Giulia mi ha convinto così:

Giulia mi ha convinto così:"Ale ascolta i tuoi amici, puoi benissimo farli felici, vogliamo solo foto e ricette e risparmiaci le paginette, così non devi essere spiritosa... ma una cuoca fantasiosa. Quanto ci vuole perchè ti convinci? Accontentaci, perdinci!"



lunedì 14 maggio 2012

cous cous con coda di rospo alla ghiotta

La prima volta lo mangiai a Lampedusa, poi nelle Marche e di nuovo a Venezia. Qui a Palermo lo vedo spesso in pescheria ma non facendo parte della nostra tradizione culinaria non lo avevo mai acquistato nè cucinato. Finalmente mi sono decisa, ho superato il "blocco" dovuto alla bruttezza (ma quanto è brutto??) e l'ho comprato senza sapere ancora cosa ci avrei fatto.
A casa le olive, i capperi e il pomodoro non mancano mai e così l'ho preparato alla ghiotta!




Ho sfilettato il pesce (pesava 1 kg e mezzo ed è bastato per due), ho messo le lische e la testa insieme a mezza cipolla tagliata a fette e ad un filo d'olio in una pentola. Ho lasciato rosolare ben bene e poi ho aggiunto dell'acqua, il sale e ho lasciato cuocere un quarto d'ora circa a fuoco vivo. Ho filtrato e tenuto da parte il brodo.
Ho poi tritato metà cipolla, un peperoncino e uno spicchio d'aglio e li ho rosolati col pesce tagliato a cubotti, ho sfumato con del vino bianco e poi ho aggiunto olive snocciolate, capperi dissalati e pomodorini (io uso sempre i miei pomodorini confit), ho allungato con un po' di brodo tenuto da parte e ho cotto per circa 15'.
Cuocete il cous cous (160 gr. per due persone) con 180 ml di brodo di pesce (io lo metto in una ciotola bassa e lo bagno col brodo bollente, lo tengo coperto per qualche minuto quindi lo sgrano bene con una forchetta) e servitelo col pesce. 

sabato 12 maggio 2012

gelo di mandorle e di cacao alla cannella

Domenica mattina, nel pieno di una megacucinata, mi sono tranciata l'indice sinistro. Una disattenzione che poteva avere conseguenze ben più gravi. Ho "imballato" il dito e ho continuato a cucinare, rinviando al giorno dopo la visita dal medico. Per fortuna il dito è salvo ma non posso pasticciare come si deve. Niente impastate di lievitati (meno male perchè sono a dieta...) e piatti troppo complicati. Oggi vi regalo quindi due geli freschissimi, light, gluten free e di facilissima realizzazione. L'idea era di creare un bicchierino triplo gelo: mandorle, cannella e cacao ma in un attimo di disattenzione ho versato l'acqua aromatizzata alla cannella sul cacao..... Il risultato mi è piaciuto ed è così che lo condivido con voi!






Per il gelo alle mandorle: frullate 250 gr. di mandorle pelate con un litro d’acqua e lasciate riposare mezz'ora, mescolando ogni tanto. Mescolate 80 gr. di amido di mais e 150 gr. di zucchero e stemperate con l'acqua  alle mandorle filtrata (utilizzate un colino o una garza, in ogni caso strizzate bene le mandorle per recuperare tutta l'acqua), se volete un sapore più deciso, aggiungete qualche goccia di essenza di mandorle. Sul fuoco fino al primo bollore.
Per il gelo al cacao alla cannella: mettere 40 gr. di stecche di cannella in infusione in un litro d’acqua per qualche ora. Mescolare 80 gr. di amido di mais,150 gr. di zucchero e 80 gr. di cacao.
Stemperare il tutto con l'acqua alla cannella filtrata  e mettere sul fuoco fino al primo bollore. 
Versate i due geli ancora caldi nelle coppette o negli stampi (se volete sformarli) e lasciate raffreddare a temperatura ambiente prima di mettere in frigo. 
Io l'ho decorato con pistacchio in scaglie.
Se volete preparare invece il gelo alla cannella (senza cacao) vi basterà ridurre lo zucchero a 100 gr. Per il resto tutto uguale.
E se vi piacciono i geli nel blog trovate anche quello di limone e quello di anguria e cantalupo






venerdì 11 maggio 2012

coniglio e topinambur

La mia dieta prosegue alla grande. Resisto alla mancanza di carboidrati, coccolandomi con piatti light gustosissimi. Un paio di giorni fa mi hanno sostituito il frigo e sono stata costretta a svuotare il congelatore. In un sol giorno ho cucinato carciofi, piselli, spezzatino e il coniglio che questa volta ho voluto cucinare in pentola con i topinambur in alternativa alle patate ben più caloriche.
Eccolo!!


Ho strofinato il coniglio con il mio sale aromatico e l'ho messo in pentola con un filo d'olio. L'ho lasciato rosolare per bene da tutti i lati e poi l'ho sfumato col vino bianco. Ho abbassato la fiamma al minimo e l'ho lasciato cuocere un'oretta col coperchio. Ad un quarto d'ora dalla fine ho aggiunto i topinambur sbucciati e tagliati a pezzi. Tutto qui!


giovedì 3 maggio 2012

la palamita: una gran bella scoperta! Ragù e spiedini!!

La palamita l'avevo mangiata qualche volta al ristorante ma non l'avevo mai cucinata. Chissà perchè, visto che qui in questo periodo è facilissimo trovarla. E' un pesce azzurro simile allo sgombro ricco di fosforo, vitamina A, proteine e di grassi Omega3 ma è soprattutto buonissimo! Ne ho comprata una e me la sono fatta sfilettare. Una metà l'ho trasformata in un meraviglioso (così lo ha definito mio marito) ragù per la pasta e l'altra metà l'ho trasformata in spiedini per me che sono a dieta.
Eccovi le due semplicissime ricette:
Per il ragù:


Tritate finemente al coltello la polpa della palamita (100 gr.) e mettetela in padella con un filo d'olio e mezzo spicchio d'aglio tritato. Rosolate a fuoco vivo, sfumate con vino bianco e, quando sarà evaporato aggiungete 50 gr. di pomodorini confit (la ricetta la trovate qui) anch'essi tritati al coltello e abbondante menta fresca. Salate e pepate. Scolate la pasta molto al dente tenendo da parte un po' d'acqua di cottura. Trasferitela in padella col ragù di pesce e completate la cottura aggiungendo l'acqua necessaria.


Per gli spiedini:


Tagliate i filetti di palamita (150-200 gr) a cubotti. Alternateli negli spiedi a mezzi pomodorini confit e foglie di menta. Oliate leggermente, salate e pepate e se vi piace aggiungete uno spicchio d'aglio tritato finemente (io uso il trita aglio così si distribuisce meglio). Rosolate gli spiedini a fuoco vivo su tutti i lati, sfumate con vino bianco e completate la cottura in forno per 5' a 200°.
Fare la dieta così è un gran piacere!!

martedì 1 maggio 2012

fave, piselli e carciofi: la frittella palermitana

Contorno primaverile per eccellenza che non può mancare sulle nostre tavole, la frittella è anche un ottimo condimento per riso e pasta. Semplicissima da preparare, richiede solo un po' di tempo per mondare tutti gli ingredienti a meno che che non vogliate utilizzarli surgelati. Il risultato non sarà lo stesso ma ..... si può fare!




Mondate un chilo di fave e 400 gr. di pisellini freschi




Eliminate le foglie esterne più dure di due carciofi, la punta e la "barbetta" interna. Tagliateli a spicchietti. Pulite i torsoli e affettate anche quelli. Lasciateli in acqua acidulata con succo di limone.
Affettate finemente mezza cipolla.
Mettete tutti gli ingredienti in una pentola con un filo d'olio, il sale e acqua q.b. per portarli a cottura. 
A cottura ultimata pepate generosamente.
Buon appetito!!