Latito da più di un mese e non ho giustificazioni se non quella di essermi lasciata coccolare dall'atmosfera festaiola del mio compleanno (e che compleanno!!) e del Natale, sereno, semplice, passato in famiglia e con gli amici più cari.
E più passa il tempo e più difficile è riprendere la vita quotidiana anche se per le cose più piacevoli come dedicarsi al blog.
Quindi.... rieccomi con una zuppa in occasione dell'MTC di gennaio per la sfida lanciata da Vittoria
Pochi ingredienti e una semplice preparazione con l'aggiunta di un paio di ingredienti che hanno fatto ingresso nella mia cucina da qualche settimana, il brodo granulare home made e la polvere di agrumi.
Sono stati i primi esperimenti con un meraviglioso regalo ricevuto per il compleanno: l'essiccatore.
E' un "giocattolino" fantastico che si presta ad infinite preparazioni. Per ora mi sono limitata ad essiccare mele, kiwi, ananas, (ottimo snack) a preparare il brodo vegetale e la polvere di arance, mandarini e limoni che poi uso da soli, per aromatizzare sale e zucchero o da usare per gli infusi (mentre scrivo sto essiccando anche dello zenzero).
Per due persone:
un porro
un mazzo di asparagi (circa 10)
2 cucchiai di brodo granulare
50 g di formaggio caprino fresco
due cucchiaini di polvere di agrumi
olio e.v.o.
Per il brodo granulare:
2 zucchine
3 carote
2 piccole cipolle
le foglie di tre gambi di sedano
5 funghi champignon
Essiccate al forno o all'essiccatore tutte le verdure affettate molto sottili ad una temperatura massima di 50°.
A seconda dello spessore delle verdure e della quantità d'acqua da esse contenuta, ci vorranno da 12 a 18 ore. Alcune si essiccheranno prima, come le carote, altre ci metteranno un po' più di tempo.
Una volta essiccate pesatele e frullatele con la metà del loro peso di sale grosso. Conservatelo in un barattolo di vetro ben chiuso.
Per la polvere di agrumi:
Bucce di arance e mandarini non trattati e privati per quanto possibile della parte bianca,
Affettatele sottili e lasciatele essiccare come per le verdure.
Ci metteranno circa 5-6 ore.
Frullatele e conservatele in un barattolo ben chiuso.
Lavate il porro, eliminate le foglie esterne e affettatelo sottilmente.
Sciacquate gli asparagi e piegateli fino a quando si spezzeranno, Conservate la parte più dura per altre preparazioni.
Riducete gli asparagi in rondelle alte un centimetro e tenete da parte le punte.
In una casseruola versate 2 cucchiai di olio, scaldatelo, aggiungete porri e asparagi, lasciate rosolare un paio di minuti poi aggiungete il brodo granulare e coprite a filo con acqua calda.
Cuocete per circa 15 minuti, il porro dovrà essere morbido e gli asparagi ancora sodi.
Affettate per la lunghezza le punte degli asparagi che avete tenuto da parte e aggiungetele alla zuppa.
Completate con il caprino a "fiocchetti" e la polvere di agrumi.
Con questa ricetta partecipo all'MTC di gennaio
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giovedì 14 gennaio 2016
mercoledì 25 novembre 2015
ravioli di patate con ragu di polpo
Sempre di corsa, ho rischiato di arrivare in ritardo anche questo mese all'appuntamento con l'MTC.
Nell'ultimo giorno utile partecipo alla sfida lanciata da Monica e Luca con questi ravioli di patate con ragu di polpo.
Nulla di nuovo nel condimento. E' un sugo che amo molto e che avevo già postato qui
E' strepitoso e vi consiglio vivamente di provarlo!
Per 4 persone:
100 g di farina 00
100 g di farina di rimacino
2 uova
un pizzico di sale
3 grosse patate (600 g circa)
un mazzetto di prezzemolo
sale
e poi:
un polpo di circa 600 g già pulito e tagliato in piccoli pezzi
80 g di base per soffritto (cipolle, carote e sedano finemente tritati)
2 cucchiai di olio e.v.o.
un piccolo peperoncino piccante
un pezzetto di cannella lungo 4 cm
50 ml di vino bianco
250 ml di acqua
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
300 ml di passata di pomodoro
un cucchiaino da caffè di zucchero
sale q.b.
In una pentola scaldate l'olio e aggiungete la base per il soffritto, il peperoncino tritato e la cannella.
Lasciate rosolare un minuto poi aggiungete il polpo già tagliato in pezzi molto piccoli (questa operazione conviene che ve la lasciate al vostro pescivendolo di fiducia....).
Rosolatelo a fuoco vivo poi sfumate col vino, aggiungete il concentrato di pomodoro, l'acqua, mescolate bene e lasciate cuocere a fuoco bassissimo per 40'.
A questo punto aggiungete la passata di pomodoro e lo zucchero e lasciate cuocere per altri 20'.
Verso la fine salate.
Nel frattempo impastate a lungo la farina con le uova e il pizzico di sale.
Dovrete ottenere una pasta molto consistente e liscia. Io lo faccio con la planetaria.
Lasciatela riposare per almeno mezz'ora avvolta con pellicola alimentare.
Cuocete le patate con tutta la buccia poi pelatele e schiacciatele allo schiacciapatate, conditele con il sale e poco prezzemolo tritato.
Se volete trasferite la purea di patate in una sacca da pasticceria.
Trascorsa la mezz'ora, dividete l'impasto in tre parti e stendetelo molto sottile (io alla penultima tacca della mia sfogliatrice), infarinandolo leggermente (mi raccomando, tenete il resto della pasta ben avvolta nella pellicola affinché non secchi).
Disponete ogni sfoglia sul piano infarinato e distribuite la purea di patate a mucchietti distanti tra loro.
Ripiegate la sfoglia sul ripieno, sigillate tutto intorno cercando di far uscire l'aria (io spennello un po' d'acqua intorno al ripieno prima di ripiegare la sfoglia) e poi tagliate i ravioli con il vostro coppapasta preferito.
Disponete i ravioli su un vassoio infarinato con farina di rimacino.
Portate abbondante acqua salata a bollore e cuocete i ravioli per 3'.
Tirateli fuori con un mestolo forato e passateli in padella con il ragu di polpo.
Serviteli con una spolverata di prezzemolo tritato.
Con questa ricetta partecipo al MTC di novembre
Nell'ultimo giorno utile partecipo alla sfida lanciata da Monica e Luca con questi ravioli di patate con ragu di polpo.
Nulla di nuovo nel condimento. E' un sugo che amo molto e che avevo già postato qui
E' strepitoso e vi consiglio vivamente di provarlo!
Per 4 persone:
100 g di farina 00
100 g di farina di rimacino
2 uova
un pizzico di sale
3 grosse patate (600 g circa)
un mazzetto di prezzemolo
sale
e poi:
un polpo di circa 600 g già pulito e tagliato in piccoli pezzi
80 g di base per soffritto (cipolle, carote e sedano finemente tritati)
2 cucchiai di olio e.v.o.
un piccolo peperoncino piccante
un pezzetto di cannella lungo 4 cm
50 ml di vino bianco
250 ml di acqua
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
300 ml di passata di pomodoro
un cucchiaino da caffè di zucchero
sale q.b.
In una pentola scaldate l'olio e aggiungete la base per il soffritto, il peperoncino tritato e la cannella.
Lasciate rosolare un minuto poi aggiungete il polpo già tagliato in pezzi molto piccoli (questa operazione conviene che ve la lasciate al vostro pescivendolo di fiducia....).
Rosolatelo a fuoco vivo poi sfumate col vino, aggiungete il concentrato di pomodoro, l'acqua, mescolate bene e lasciate cuocere a fuoco bassissimo per 40'.
A questo punto aggiungete la passata di pomodoro e lo zucchero e lasciate cuocere per altri 20'.
Verso la fine salate.
Nel frattempo impastate a lungo la farina con le uova e il pizzico di sale.
Dovrete ottenere una pasta molto consistente e liscia. Io lo faccio con la planetaria.
Lasciatela riposare per almeno mezz'ora avvolta con pellicola alimentare.
Cuocete le patate con tutta la buccia poi pelatele e schiacciatele allo schiacciapatate, conditele con il sale e poco prezzemolo tritato.
Se volete trasferite la purea di patate in una sacca da pasticceria.
Trascorsa la mezz'ora, dividete l'impasto in tre parti e stendetelo molto sottile (io alla penultima tacca della mia sfogliatrice), infarinandolo leggermente (mi raccomando, tenete il resto della pasta ben avvolta nella pellicola affinché non secchi).
Disponete ogni sfoglia sul piano infarinato e distribuite la purea di patate a mucchietti distanti tra loro.
Ripiegate la sfoglia sul ripieno, sigillate tutto intorno cercando di far uscire l'aria (io spennello un po' d'acqua intorno al ripieno prima di ripiegare la sfoglia) e poi tagliate i ravioli con il vostro coppapasta preferito.
Disponete i ravioli su un vassoio infarinato con farina di rimacino.
Portate abbondante acqua salata a bollore e cuocete i ravioli per 3'.
Tirateli fuori con un mestolo forato e passateli in padella con il ragu di polpo.
Serviteli con una spolverata di prezzemolo tritato.
mercoledì 23 settembre 2015
croissants sfogliati con crema di culatello e mela verde
I croissants sfogliati....burrosi al punto giusto, profumati, sfogliosi all'esterno, morbidi all'interno. Una vera goduria!!
Era da tempo che non li preparavo, forse perché dopo i primi meravigliosi, sfogliosissimi croissants che mi erano riusciti grazie alla classica fortuna da principiante, avevo poi collezionato una serie di insuccessi che mi avevano fatto desistere dal prepararli di nuovo.
Forse l'impasto lavorato troppo, il burro non adatto, il calore eccessivo in cucina....Chissà! Avevo detto basta!
E invece eccomi di nuovo piacevolmente obbligata alla consueta sfida dell'MTC.
Li faccio o non li faccio? All'MTC non si puo' dire di no.
Li ho fatti e rifatti perchè sono troppo buoni e la prima infornata è andata via prima che abbia avuto il tempo di pensare alla farcitura e quindi mi sono sacrificata ad impastare e sfogliare per la seconda volta (e già penso alle possibili varianti per la terza).
Insomma grazie Luisa Jane, la tua ricetta è fantastica, semplice, di sicura riuscita e la conserverò gelosamente!
Per 12 croissants:
400 g di farina W300-330 (io ho usato la farina sfoglia del molino Rossetto)220 ml latte (io parzialmente scremato)
40 g burro ammorbidito a temperatura ambiente
30 g zucchero
4 g lievito di birra disidratato (quello in bustina per lievitati)
9 g sale
4 g aceto di vino bianco 200 g burro per sfogliatura (ottimo il burro bavarese che ha una consistenza ideale per la sfogliatura)
Per la mia versione salata aggiungete 4 baccelli di cardamomo
Setacciate la farina e mescolatela al lievito di birra (e i semi del cardamomo ridotti in polvere in un macinino oppure pestati col batticarne).
Aggiungete il burro, gli ingredienti liquidi e impastate a mano o in planetaria il tempo sufficiente ad amalgamare tutti gli ingredienti, non troppo a lungo perchè rischiereste di sviluppare la maglia glutinica, cosa che impedirebbe una corretta sfogliatura. L'impasto risulterebbe resistente, potrebbe strapparsi e non incamerare il burro.
Formate un quadrato e avvolgetelo nella pellicola alimentare. Lasciatelo riposare da 4 a 6 ore in frigorifero.
Tirate fuori dal frigo il burro dieci minuti prima di cominciare la sfogliatura.
Col mattarello stendete l'impasto sul ripiano leggermente infarinato in un rettangolo di circa 6 mm di spessore e il burro tra due fogli di carta forno.
L'impasto dovrà avere una larghezza di poco superiore a quella del burro e una lunghezza di poco più del doppio.
Mettete il burro su una metà dell'impasto e ricopritelo con l'altra metà. Pressate leggermente col mattarello.
Avvolgete l'impasto nella pellicola e mettete in frigo per mezz'ora.
Tirate fuori l'impasto, mettetelo sul piano leggermente infarinato con la chiusura alla vostra destra e col mattarello stendetelo delicatamente in un rettangolo lungo tre volte la sua larghezza.
Fate attenzione quando stendete l'impasto, dovete cercare di non strapparlo per evitare che il burro fuoriesca.
In effetti più che stendere dovreste pressare l'impasto col mattarello lungo tutta la sua lunghezza partendo dal centro verso la parte superiore e dal centro verso la parte inferiore. In questo modo il burro si distribuirà uniformemente.
Ripiegatelo in tre (a portafoglio) e riponetelo in frigo, avvolto nella pellicola per mezz'ora. Questo è il primo "giro"
Riprendete l'impasto e ripetete i "giri" altre due volte.
A questo punto (dopo l'ultimo riposo di mezz'ora) dividete l'impasto in due parti uguali e stendetele in due rettangoli spessi circa 3-4 mm, lunghi 30 cm e alti 18 cm.
Tagliate ogni rettangolo in sei triangoli isosceli con base di circa 10 cm.
Fate riposare i triangoli per 20′ in frigo prima della formatura.
Tirateli fuori dal frigo, tirate leggermente la punta e praticate un taglio di circa due cm in mezzo alla loro base.
Tirando i lembi verso l'esterno, arrotolate il triangolo senza stringere troppo.
La punta dovrà rimanere sotto.
A questo punto lasciateli lievitare 2-3 ore. Appena saranno ben gonfi e di consistenza gelatinosa (non so come descriverla diversamente....) spennellateli con uovo ben battuto e infornateli in forno già caldo a 175° (nel mio forno) per 20'.
In alternativa potete congelarli su un vassoio rivestito con carta forno e una volta congelati trasferirli nei sacchetti appositi.
Dovrete poi tirarli fuori dal congelatore e aspettare che scongelino e lievitino. Ci vorranno circa 6 ore.
Io l'ho farcito con una crema di robiola (50 g), frullata con del culatello (30 g) e fettine di mela smith (4 fettine)
mercoledì 24 giugno 2015
hamburger con uvetta, composta di amarene, formaggio di capra e rosti di patate
L'MTC colpisce ancora. Nonostante i 1000 impegni di questo inizio d'estate non potevo esimermi dal partecipare alla sfida del mese di giugno lanciata da Arianna: The American burger!
Ho pensato ad infinite varianti, di pesce, di verdure, di legumi.....poi ho ceduto al più classico dei burger, quello di manzo. Evvabe'....la fantasia mi ha abbandonato. Sarà questo caldo arrivato all'improvviso, saranno i tanti pensieri.
Spero vi accontenterete.
Così come è stato per i muffin alle ciliegie dedicati alla meravigliosa Rosa che mi ha fatto dono dei frutti del suo albero, questa ricetta è il mio primo ringraziamento a Erina per le sue deliziose amarene.
Il mio panino è rimasto al forno un paio di minuti di troppo ma era morbidissimo e buonissimo comunque. Una parte dei panini li ho congelati e poi scongelati a temperatura ambiente. Deliziosi!
Ho pensato ad infinite varianti, di pesce, di verdure, di legumi.....poi ho ceduto al più classico dei burger, quello di manzo. Evvabe'....la fantasia mi ha abbandonato. Sarà questo caldo arrivato all'improvviso, saranno i tanti pensieri.
Spero vi accontenterete.
Così come è stato per i muffin alle ciliegie dedicati alla meravigliosa Rosa che mi ha fatto dono dei frutti del suo albero, questa ricetta è il mio primo ringraziamento a Erina per le sue deliziose amarene.
Per 10 buns (i panini morbidi da hamburger):
250 g di farina manitoba
250 g di farina di rimacino
300 g di latte
20 g di zucchero
10 g di strutto
10 g di sale
20 g di lievito madre disidratato
2 cucchiaini di miele
Per il procedimento vi rinvio alla ricetta dettagliata di Arianna. Io mi sono limitata a sostituire la farina 00 con quella di rimacino e aumentare un po' il quantitativo d'acqua perchè il mio mix di farine me lo ha richiesto. Con queste dosi ne verranno 9 da 90 g circa.
E per la formatura dei panini ho seguito il metodo dei panini al vapore . (le foto vi chiariranno le idee spero)
Dosi per un panino:
60 g di carne di manzo macinata (i miei panini non sono molto grandi)
5 g di uvetta
sale e pepe
Impastate la carne con l'uvetta e condite con sale e pepe.
Per la composta di amarene:
50 g di amarene (già snocciolate)
un cucchiaino di miele
Cuocete le amarene con il miele e un pizzico di sale fino a quando l'acqua sarà evaporata e la composta addenserà.
Per il rosti di patate:
una patata da circa 120 g.
sale, pepe, rosmarino fresco
10 g di burro
Lavate, sbucciate e grattugiate la patata con una grattugia a fori grossi. Salate e pepate.
Fate sciogliere in un padellino il burro a fuoco dolce, aggiungete il rametto di rosmarino e lasciate insaporire.
Con un coppapasta formate dei dischetti alti 1 cm pressando bene le patate. Ne verranno due o tre a seconda del diametro che avrete scelto.
Trasferiteli in padella e cuoceteli 2' per lato a fuoco dolce con coperchio poi eliminate il rosmarino, aumentate la fiamma, togliete il coperchio e cuocete ancora 1' per lato affinchè si formi una crosticina dorata su entrambi i lati.
per completare:
qualche foglia di lattughino
una fetta sottile di formaggio di capra semi stagionato (io ne ho scelto uno sardo)
Tagliate il panino a metà, sistemate il lattughino, a seguire l'hamburger, il formaggio e infine la composta di amarene. Gustatevelo con i rosti di patate e una buona birra artigianale o un bicchiere di vino. A voi la scelta!
Il mio panino è rimasto al forno un paio di minuti di troppo ma era morbidissimo e buonissimo comunque. Una parte dei panini li ho congelati e poi scongelati a temperatura ambiente. Deliziosi!
martedì 19 maggio 2015
vermicelli con crema di pomodori confit, zucchine fritte e stracciatella
Sono a dieta anzi, faccio finta, meglio ancora mi sforzo (senza un reale impegno) di stare a dieta e ogni occasione è buona per fare eccezione. Il week end perchè è il week end, un compleanno imperdibile, l'aperitivo con l'amica che non vedi da tempo..... l'MTC!
Si può dire di no all'appuntamento mensile con l'MTC? Assolutamente no, soprattutto perché avevo già dato forfait per vari motivi il mese scorso e la dieta non credo sia contemplata tra le scuse accettabili (che dicono i capi??) Ecco quindi l'ennesima scusa che mi ha "obbligata" (che sacrificio!!!) a reinterpretare 'O spaghetto ca' pummarola di Paola Sabino di Fairies' kitchen.
Complice una cassetta di profumatissimi datterini da poco acquistati con una parte dei quali avevo già preparato i miei amati pomodori confit.
Complice una cassetta di profumatissimi datterini da poco acquistati con una parte dei quali avevo già preparato i miei amati pomodori confit.
Per due persone:
160 g di vermicelli
150 g di pomodori confit
80 g di zucchina (solo la parte verde con 1/cm di polpa)
70 g di stracciatella
qualche fogliolina di menta fresca
olio e.v.o.
sale
Per i pomodori confit:
Tagliate i pomodorini a metà e sistemateli in una teglia con la parte tagliata in su. Cospargeteli con il sale, lo zucchero, poco pepe, l’aglio tritato, l'origano, irrorateli con un filo d’olio e metteteli in forno a 100° per circa due ore con lo sportello del forno in fessura.
160 g di vermicelli
150 g di pomodori confit
80 g di zucchina (solo la parte verde con 1/cm di polpa)
70 g di stracciatella
qualche fogliolina di menta fresca
olio e.v.o.
sale
Per i pomodori confit:
500 g. di pomodorini datterini
2 spicchi d'aglio
2 cucchiaini di sale
pepe nero
un cucchiaio di origano
2 cucchiaini di zucchero
(Chiaramente conviene prepararne in quantità considerati i tempi di preparazione. Si conservano benissimo in frigo, chiusi in un barattolo)
Mettete a cuocere i vermicelli in abbondante acqua salate in ebollizione.
Nel frattempo tagliate le zucchine a striscioline, infarinatele leggermente e friggetele in olio d'oliva. Scolatele bene.
Frullate i pomodorini (lasciandone qualcuno da parte) con un mestolo dell'acqua di cottura della pasta,
Frullate i pomodorini (lasciandone qualcuno da parte) con un mestolo dell'acqua di cottura della pasta,
Scolate la pasta al dente, passatela in padella con la crema di pomodorini, impiattate, poi aggiungete le zucchine, i pomodorini interi, la stracciatella e qualche fogliolina di menta tritata.
martedì 24 febbraio 2015
"bacio" alle mandorle e melograno
Meglio tardi che mai! Sarà questo tempo uggioso che non ci vuole proprio abbandonare e che mi mette di malumore ma di sperimentare cose nuove e postarle sul blog per ora non ne ho proprio voglia. Ho bisogno di stimoli nuovi e meno male che c'è l'MTC che mi "obbliga" a creare qualcosa di nuovo almeno una volta al mese.
Tema del mese di febbraio, proposto da Annarita è il cioccolatino simbolo degli innamorati in tutte le sue varianti possibili e immaginabili.
Il mio ha un gusto classico, mandorle e liquore con una piccola novità (almeno per me) rappresentata dai chicchi di melograno disidratati, acquistati tempo fa a Istanbul e mai assaggiati (la confezione era ancora sottovuoto).
Un morbido ripieno con la dolcezza della pasta di mandorle, il sapore acidulo del melograno disidratato e una piccola nota alcolica, racchiuso in un croccante guscio di purissimo cioccolato fondente al 64%.
Un morbido ripieno con la dolcezza della pasta di mandorle, il sapore acidulo del melograno disidratato e una piccola nota alcolica, racchiuso in un croccante guscio di purissimo cioccolato fondente al 64%.
Per 15 cioccolatini:
100 g di mandorle pelate
80 g di zucchero a velo
10 g di acqua
25 g di melograno disidratato (se non lo trovate usate dei mirtilli rossi)
50 g di cointreau (o altro liquore a vostra scelta)
250-300 g circa di cioccolato fondente di ottima qualità
Mettete il melograno in un bicchiere. Scaldate leggermente il liquore e versatelo sul melograno. Lasciate riposare.
Riducete le mandorle in polvere. Se trovate della buona farina di mandorle già pronta potete usarla ugualmente.
Mescolate bene in una ciotola la farina di mandorle, lo zucchero a velo e l'acqua.
Aggiungete il melograno ben strizzato e amalgamatelo bene impastando con le mani.
Prelevate piccole quantità di composto e formate delle palline grosse quanto una noce. Poi modellate la parte superiore in modo tale da dare al composto la forma classica del "bacio".
Tritate il cioccolato (io lo taglio con un coltello a lama pesante cercando di ridurlo in scaglie sottili che fonderanno più facilmente).
Per il temperaggio del cioccolato ho utilizzato il metodo dell'inseminazione descritto da Annarita così:
Tritate il cioccolato (io lo taglio con un coltello a lama pesante cercando di ridurlo in scaglie sottili che fonderanno più facilmente).
Per il temperaggio del cioccolato ho utilizzato il metodo dell'inseminazione descritto da Annarita così:
"Esiste anche il Temperaggio per inseminazione che consiste nel far fondere a 45°C ¾ del cioccolato che intendete utilizzare. Aggiungete poi il quarto, tagliato a pezzetti e mescolate con una spatola facendolo così sciogliere tutto; man mano che mescolerete, la temperatura scenderà arrivando alla giusta saturazione, di cristalli stabili. Con questo metodo non serve scendere sotto la temperatura di lavorazione (che deve essere di 31°) e riscaldare nuovamente. Attenzione a filtrare con un colino fine per catturare eventuali pezzetti non sciolti."
E' il metodo più pratico per chi non dispone di un ripiano in marmo ed è anche molto semplice. Avrete bisogno soltanto di una ciotola e di un termometro (si trovano ormai ovunque - all'Ikea ne hanno uno meraviglioso che uso anche per i lievitati).
Io ho quindi sciolto 3/4 del cioccolato al microonde ma potete scioglierlo anche a bagnomaria (che è poi il modo più corretto) facendo attenzione a che l'acqua sottostante non raggiunga mai il bollore e che non entri in contatto con il cioccolato. Mescolate molto bene fino a quando si sarà sciolto del tutto, poi aggiungete il quarto tenuto da parte e mescolate fino a quando si sarà del tutto sciolto. Controllate la temperatura (31°)
Tuffate le palline di mandorle nel cioccolato, prelevatele con due forchettine lasciando colare il cioccolato in eccesso e disponetele su un foglio di carta forno ad asciugare in un luogo fresco.
Non metteteli mai in frigorifero, lo sbalzo di temperatura potrebbe fare affiorare il burro di cacao rovinando l'estetica dei cioccolatini.
Non metteteli mai in frigorifero, lo sbalzo di temperatura potrebbe fare affiorare il burro di cacao rovinando l'estetica dei cioccolatini.
Se avete temperato bene il cioccolato il vostro involucro, una volta solidificatosi, sarà lucido e croccante.
E visto che non c'è bacio senza messaggio d'amore e che la sfida mi obbliga anche a questo (e sottolineo l'obbligo....) vi riporto una delle mie frasi preferite dal libro "le petit prince" nella sua lingua originale:
E' vero, l'amore rende unico l'oggetto del proprio sentimento.
Tanti baci a tutti!
Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio
lunedì 26 gennaio 2015
canederli carciofi e pancetta
Li ho fatti con quello che avevo a casa nel rispetto della tradizione che li vuole piatto povero di recupero (in realtà ero in ultra ritardo, il termine stava scadendo, ho aperto il frigo e.... )
Grazie a Monica dunque per avere scelto questa bontà per la sfida di gennaio =)
150 g di pane raffermo tagliato a dadini da un cm (io di semola di grano duro a lievitazione naturale)
1 uovo
100 ml di latte
50 g di pancetta affumicata tritata finemente al coltello
timo, sale, pepe
50 g di parmigiano grattugiato
2 carciofi
uno scalogno
Per il brodo: 1 carota, un gambo di sedano,1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 1/2 cipolla, sale.
Mettete il pane in una ciotola e bagnatelo con l'uovo leggermente battuto con il latte. Mescolate bene e lasciatelo così per almeno venti minuti.
Preparate il brodo facendo bollire per circa mezz'ora le verdure in abbondante acqua. Alla fine salate e filtrate.
Impastate bene con le mani il pane aggiungendo una presa di sale, un pizzico di pepe, le foglioline di un rametto di timo e la pancetta.
Il composto sarà leggermente colloso.
Con le mani umide formate delle palline dal diametro di 4 cm circa compattandole bene. Ne verranno circa 16.
Pulite e affettate lo scalogno e i carciofi. Cuoceteli con qualche mestolo di brodo vegetale.
Cuocete i canederli nel brodo in leggera ebollizione per 5'.
A questo punto potete gustarli in brodo, aggiungendo sul fondo del piatto i carciofi
oppure tirarli su con un mestolo forato e condirli con i carciofi ridotti in purea con un frullatore ad immersione.
In entrambe le versioni completate con un filo di olio e.v.o. e del prezzemolo tritato.
Questo l'interno del canederlo!
Buon appetito!!
Con questa ricetta partecipo all'MTC di gennaio
lunedì 20 ottobre 2014
lasagne integrali con ragù di germogli di azuki
E' difficile trovare germogli freschi a Palermo e quindi da un po' di tempo me li faccio in casa.
Li avevo sempre consumati crudi nelle insalate e quando ho cominciato a ragionare su quali ingredienti utilizzare per le lasagne oggetto della sfida proposta da Sabrina di Les Madeleines di Proust per l' MTC di ottobre, ho pensato che avrei potuto cuocerli e utilizzarli per un ripieno diverso dal solito.
Stessa base, stesso procedimento del classico ragù ma germogli al posto della carne macinata, farina integrale per la sfoglia e vellutata al posto della classica bechamelle.
Una golosissima alternativa vegetariana che non mi ha fatto rimpiangere le lasagne della mamma!!
Per 4 persone
Per la sfoglia:
2 uova medie
150 g di farina di grano tenero integrale
50 g di farina rimacinata integrale
Per i germogli:
250 g di fagioli azuki verdi
un grande barattolo
una garza e un elastico
Per il condimento:
i germogli
una cipolla
tre piccole carote
due coste di sedano
400 g di salsa fresca di pomodoro
un mazzetto di menta fresca
olio e.v.o.
sale e pepe
Per la vellutata:
30 g di olio e.v.o.
30 g di farina di grano tenero integrale
300 ml di brodo vegetale
Per il brodo vegetale:
600 ml di acqua
una piccola cipolla
una carota
un pomodoro
una costa di sedano
una foglia di alloro
Per completare:
8 cucchiai di parmigiano grattugiato
Germogli
Tre giorni prima.....
Mettete i fagioli nel barattolo, copriteli con dell'acqua fresca, chiudete la "bocca" del barattolo con la garza e fissatela con l'elastico.
Sistemate il barattolo al buio. Dopo 12 ore capovolgete il barattolo per eliminare l'acqua, aggiungetene di fresca e scolatela nuovamente.
Rimettete i fagioli al buio. Già dal giorno dopo vedrete spuntare un piccolo germoglio.
Ripetete l'operazione il giorno dopo e quello dopo ancora. In due o tre giorni raggiungeranno la lunghezza ideale.
Conservateli in frigo in un sacchetto microforato. Si mantengono fino ad una settimana.
Lo stesso giorno.... Preparate la sfoglia impastando a lungo le farine con le uova e una presa di sale. Io ho dovuto aggiungere anche mezzo guscio d'acqua perchè le farine che ho usato assorbono un bel po'.
Stendetela ad un mm col mattarello su un piano infarinato e poi tagliatelo in larghi rettangoli da mettere in teglia o in pirofila oppure, come ho fatto io, in tondi da 15 cm circa di diametro se preferite preparare delle monoporzioni. Considerate comunque 4 strati di sfoglia.
Preparate il brodo:
lasciate cuocere le verdure fatte a pezzi nell'acqua fino a quando si riduce a metà. Salate e filtrate.
Preparate il condimento:
tritate la cipolla e riducete carote e sedano in brunoise (piccolissimi cubi).
In una pentola rosolateli con quattro cucchiai di olio per un paio di minuti poi aggiungete i germogli, rosolate altri due minuti e poi aggiungete la passata di pomodoro (io ho usato quella imbottigliata in estate, la preparo con pomodoro fresco, cipolla e basilico. L'olio lo aggiungo solo a fine cottura, a crudo).
Lasciate cuocere per 10' circa, regolate il sale.
Preparate la vellutata:
Versate l'olio in un pentolino, scaldatelo e aggiungete la farina. Mescolate e lasciate tostare un po' fino a quando la crema si ispessisce poi versate il brodo caldo poco alla volta. Cuocete pochi minuti, salate, pepate e aggiungete una ventina di foglie di menta tritate.
Mescolate la vellutata (lasciandone qualche cucchiaiata da parte) ai germogli e alternate le sfoglie al ripieno e ad ogni strato aggiungete una spolverata di parmigiano grattugiato. Completate con la vellutata, il parmigiano e un filo di olio e.v.o.
Infornate per 15' a 200°.
Servite, se vi piace, con dei germogli freschi.
Con questa ricetta partecipo all'MTC di ottobre
Li avevo sempre consumati crudi nelle insalate e quando ho cominciato a ragionare su quali ingredienti utilizzare per le lasagne oggetto della sfida proposta da Sabrina di Les Madeleines di Proust per l' MTC di ottobre, ho pensato che avrei potuto cuocerli e utilizzarli per un ripieno diverso dal solito.
Stessa base, stesso procedimento del classico ragù ma germogli al posto della carne macinata, farina integrale per la sfoglia e vellutata al posto della classica bechamelle.
Una golosissima alternativa vegetariana che non mi ha fatto rimpiangere le lasagne della mamma!!
Per 4 persone
Per la sfoglia:
2 uova medie
150 g di farina di grano tenero integrale
50 g di farina rimacinata integrale
Per i germogli:
250 g di fagioli azuki verdi
un grande barattolo
una garza e un elastico
Per il condimento:
i germogli
una cipolla
tre piccole carote
due coste di sedano
400 g di salsa fresca di pomodoro
un mazzetto di menta fresca
olio e.v.o.
sale e pepe
Per la vellutata:
30 g di olio e.v.o.
30 g di farina di grano tenero integrale
300 ml di brodo vegetale
Per il brodo vegetale:
600 ml di acqua
una piccola cipolla
una carota
un pomodoro
una costa di sedano
una foglia di alloro
Per completare:
8 cucchiai di parmigiano grattugiato
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Mettete i fagioli nel barattolo, copriteli con dell'acqua fresca, chiudete la "bocca" del barattolo con la garza e fissatela con l'elastico.
Sistemate il barattolo al buio. Dopo 12 ore capovolgete il barattolo per eliminare l'acqua, aggiungetene di fresca e scolatela nuovamente.
Rimettete i fagioli al buio. Già dal giorno dopo vedrete spuntare un piccolo germoglio.
Ripetete l'operazione il giorno dopo e quello dopo ancora. In due o tre giorni raggiungeranno la lunghezza ideale.
Conservateli in frigo in un sacchetto microforato. Si mantengono fino ad una settimana.
Lo stesso giorno.... Preparate la sfoglia impastando a lungo le farine con le uova e una presa di sale. Io ho dovuto aggiungere anche mezzo guscio d'acqua perchè le farine che ho usato assorbono un bel po'.
Stendetela ad un mm col mattarello su un piano infarinato e poi tagliatelo in larghi rettangoli da mettere in teglia o in pirofila oppure, come ho fatto io, in tondi da 15 cm circa di diametro se preferite preparare delle monoporzioni. Considerate comunque 4 strati di sfoglia.
Preparate il brodo:
lasciate cuocere le verdure fatte a pezzi nell'acqua fino a quando si riduce a metà. Salate e filtrate.
Preparate il condimento:
tritate la cipolla e riducete carote e sedano in brunoise (piccolissimi cubi).
In una pentola rosolateli con quattro cucchiai di olio per un paio di minuti poi aggiungete i germogli, rosolate altri due minuti e poi aggiungete la passata di pomodoro (io ho usato quella imbottigliata in estate, la preparo con pomodoro fresco, cipolla e basilico. L'olio lo aggiungo solo a fine cottura, a crudo).
Lasciate cuocere per 10' circa, regolate il sale.
Preparate la vellutata:
Versate l'olio in un pentolino, scaldatelo e aggiungete la farina. Mescolate e lasciate tostare un po' fino a quando la crema si ispessisce poi versate il brodo caldo poco alla volta. Cuocete pochi minuti, salate, pepate e aggiungete una ventina di foglie di menta tritate.
Mescolate la vellutata (lasciandone qualche cucchiaiata da parte) ai germogli e alternate le sfoglie al ripieno e ad ogni strato aggiungete una spolverata di parmigiano grattugiato. Completate con la vellutata, il parmigiano e un filo di olio e.v.o.
Infornate per 15' a 200°.
Servite, se vi piace, con dei germogli freschi.
- se non trovate gli azuki, fate i vostri germogli con i legumi che preferite!
Con questa ricetta partecipo all'MTC di ottobre
venerdì 26 settembre 2014
Pilaf rosso al latte di mandorle con pollo e fagiolini
Lo so che non dovrei gioire per la pioggia ma ieri finalmente, dopo settimane di caldo asfissiante, la temperatura si è abbassata leggermente ed è tornata la voglia di mettersi ai fornelli, giusto in tempo per partecipare all' MTC di settembre.
La sfida, proposta da Acquaviva è sulle tecniche di cottura del riso. Adoro tutti i tipi di riso e il suo post e gli approfondimenti dell'MTC mi hanno aperto un mondo.
Ho scelto la tecnica del pilaf per questa prima ricetta (ne seguirà una dolce!). Protagonisti il riso rosso, il latte di mandorle e le spezie!!
Per 2 persone
140 g di riso rosso
500 ml di latte di mandorla home made*
1 spicchio d'aglio
1/4 di cipolla
1 peperoncino piccante
2 cm di zenzero fresco
1 baccello di cardamomo
100 g di petto di pollo (in una fetta sottile)
100 g di fagiolini già mondati
sale
olio e.v.o.
coriandolo fresco
In una padella o una teglia (meglio se può andare in forno) mettete 2 cucchiai di olio, lo zenzero, la cipolla e l'aglio grattugiati, i semini del baccello di cardamomo pestati e il peperoncino tritato.
Rosolate un minuto, aggiungete il pollo tagliato a striscioline e il riso, lasciateli tostare un paio di minuti e poi versate il latte caldo.
Sigillate bene con carta alluminio e passate in forno già caldo a 180° per 30' circa.
Potete anche cuocerlo sul fuoco a fiamma bassissima (sempre coperto).
Dopo i 30' aggiungete i fagiolini tagliati in 2-3 pezzi, coprite di nuovo e completate la cottura del riso (in tutto ci vorranno circa 40'.
Servite il riso caldo con (se vi piace) del coriandolo fresco tritato.
* Per il latte di mandorla mettete a bagno, in un litro d'acqua, 250 g di mandorle pelate. Dopo due ore scolatele, misurate l'acqua e aggiungetene fino a raggiungere un litro e frullatele aggiungendo l'acqua poco alla volta.
Filtrate il composto usando un colino a maglia fitta.
Conservate le mandorle ormai asciutte in frigo in un contenitore ben chiuso. Potrete utilizzarle per dei golosissimi dolcetti. La ricetta è in arrivo!!
Con questa ricetta partecipo all'MTC di settembre....
e al 100% Gluten Free(Fri)Day
La sfida, proposta da Acquaviva è sulle tecniche di cottura del riso. Adoro tutti i tipi di riso e il suo post e gli approfondimenti dell'MTC mi hanno aperto un mondo.
Ho scelto la tecnica del pilaf per questa prima ricetta (ne seguirà una dolce!). Protagonisti il riso rosso, il latte di mandorle e le spezie!!
Per 2 persone
140 g di riso rosso
500 ml di latte di mandorla home made*
1 spicchio d'aglio
1/4 di cipolla
1 peperoncino piccante
2 cm di zenzero fresco
1 baccello di cardamomo
100 g di petto di pollo (in una fetta sottile)
100 g di fagiolini già mondati
sale
olio e.v.o.
coriandolo fresco
In una padella o una teglia (meglio se può andare in forno) mettete 2 cucchiai di olio, lo zenzero, la cipolla e l'aglio grattugiati, i semini del baccello di cardamomo pestati e il peperoncino tritato.
Rosolate un minuto, aggiungete il pollo tagliato a striscioline e il riso, lasciateli tostare un paio di minuti e poi versate il latte caldo.
Sigillate bene con carta alluminio e passate in forno già caldo a 180° per 30' circa.
Potete anche cuocerlo sul fuoco a fiamma bassissima (sempre coperto).
Dopo i 30' aggiungete i fagiolini tagliati in 2-3 pezzi, coprite di nuovo e completate la cottura del riso (in tutto ci vorranno circa 40'.
Servite il riso caldo con (se vi piace) del coriandolo fresco tritato.
* Per il latte di mandorla mettete a bagno, in un litro d'acqua, 250 g di mandorle pelate. Dopo due ore scolatele, misurate l'acqua e aggiungetene fino a raggiungere un litro e frullatele aggiungendo l'acqua poco alla volta.
Filtrate il composto usando un colino a maglia fitta.
Conservate le mandorle ormai asciutte in frigo in un contenitore ben chiuso. Potrete utilizzarle per dei golosissimi dolcetti. La ricetta è in arrivo!!
Con questa ricetta partecipo all'MTC di settembre....
e al 100% Gluten Free(Fri)Day
giovedì 17 luglio 2014
INSALATA DA TIFFANY: PERCHE' #questoepiubello
Siiiii!!!! Ci siamo!!
In mezzo, una sezione dedicata ai condimenti, alle emulsioni, agli olii, aceti e sali aromatici fatti in casa e informazioni sulla storia delle insalate classiche, sulle tecniche di preparazione e tanto tanto altro.
il libro è edito da Sagep Editori
le fotografie sono di Paolo Picciotto
le illustrazioni di Mai Esteve
l'impaginazione è di Barbara Ottonello di Sagep Editori
la direzione editoriale è di Fabrizio Fazzari
Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.
Volete un piccolo assaggio?
Che dire di più???? Di corsa tutti ad acquistare il libro e buona insalata a tutti!!
martedì 17 giugno 2014
robiola, culatello e pesche per la piadina dell'MTC di giugno
Felice me!! Adoro le piadine e Tiziana, scegliendo questo tema per la sfida di giugno, non poteva farmi regalo più bello.
Avevo la seria intenzione di prepararne una veramente speciale, con grande cura, una piadina interamente home made a partire dallo strutto fatto in casa ma il caldo è arrivato all'improvviso e mi ha tolto le forze e la voglia di stare davanti ai fornelli.
Allora perdonatemi se lo strutto l'ho acquistato già bell'e fatto e ho scelto un ripieno molto semplice ma vi assicuro buonissimo e soprattutto freschissimo, ideale per le calde sere d'estate che ci aspettano.
Per circa 15 piadine (ricetta di Tiziana - L'ombelico di Venere )
Avevo la seria intenzione di prepararne una veramente speciale, con grande cura, una piadina interamente home made a partire dallo strutto fatto in casa ma il caldo è arrivato all'improvviso e mi ha tolto le forze e la voglia di stare davanti ai fornelli.
Allora perdonatemi se lo strutto l'ho acquistato già bell'e fatto e ho scelto un ripieno molto semplice ma vi assicuro buonissimo e soprattutto freschissimo, ideale per le calde sere d'estate che ci aspettano.
Per circa 15 piadine (ricetta di Tiziana - L'ombelico di Venere )
500 g di farina 00
125 g di acqua
125 g di latte parzialmente scremato fresco
100 g di strutto
15 g di lievito per torte salate
10 g di sale fine
1 pizzico di bicarbonato di sodio
Disponete la farina sul piano di lavoro e create al centro
una conca. All’interno mettete lo strutto morbido a pezzetti con il lievito, il
bicarbonato e il sale, cominciate ad impastare aggiungendo il latte e l’acqua
tiepidi poco alla volta. Otterrete un
impasto liscio e morbido. Trasferite l'impasto in una ciotola e copritelo con la pellicola. Lasciate riposare 48 ore al fresco (considerate le alte temperature di questo periodo conviene metterlo in frigo.
Lo tirerete fuori un paio d’ore prima di usarlo).
Quando sarà il momento dividete l’impasto in 15 parti,
formate delle palline, lasciatele riposare mezz'ora, poi infarinate il piano di
lavoro, schiacciatele leggermente con la punta delle dita e stendetele col
mattarello ad uno spessore di ½ cm fino ad ottenere delle piccole piadine dal
diametro di 12 cm circa.
Scaldate il testo o una padella antiaderente e cuocetele
pochi minuti per lato, facendo attenzione a che la fiamma non sia né troppo
alta, perché brucerebbero rimanendo crude dentro, né troppo bassa. Mettete le piadine una sull'altra e copritele con un telo pulito in modo
che rimangano calde.
Se preparate l’impasto con l'impastatrice, basterà mettere tutti
gli ingredienti nella ciotola e impastarli con il gancio per 7/8 minuti fino a
quando il composto risulterà liscio e non più appiccicoso.
Farcitele ancora tiepide ciascuna con 20 g di robiola piemontese, una fettina di culatello e una pesca tabacchiera a fettine sottili.
Alla fine aggiungete una spolverata di pepe nero appena macinato e una fogliolina di menta!
Con questa ricetta partecipo all'MTC di giugno
Con questa ricetta partecipo all'MTC di giugno
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