ml di latte
60 g di cioccolato fondente
2 cucchiaini da caffè di amido di mais
1 clementina
2 cucchiaini da tè di miele all'arancia

Tre giorni prima:
Mettete il grano in acqua e lasciatelo in ammollo per tre giorni cambiando l'acqua ogni giorno. 
Al terzo giorno scolatelo e sciacquatelo bene, fatelo cuocere in abbondante acqua fino a quando diventa tenero. Il mio era un meraviglioso grano di perciasacchi, un antico grano siciliano, regalatomi da una cara amica e ha cotto soltanto mezz'ora ma altri tipi di grano potrebbero richiedere più tempo.

In un pentolino mettete l'amido, stemperate con il latte, aggiungete il cioccolato a pezzetti e il grano e ponete sul fuoco. Mescolate fino a quando la crema si sarà addensata.
In un padellino fate sciogliere il miele, aggiungete gli spicchi della clementina e lasciateli caramellare un paio di minuti a fuoco vivo.
Trasferite il grano nei bicchieri e completate con gli spicchi di clementina e il loro sciroppo. Lasciate raffreddare in frigo prima di servire

venerdì 5 dicembre 2014

basmati speziato all'arancia

Questa ricetta non c'era proprio messa. Troppe cose da fare, un progetto meraviglioso in cui credo molto che si sta concretizzando e troppo poco tempo per provare nuove ricette e fotografare per il blog ma....mercoledì sera Marianna mi ha preparato questo riso ed era troppo buono per non provarlo a casa. La ricetta me la sono fatta dare ma forse avevo bevuto qualche bicchiere di troppo e mi è rimasto solo il ricordo di un olio aromatico con zenzero, peperoncino......e poi?
Ho fatto di testa mia e ne è risultato un riso delicatamente speziato, poco piccante (quello di Marianna lo era di più) da mangiare così com'è o da accompagnare ad un filetto di pesce, a del pollo, del maiale, delle verdure stufate.....



A persona:
80 g di basmati
1 cucchiaio di olio e.v.o.
1/2 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
la punta di un peperoncino piccante
un cm di baccello di vaniglia
un pezzetto di cannella
un seme di cardamomo pestato
sale
80 ml di succo di arancia
80 ml di acqua
scorza d'arancia (bio) grattugiata

Mettete in un pentolino l'olio e le spezie, lasciatele scaldare per un paio di minuti a fuoco basso poi aggiungete il riso (ricordatevi di sciacquare bene il basmati prima di cuocerlo fino a quando l'acqua ne uscirà limpida) e fateli tostare un minuto.
Aggiungete acqua e succo d'arancia, salate e coprite con un coperchio. Lasciate cuocere a fuoco basso senza mai mescolare per circa 8'-10' fino a quando il liquido sarà del tutto assorbito.
Sgranate con una forchetta e servite.

Questo è il mio contributo al Gluten Free(Fri)Day

venerdì 21 novembre 2014

tortini di quinoa zucca centenaria e catalogna

La zucchina centenaria è stata una gran bella scoperta. 
Quando l'ho vista per la prima volta mi sono chiesta: "e ora come la sbuccio??" 
Per chi non la conoscesse ha la forma di un avocado (un po' più cicciotto) verde chiara e completamente ricoperta da spine.
Ho messo su i guanti, ho tagliato le estremità, l'ho poggiata su un tagliere e ho eliminato la buccia come fosse un ananas.
Polpa compatta dal sapore delicato, si abbina perfettamente a piatti salati e dolci. Oggi ve la presento in versione piatto unico con quinoa e catalogna.


Per 8 tortini:
150 g di zucca centenaria già mondata
100 g di catalogna bollita e strizzata
1/2 cipolla rossa piccola
50 g di quinoa
1 uovo
un cucchiaio di parmigiano

Tagliate la zucchina a cubetti, sciacquate la quinoa, tritate la cipolla.
Mettete un filo d'olio in un pentolino, aggiungete la quinoa e fatela tostare un minuto poi aggiungete la cipolla e la zucchina. Coprite con 150 ml di acqua e cuocete a fuoco basso fino a quando l'acqua sarà del tutto assorbita (circa 15'). Salate.
Lasciate intiepidire, aggiungete l'uovo, leggermente battuto col parmigiano, la catalogna tritata al coltello, regolate il sale e, con l'aiuto di un coppapasta formate 8 tortini su una teglia rivestita con un foglio di carta forno. Completate con semi di zucca o semi di girasole e un filo di olio e.v.o.
Infornate a 200° per 15'
Servite caldi o tiepidi.

Con questa ricetta partecipo al Gluten Free(fri)Day