martedì 27 agosto 2013

la provatura

Da 40 anni e forse più mangio questo piatto preparato dalla mia mamma esclusivamente in estate per riciclare pane e mozzarella raffermi. 
Mamma l'ha sempre chiamato "la provatura" e mai prima di oggi mi ero posta il problema dell'origine del nome. 
Ho fatto una piccola ricerca sul web e ho scoperto che la provatura non è un piatto ma un tipo di formaggio a pasta filata, simile alla mozzarella che io sinceramente non ho mai assaggiato  visto e originariamente il termine si riferiva al pezzo che veniva staccato  dalla massa per testare la qualità della filatura della pasta.
Scoperto ciò avrei dovuto chiamare questo piatto crostini con mozzarella e acciughe ma è come provatura che lo conosco da sempre e così mi piace continuare a chiamarlo.
Detto ciò trovo che sia ingiusto relegarlo al ruolo di piatto da riciclo e ho quindi deciso di acquistare pane e mozzarella apposta per prepararlo e così farò tutte le volte che ne avrò voglia perchè è troppo buono!!!



Affettate il pane e la mozzarella non troppo sottile (2 cm circa) e alternateli in una teglia leggermente unta di olio. Cospargete con origano e infornate a 180° fino a quando la mozzarella sarà morbida e filante. 
Nel frattempo avrete sciolto alcuni filetti di acciughe sott'olio in olio d'oliva sul fuoco (un'acciuga ogni 2 cucchiai di olio basterà).
Servitelo caldissimo con l'olio alle acciughe.


Se avete dei pomodori freschi da insalata, provate ad alternarli alle fette di pane una volta sfornate. Il sapore dei pomodori freschi insieme alla mozzarella calda e le acciughe è irresistibile! 





venerdì 23 agosto 2013

mashed potatoes con gamberi in salsa di yogurt ed erba cipollina

Una ricetta che sta tutta nel titolo! 
L'ispirazione viene dalle baked potatoes che ho mangiato l'anno scorso a Stoccolma. Ho voluto velocizzare la preparazione cuocendo delle piccole patate in acqua ma se ne avete la possibilità, cuocete delle grosse patate al cartoccio (magari nel camino) e poi farcitele con i gamberi. Sono buonissime!!



A persona:
due patate di medie dimensioni
100 g. di gamberi sgusciati
2 cucchiai di yogurt bianco (il mio era intero ma potete anche scegliere quello magro)
sale, pepe ed erba cipollina fresca q.b.

Cuocete le patate con la buccia in acqua salata. Scolatele, pelatele e schiacciatele semplicemente con una forchetta quando sono ancora calde.
Bollite per un paio di minuti i gamberi in acqua bollente salata a cui avrete aggiunto uno spicchio di cipolla. Scolateli, lasciateli intiepidire e poi aggiungete lo yogurt, un pizzico di sale, erba cipollina tritata e il pepe.
Gustate appena tiepido o a temperatura ambiente. 
Con le patate (se volete un piatto meno rustico) potete anche creare un tortino aiutandovi con un coppapasta oppure potete servirle a fette. Fate voi!


sabato 10 agosto 2013

pasta con la zucchina fritta

Quando le cose semplici sono anche le più buone......
Pasta della tradizione familiare che insieme a quella con i tenerumi e con la zucchina lunga non può mancare sulla nostra tavola estiva.
Basta che i prodotti siano di ottima qualità e anche una semplice "cucuzza" fritta può regalarvi un primo strepitoso.



Prendete una bella zucchina di quelle con la buccia verde chiaro. 
Noi a Palermo le chiamiamo zucchine napoletane o zucchine da friggere. Sbucciatela e tagliatela a fette non troppo sottili (1 cm circa). Friggetele in olio e.v.o. e salatele. 
Cuocete la pasta molto al dente e conditela con l'olio di frittura delle zucchine e le zucchine fritte. Completate con abbondante menta fresca e ricotta salata o caciocavallo grattugiato.
Questa la versione "basic" della mamma. Io preferisco frullare una parte delle zucchine e con queste mantecare la pasta in pentola insieme alla menta e al formaggio e poi servirla con il resto delle zucchine a fette.

mercoledì 7 agosto 2013

gli involtini di pesce spada

Dopo una ricetta fusion e innovativa come gli spaghetti di riso in gaspacho, vi propongo un classico della nostra cucina che più classico non si può: gli involtini di spada!




Per 4 persone:
16 fettine di pesce spada
1 cipolla bianca (di medie dimensioni)
50 gr. di passolini
30 gr. di pinoli
16 cucchiai di mollica di pane fresco grattugiata
3 cucchiai di aceto di vino bianco
2 cucchiai di succo di limone
1 cucchiaio di caciocavallo grattugiato
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
sale, pepe, origano q.b.

Tagliate o fatevi tagliare le fettine di spada sottilissime. Bisognerebbe passare il tocco di spada in congelatore per un po' e poi tagliarlo con l'affettatrice per avere le fettine veramente sottili.
Preparate la farcia: affettate la cipolla e fatela appassire dolcemente in abbondante olio e.v.o.. Aggiungete la mollica di pane, i passolini fatti rinvenire in acqua tiepida e poi strizzati, i pinoli, l'origano, il sale, il pepe, il succo di limone e l'aceto. Mescolate bene e lasciate insaporire un paio di minuti poi, fuori dal fuoco, aggiungete il formaggio grattugiato.
Salate leggermente le fettine di spada, farcitele con una cucchiaiata di composto, arrotolatele ben strette e sistemate gli involtini in pirofila alternando foglioline di alloro e sfoglie di cipolla. Irrorate con olio e.v.o. salate e infornate a 200° per 15' circa.

domenica 4 agosto 2013

Quando la Spagna incontra la Cina: spaghetti di riso con gamberi in gaspacho!

Come spesso mi capita, anche questo piatto è nato per caso, dalla voglia di preparare il gaspacho assaggiato tanti anni fa a Siviglia a casa di una cugina di mio marito (che mi diede la sua ricetta) e da un pacco di spaghetti di riso che aspettavano pazienti in dispensa.
Il gaspacho da piatto principale si trasforma in salsa di accompagnamento in cui "tuffare" gli spaghetti di riso conditi semplicemente con gamberi e peperoncino.



Per 2 persone
gaspacho: 
500 gr. di pomodori a grappolo
1/2 cetriolo di medie dimensioni
1 spicchio di aglio
1/2 cipolla
1/2 peperone verde
2 cucchiai di aceto di vino bianco
sale
Frullate tutti gli ingredienti a crudo. Io elimino la buccia al pomodoro e pelo il peperone col pelapatate. La quantità di aglio, cipolla e peperone chiaramente dipendono dai vostri gusti e dalla resistenza del vostro stomaco. In genere io riduco un po' il peperone.
Spaghetti di riso:
Immergete 120 gr. di spaghetti di riso in acqua bollente salata (fuori dal fuoco) per 3'. Nel frattempo mettete nel wok un filo di olio e.v.o. e 1/2 peperoncino tritato. Appena l'olio è ben caldo aggiungete 120 gr. di gamberi sgusciati e saltateli velocemente, aggiungete gli spaghetti di riso scolati e amalgamate il tutto per un paio di minuti a fuoco vivo. 
Gustate i vostri spaghetti col gaspacho servito in una ciotolina a parte.



Nota: se volete preparare il gaspacho classico, aggiungete la mollica di un panino ammollata nell'acqua e poi strizzata e servitelo con verdure crude o con un uovo sodo tritato sul fondo della ciotola.

venerdì 2 agosto 2013

Focacce estive: uva e pecorino e fichi e prosciutto!

Gli abbinamenti sono quelli delle insalate di fine estate che avevo postato qui e qui
Questa volta ho voluto preparare delle focacce che fossero semplici da impastare (qui al mare non ho né impastatrici né piani d'appoggio....) da gustare all'ora dell'aperitivo. 
Ne sono venute fuori delle focacce molto particolari, una sicuramente più delicata (quella con l'uva) e l'altra dal gusto più deciso e complesso. Scegliete voi. Per entrambe la base è la stessa.



Base per una teglia di 30 cm di diametro:
250 g. di farina per pizza e focaccia (io ne ho usata una macinata a pietra)
170-200 ml. di acqua a seconda del grado di assorbimento della vostra farina
8 g. di lievito di birra (se è inverno anche qualcosina in più)
una presa di sale, pepe
4 cucchiai di pecorino (per l'uva) o di parmigiano (per i fichi) grattugiato.




Mettete in una ciotola capiente la farina, create una conca, sbriciolate dentro il lievito e cominciate a versare l'acqua, impastando con la mano. Dopo un po' aggiungete sale, pepe e formaggio, alternandoli all'acqua. Il composto risulterà morbido e "filante". 
Lavoratelo con vigore per una decina di minuti, tirandolo verso l'alto e battendolo sul fondo della ciotola, raccogliendo ogni tanto l'impasto che si sarà depositato sulle pareti della ciotola. 
Raccogliete al centro l'impasto lavorato, coprite con pellicola e lasciate lievitare un'ora circa. 
Trasferitelo su un piano ben oliato e, con le mani ben unte di olio, allungatelo e piegatelo in tre come si fa con la sfoglia, allungatelo nuovamente tirando i lati corti e date un altro giro di pieghe. 
Capovolgete il panetto, arrotondatelo e rimettetelo nella ciotola coperto con pellicola. Dopo un'ora ripetete la pieghe e riponetelo nella ciotola.
Lasciate riposare mezz'ora e poi stendete l'impasto nella teglia unta d'olio allungandolo delicatamente, cercando di non schiacciarlo troppo (si saranno formate delle belle bolle di lievitazione) 

Condite la focaccia con gli acini d'uva divisi a metà e privati dei semi e il rosmarino, oppure con qualche fetta di prosciutto crudo tagliata un po' più spessa e tritata al coltello e i fichi sbucciati e tagliati in 4. Lasciate riposare mezz'ora, irrorate con olio e.v.o. e infornate in forno caldissimo (220°) per 30' circa.
All'uscita dal forno quella con i fichi va completata con del miele liquido (io immergo i rebbi della forchetta nel miele e li passo velocemente sulla focaccia) e del sale nero (se non lo avete anche comune sale grosso o fiocchi di sale).
Entrambi gli abbinamenti, se non amate i lievitati, potete utilizzarli per realizzare dei cakes salati, usando la base di quello che ho postato qui.

martedì 30 luglio 2013

le scorzette di limone confit e le girelle di sfoglia alle pesche

Se vi capitano tra le mani dei bei limoni non trattati (come è capitato a me) e non avete voglia di preparare il solito limoncello, candite le bucce e conservatele. 
Daranno un tocco in più ai vostri dolci (e non solo...)


 Mettete in un pentolino 200 ml di acqua e 200 gr. di zucchero a velo. Lasciate scaldare a fuoco basso mescolando fino a quando lo zucchero si sarà disciolto e lo sciroppo sarà trasparente. Aumentate la fiamma e lasciate bollire per 5'. Mettete dentro le bucce di 4 limoni, tagliate sottili (mi raccomando, evitate la parte bianca che è amara) e fatele bollire 10'. Spegnete il fuoco e lasciate riposare il tutto mezz'ora. Tirate fuori le scorzette e fatele asciugare all'aria su carta forno per 12 ore. Conservate in un contenitore a chiusura ermetica. 
Con lo sciroppo che rimane potete preparare una gelatina (con aggiunta di colla di pesce e frutta fresca), una crema, potete usarla per bagnare un pandispagna....Insomma, non buttatelo!


Io le ho utilizzate nel ripieno di questo dessert veloce veloce.
Ho sbucciato e poi tagliato a fettine delle pesche. Le ho irrorate col succo di un limone. Le ho disposte sulla metà di un rettangolo di sfoglia (20X30), cosparse con zucchero di canna, qualche fogliolina di menta fresca tritata, un pugno di mandorle tritate grossolanamente e un po' di scorzette di limone candite. (erano 3 pesche per una confezione di pasta sfoglia surgelata da 500 gr.)
Arrotolato il tutto aiutandomi con la carta che avvolgeva la pasta sfoglia e tagliato a fette spesse. Le ho disposte su una teglia rivestita con carta forno e le ho cotte a 200° fino a doratura (circa 20'). 
Mangiatele appena tiepide a colazione o a merenda o servitele con zucchero a velo, accompagnate da una pallina di gelato alla vaniglia o al limone. A casa hanno fatto un volo!!
Nota: la pasta sfoglia, soprattutto con questo caldo, tende a perdere consistenza durante la preparazione. Tenetela in frigo fino al momento di usarla e, dopo avere realizzato il rotolo con le pesche dentro, mettetela in frigo per almeno mezz'ora prima di tagliarla a fette. Il taglio sarà più facile e regolare e in cottura sfoglierà meglio!

sabato 27 luglio 2013

lasagnette con melanzane e zucchine grigliate

Sia che abbiate un intero pomeriggio a disposizione o solo mezz'ora potrete comunque prepararle.
Potete scegliere di preparare voi stessi la sfoglia all'uovo, tirarla sottile, grigliare le verdure, preparare il pesto con basilico, olio e.v.o., pinoli, pecorino e parmigiano e la salsa fresca in casa oppure comprare la pasta già pronta, le verdure già grigliate (si trovano ormai dappertutto) salsa e pesto già pronti. A voi la scelta! Io ho acquistato la pasta pronta, ho grigliato le verdure, utilizzato la salsa già pronta ma fatta in casa e un pesto fresco acquistato che avevo in frigo. Una via di mezzo insomma!



Cuocete le sfoglie all'uovo per 5' in acqua bollente salata e un cucchiaio di olio. Scolatele e lasciatele asciugare su un canovaccio.
Alternate pasta fresca, salsa di pomodoro, verdure grigliate, qualche cucchiaino di pesto, parmigiano grattugiato. 
Potete metterle in teglia, pirofila (e in questo caso mettete sul fondo qualche cucchiaiata di salsa) oppure, come ho fatto io, tagliate la pasta in quadrati e preparate delle monoporzioni che sistemerete su una teglia rivestita con carta forno. Completate con salsa mescolata a poco pesto e parmigiano.
In forno a 200° per 15' circa. Se avete fatto le monoporzioni vi basterà trasferire la torretta di lasagnette con una paletta nei singoli piatti.

giovedì 25 luglio 2013

Appunti di viaggio: Parigi seconda parte





Il secondo giorno, martedì, ore 8 in pole position davanti au pain quotidien per la nostra magnifica colazione e a seguire Champs Elysèes passando per il Louvre e  le Tuileries. Passeggiare in mezzo al verde è sicuramente più piacevole che farlo nel traffico di Rue de Rivoli.
Prima sosta, dopo quelle fotografiche, Abercrombie and fitch all'inizio degli Champs. 
Penso dovrebbero vietare l'ingresso ai maggiori di 25 anni oppure avvertire le anzianotte come me prima di entrare così come del resto si fa anche ad Eurodisney all'ingresso dei giochi più pericolosi e sconsigliati ai deboli di cuore. 
Le luci sono quasi inesistenti, il minimo indispensabile per distinguere una T shirt da un paio di pantaloni, la musica al limite dei decibel sopportabili da un orecchio over 40, ragazzi e ragazze, alcuni di una bellezza imbarazzante che ballano senza sosta..... 
Io, temprata da due visite precedenti, sono entrata cosciente di quello che stavo per affrontare, compresa foto col bonazzo di turno all'uscita (che chiaramente vi risparmio per decenza.....)
Abbiamo proseguito lo shopping su per gli champs e poi, tornate indietro, ci siamo godute il meritato riposo distese sul prato all'inizio degli champs con sandwich acquistato per strada. 
Fugace visita al Buddha Bar che mia figlia non conosceva (non è più in voga come 15 anni fa ma conserva sempre il suo fascino...) e poi la Madeleine con Maille dove ho fatto man bassa di senapi 
(avrei voluto assaggiarle tutte....), Ladurée in rue Royale, perchè le vetrine sono sempre meravigliose (ma questa volta niente macarons, avevo adocchiato qualcos'altro....), 
Colette perchè ci tenevo a mostrarlo a mia figlia. Quando l'ho scoperto quasi 15 anni fa, da noi i concept store non esistevano e rimasi incantata da tanta modernità. Al piano di sotto c'era il bar delle acque minerali, oggi c'è un piccolo ristorante. Tornando in albergo scopriamo all'inizio di rue Sainte croix de la Bretonnerie i 4 negozi Fleux (ma l'anno scorso come ho fatto a non accorgermene??). Giro veloce per farci un'idea con l'intenzione di tornare con più calma il giorno dopo. 



Cena all'As du fallafel. L'anno scorso avevo assaggiato la
meravigliosa pita con fallafel per strada facendola seguire da una crepe con nutella. Vi sconsiglio vivamente la crepe dopo la pita a meno che non abbiate uno stomaco di ferro... 
Questa volta ho scelto di mangiare dentro. 
Fallafel io, pollo al curry mia figlia. Atmosfera allegra, servizio celere, fallafel fantastici, attenzione alle salsine, sono piccantissime!!
Dodo............
Il terzo giorno quartiere latino. Dall'albergo ci siamo incamminate verso l'ile de Saint Louis, un isolotto delizioso accanto alla citè.
Abbiamo fatto tutto il lungo Senna e abbiamo assistito al lavoro di decine di pompieri intenti a domare l'incendio del tetto del meraviglioso Hotel Lambert ex dimora Rothschild, da qualche anno di proprietà della famiglia dell'emiro del Qatar. Edificio storico del XVII secolo era in ristrutturazione da anni. Una pena.....
Capatina all'Institut du monde arabe che si trova proprio al di là della Senna con la sua magnifica facciata composta da 240 moucharabieh (tipiche finestre del mondo arabo progettate in modo tale da permettere una buona ventilazione e di proteggere le donne dagli sguardi esterni) che, nella loro versione moderna, si aprono e si chiudono durante il giorno.
Su per Bvd. Saint Germain..... Adoro perdermi tra le stradine dietro Saint Germain des Prés, quelle meno turistiche, ricche di gallerie d'arte, negozi di tessuti, piccoli bistrot.....Quest'anno, sempre grazie alle indicazioni di un'amica ho scoperto un gioiellino di piazzetta in rue  Furstemberg dove potete visitare il museo Délacroix e deliziarvi con gli choux riempiti al momento alla maison du chou.



A seguire Sainte Sulpice che l'anno scorso non riuscii a far visitare a mia figlia perchè stavano celebrando le prime comunioni. 
E poi les Jardins du Luxembourg. Che meraviglia di posto......Potete riposarvi, mangiare un boccone, fare dello sport....Noi ci siamo soltanto riposate!!
 Pranzetto veloce in un piccolo locale su rue de Condé, qualche altro negozio in Rue de Rennes e poi rientriamo passando da Notre Dame che festeggia quest'anno i suoi 850 anni e dall' Hotel de ville trasformato in un grande giardino temporaneo veramente carino e insolito.
Per cena non potevo non tornare a mangiare le meravigliose galettes al Breizh Cafè che avevo già assaggiato l'anno scorso e che avevano ispirato quelle che qualche tempo fa avevo postato qui .
Non avevo pensato a prenotare e infatti ci hanno chiesto di tornare dopo un po'. Ne abbiamo approfittato per scattare un po' di foto in giro per il Marais visto che qui fa buio tardi. 
Galettes come sempre buonissime e per la prima volta ho assaggiato il sidro che non conoscevo. Mi è piaciuto!!
Il giovedì al Centre Pompidou per visitare la mostra su Roy Lichtenstein e tanto altro.


Pranzo nei dintorni con Nanou e suo figlio Thomas e poi tutto il pomeriggio a zonzo e almeno un'ora in due negozi cinesi ad acquistare perle, perline e co. in Rue du Temple.
Fluex per acquistare quello che avevamo adocchiato il giorno prima e poi a cena da Nanou alla quale ho portato una meravigliosa
scatola di cioccolattini al fleur de sel di Pierre Hermé che ha aperto un nuovo punto vendita proprio in Rue Sainte Croix de la Bretonnerie. Peccato non aver potuto fotografare i suoi meravigliosi macarons. Il locale non era ancora del tutto completo e mi hanno chiesto di non fotografare proprio il banco dei macarons.
Venerdì il giorno della partenza.   =( 
Dopo avere fatto i bagagli siamo tornate da Colette per alcuni acquisti e poi ci siamo incontrate con Flo che non vedevo da 20 anni (che emozione!!) e abbiamo pranzato con lei vicino l'albergo. Taxi e via in aeroporto con la certezza che tornerò (spero presto) e che troverò sempre qualcosa di nuovo da scoprire.


lunedì 22 luglio 2013

cake salato con pomodoro, mozzarella e acciughe

Quanto mi mancava scrivere le ricette sul blog. 
L'ultima è di un mese fa. Nulla di nuovo in cucina da allora. Ho avuto tante di quelle cose da fare che ho messo la cucina un po' da parte. Spero di riprendere con lo stesso ritmo di prima. e per cominciare vi do la ricetta di un cake salato con i sapori e i profumi dell'estate, velocissimo e facilissimo da preparare, ideale per un aperitivo tra amici o un pranzo veloce accompagnato da un'insalata.



150 gr. di farina 00
2 cucchiaini di lievito per torte salate
100 gr. di parmigiano grattugiato
sale, pepe nero q.b.

3 uova intere
140 ml di latte
80 ml di olio e.v.o.

5 pomodori a grappolo
100 gr. di mozzarella
un mazzetto di basilico
4 acciughe sott'olio

Pelate i pomodori col coltello (non è necessario sbolentarli), eliminate i semi e tagliateli a filetti. Salate, pepate, aggiungete abbondante basilico tritato e irrorate con un po' di olio d'oliva. Lasciate insaporire almeno mezz'ora (io li avevo preparati ieri e tenuti in frigo).
Mescolate gli ingredienti in polvere. Battete leggermente le uova con il latte e l'olio e versate il composto sulle polveri, mescolando velocemente con una forchetta. 
Versate il composto in uno stampo da plumcake (20 cm) rivestito con carta forno bagnata e strizzata. Sulla superficie disponete i filetti di pomodoro eliminando il liquido in eccesso, la mozzarella a dadini (se usate le ciliegine tagliatele in quattro) e i filetti di acciuga a pezzetti, affondando un po' il condimento nel composto. 
Infornate a 180° per 35'-40' e comunque fino a quando uno stecchino ne uscirà asciutto.



giovedì 18 luglio 2013

Appunti di viaggio: Parigi (primo giorno)

Non so proprio da dove cominciare. Se dal  descrivere il coup de foudre che ebbi per Parigi quando la vidi la prima volta a 17 anni (dimenticando per sempre il mio primo amore, Londra), oppure i sentimenti che provo ancora oggi nel vagare senza meta tra le stradine del Marais, nell'ascoltare la gente che parla, nel sentire il profumo delle boulangerie, o la profonda amicizia che mi lega da quasi trent'anni a Nanou, conosciuta grazie ad un "appuntamento al buio", oppure il piacere immenso che ho provato quando mia figlia mi ha chiesto di partire insieme, solo noi due (quasi una fuga d'amore), abbandonando per ben 5 giorni tutto il resto. 
Era la mia dodicesima o tredicesima volta a Parigi e per mia figlia la terza. Non avevamo un programma ben preciso se non quello di non fare alcun programma. Ci limitavamo, la mattina, ad circoscrivere una zona da visitare, per il resto ci siamo lasciate guidare dalle voglie del momento. Punti fermi: colazione a  le pain quotidien a due passi dall'albergo (pains au chocolat commoventi), nessun mezzo di trasporto (solo i nostri piedi), uscita presto la mattina (ore 8) e rientro poco prima di cena, il tempo di una doccia. In due parole (anzi 4) un tour de force!
Il primo giorno arriviamo con un'ora di ritardo verso le 14 in hotel. Piccola parentesi: l'albergo, scoperto anni fa grazie all'indicazione di un'amica americana, ci ha ospitato già tre volte. E' un tre stelle nel cuore del Marais che non cambierei per nulla al mondo, anche se non ha l'aria condizionata (ci ho fatto caso per la prima volta quest'anno perchè la prima sera ho sofferto un po' il caldo). 
E' un edificio storico, mi hanno spiegato. Non c'è lo spazio per i motori della climatizzazione, non si possono effettuare modifiche né sul prospetto, né all'interno. Bisogna accontentarsi dei ventilatori. 
La prima colazione, che si paga a parte, non è granché  croissants e pains au chocolat, pane, burro, marmellate, miele, un po' di salumi e formaggi e spremute d'arancia fresche (ma noi tanto andiamo a le pain quotidien). 
Non lo cambierei per nulla al mondo perchè è in una posizione fantastica, a due minuti dal metro (hotel de ville) e a piedi a 10' e anche meno da Notre Dame, dal Centre Pompidou, poco più da place de la Republique, place des Vosges.....il quartiere è piacevolmente animato la sera (a questo proposito, se andate in estate e prevedete di dormire con le finestre aperte, chiedete una stanza che dia sul cortile interno) é pulito, i concierges sono gentilissimi e, se avete problemi con la lingua francese parlano anche l'inglese. E poi è tanto.....francese!!
Dunque, arriviamo in hotel, lasciamo i bagagli e ci dirigiamo sicure verso un localino che avevamo adocchiato l'ultimo giorno della nostra ultima visita nel giugno scorso L'ébouillante

Abbiamo pranzato con un favoloso brick farcito. Il menu offre anche varie insalate e alcuni secondi oltre a bevande e desserts ovviamente. Si mangia fuori in una deliziosa stradina un po' in discesa alle spalle dell'église Saints Gérvais et Protais.

Da lì abbiamo cominciato un meraviglioso giro per il Marais (e oltre..) e seguendo anche i consigli di alcuni amici, ci siamo dirette verso le Rue Montorgueil, Tiquetonne e Montmartre



Negozietti vintage, meravigliosi utensili da cucina, negozi per bambini. Nel nostro giro abbiamo fatto una capatina da OUT (il proprietario simpaticissimo!!) dove troverete abbigliamento e accessori vintage, curiosità di ogni tipo,

da Not so big (un concept store a misura di bambino) per acquistare regalini per i nipotini, da Blue Lemon che ha una varietà pazzesca di fermapolsi (ce ne sono di tutti i tipi, forme e colori) 

e poi, per gli appassionati di cucina, spezie e tanto altro all'épicerie de Bruno utensili di tutti i tipi da MoraG. Detou e A. Simon e infine da E Dehillerin poco distante dalla chiesa di Saint Eustache. 

Anzi, se vi trovate proprio a Saint. Eustache e amate il fai da te, non potete non andare a La Droguerie 




Troverete tutto quello che potete desiderare. Perle, perline, cordoni, cordoncini, nastri, nastrini, bottoni e chi più ne ha ne metta. 
Io ci sono tornata per anni senza riuscire a comprare mai nulla perchè avrei comprato tutto. Questa volta, grazie all'aiuto della mia ragazza, sono riuscita a portar via qualcosina di molto interessante.
Les Halles proprio di fronte alla chiesa, per ora sono in ristrutturazione ma se volete fare comunque una capatina, troverete 4 piani di negozi di tutti i tipi ad aspettarvi. Io, ad essere sincera, non amo molto i centri commerciali....La chiesa di Saint Eustache invece, merita proprio una visita.
Al rientro troviamo Nanou e suo figlio ad aspettarci in Hotel. 
Che gioia rivederli!! Una doccia a via a cenare da Chez Marianne un ristorante di cucina mediorientale a due passi dall'hotel.




Abbiamo aspettato un po' perchè c'era molta gente e non avevamo prenotato. La possibilità di ordinare più "elementi" cioè assaggi di piatti diversi mi è piaciuta molto anche se non ho trovato proprio tutto di mio gradimento. Ma il posto è veramente carino e, per un pranzo o una cena senza grandi pretese (e spesa) è l'ideale.

mercoledì 26 giugno 2013

insalata tiepida con straccetti, ciliegie e caprino


Da un'insalata che più slow non si può ad un'altra super veloce ma altrettanto buona con abbinamenti di sapore e consistenze sorprendenti. 
Me la sono "regalata" stasera perché avevo voglia di coccolarmi un po'.
La ricetta è di una rivista francese acquistata l'anno scorso a Parigi. Ho apportato qualche piccola modifica, per il resto l'ho riprodotta fedelmente perchè già sulla carta prometteva bene e il risultato ha confermato le mie aspettative.





40 g, di rucola
100 g. di straccetti di vitello
70 g, di ciliege snocciolate
40 g, di cetriolo
20 g. di chevre
1 piccola costa di sedano (dal cuore)
1 cucchiaio di olio e.v.o. (più un cucchiaio per la padella)
1/2 cucchiaio di aceto balsamico
1 cucchiaino da caffè di miele liquido
fleur de sel
pepe
30 g. di pane casareccio a fette
zenzero fresco

Strofinate il pane con lo zenzero fresco sbucciato, tagliatelo a dadini e saltatelo in padella con un filo di olio d'oliva fino a quando diventa dorato e croccante. Tenete da parte.
Nella stessa padella, con un filo d'olio saltate a fuoco vivo gli straccetti di carne per un paio di minuti, aggiungete le ciliege, salate, pepate.
In un piatto sistemate la rucola, il cetriolo a dadini, il sedano a fettine sottili e il formaggio sbriciolato. Aggiungete la carne con le ciliege e condite con una vinaigrette preparata emulsionando l'olio, l'aceto, il miele e una presa di sale.
Servite con i crostini di pane allo zenzero. (utilizzate pane senza glutine o sostituitelo con una manciata di mandorle tostate tritate per la versione gluten free).

Con questa ricetta partecipo all' MTC di giugno 

Galette bretonne (crepe di grano saraceno)

In attesa di tornare a Parigi e mangiare di nuovo una galette come si deve, io e la mia "bambina" abbiamo deciso di prepararcene una per cena, prosciutto, emmenthal e uovo lei (che più completa non si può), prosciutto emmenthal e fagiolini io!




Per 5 crepes:
250 g. di farina di grano saraceno
1 uovo
2 bicchieri d'acqua
una presa di sale
emmenthal francese
prosciutto cotto
uova

In una ciotola battete l'uovo con l'acqua. Aggiungete il sale e la farina a pioggia. La pastella dovrà risultare molto liquida.
Lasciate riposare un'ora e poi versate un mestolo di composto su una piastra antiaderente leggermente imburrata. E' importante che lo strato sia molto sottile. L'ideale sarebbe utilizzare l'apposito attrezzino in legno per stendere la pastella delle crepe ma con un po' di manualità (e velocità) ci si riesce. 
Cuocete un minuto per lato, poi farcite direttamente sulla piastra con formaggio grattugiato, una fetta di prosciutto cotto e un uovo, ripiegate i lembi della crepe, lasciando il rosso dell'uovo a vista e continuate la cottura fino a quando il bianco del'uovo si sarà rappreso. Io ho coperto la crepe con un coperchio per facilitarne la cottura. La prossima volta metterò prima il prosciutto e poi il formaggio in modo da poter creare un piccolo incavo in cui posizionare l'uovo. Il mio, sulla fetta di prosciutto, tendeva a scivolare via mentre ripiegavo i lembi.
L'altra l'ho farcita con formaggio, cotto e fagiolini, l'ho arrotolata e lasciata in padella un paio di minuti per far fondere il formaggio.




giovedì 13 giugno 2013

insalata "slow" in cialda di cous cous all'origano

Sono doppiamente contenta di postare oggi: è il primo giorno utile per presentare la ricetta per la sfida dell'MTC e oggi si festeggia S.Antonio. Questo è il mio regalo per tutti gli Antonio/a Nino/a Antonello/a......ma soprattutto per due tra le persone più care che ho al mondo, la mia meravigliosa mamma e il mio mitico fratellone!
Premesso ciò, passo alla ricetta. Non potevo essere più felice quando ho appreso il tema di questo mese: le insalate (io vivrei di insalate!!)
Ma mica insalatine veloci veloci da tutti i giorni, ma "signore" insalate, come la Caesar proposta dal grande Leo "cozzaman" vincitore della sfida di maggio. 
Allora ho deciso di mettere insieme alcuni tra i prodotti migliori della nostra terra (la Sicilia) e soprattutto di prendermi del tempo perché la sfida, si sa, lo richiede. 
Quindi, lunga cottura a bassa temperatura per il maialino dei Nebrodi, non semplici crostini di pane ma cialda di cous cous aromatizzata all'origano, a cui ho dato il ruolo di contenitore, profumatissimi pomodorini di Pachino, olio strepitoso di Castelvetrano, succo di limone , primo sale, basilico fresco e un pezzetto di ricotta di pecora che adoro e alla quale, ahimè, dovrò rinunciare tra un po' perchè non è più periodo...... 





Per 4 cialde di cous cous:
150 g. di cous cous
1 cucchiaino di origano secco
sale
l'albume di un uovo grande
Per l'insalata:
un piccolo cespo di misticanza riccia
300 g. di polpa di maiale (dalla coscia)
200 g. di formaggio primo sale
venti pomodorini
olio e.v.o.
succo di limone
1 mazzetto di basilico

Salate e pepate il vostro pezzetto di maiale e inseritelo insieme a qualche foglia di basilico fresco in un sacchetto per la cottura sotto vuoto (anche senza il vuoto....). Scaldate l'acqua in un pentolino che sia preferibilmente a misura e portatela a 90° circa (io non ho misurato la temperatura ma l'importante è che l'acqua non arrivi al bollore), immergete il maiale e lasciatelo cuocere tre ore con la fiamma al minimo.
Mentre il maiale cuoce.......
Tostate il cous cous senza alcun condimento in una padella antiaderente fino a quando prende un po' di colore (attenzione a non bruciarlo!!)
Lasciatelo intiepidire e mescolatelo all'albume leggermente battuto, una presa di sale e all'origano.
Fatene 4 mucchietti sulla teglia rivestita di carta forno e allargateli bene fino a raggiungere dei dischetti da 15 cm circa di diametro. L'importante è che siano molto sottili. Infornate in forno caldo a 170° per 10' circa o comunque fino a quando li sentite asciutti. Ancora caldi cercate di dar loro una forma leggermente concava aiutandovi con una coppetta capovolta. Lasciate raffreddare.
Lavate e tagliate l'insalatina e i pomodorini, tagliate il formaggio e preparate una vinaigrette con 4 cucchiai di olio, 2 di succo di limone, sale, pepe, qualche foglia di basilico fresco tritato e 2 cucchiaini di ricotta di pecora emulsionando bene (anche con un frullino ad immersione se preferite). Mettetela in frigo fino al momento di utilizzarla.

Trascorse le tre ore, tirate fuori il maiale dal sacchetto, eliminate le foglioline di basilico e sfilacciatelo. Componete l'insalata sulla cialda condendo con la vinaigrette.
Se non vi va di cucinare il maiale in questo modo (tra l'altro sanissimo e leggero perchè senza aggiunta di grassi), potete optare per cotture al forno più veloci oppure sostituire la carne di maiale con del pollo arrosto.



Con questa ricetta partecipo all'MTC di giugno







martedì 4 giugno 2013

Insalata di grano saraceno con tonno, zenzero e pesca

Freschissima insalata estiva, semplice, veloce da preparare e gluten free!





A persona:
tagliate 50 g. di tonno fresco magro in piccoli cubetti. 
Pelate e grattugiate un pezzetto di zenzero di 3-4 cm. e spremetelo schiacciandolo bene col dorso di un cucchiaino in un colino. Marinate il tonno col succo ottenuto. 
Tritate 50 g. di pesche al coltello e  mescolatele a della menta fresca tritata, al succo di un lime e ad un cucchiaino di zucchero di canna grezzo.
Cuocete il grano saraceno in acqua bollente salata. Scolatelo e saltatelo in padella un paio di minuti con il tonno e un filo di olio e.v.o..
Lasciate intiepidire e mescolatelo alle pesche e il loro sughino.
Servitelo tiepido o a temperatura ambiente.
Provatela col mango al posto della pesca oppure col pesce spada, gamberi o calamari al posto del tonno!