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lunedì 10 gennaio 2022

riso cantonese

Tra i piatti più richiesti al ristorante cinese e anche tra i più facili da replicare.
Pronti per preparare insieme il riso alla Cantonese?


Per 4 persone:
300 g di riso basmati
150 g di pisellini (anche surgelati)
2 cipollotti freschi
200 g di prosciutto cotto in unica fetta
3 uova
salsa di soia
olio di semi
sale

Sciacquate bene il riso poi cuocetelo in abbondante acqua salata, scolatelo bene.
Battete leggermente le uova, salatele e cuocetele nel wok, "strapazzandole" in poco olio.
Mettete da parte.
Cuocete i pisellini in acqua bollente salata, scolateli.
Affettate finemente il cipollotto, tagliate il prosciutto a dadini.
Nel wok aggiungete poco olio, fate appassire il cipollotto, aggiungete i pisellini, il riso, il prosciutto e le uova.
Condite il riso alla Cantonese con la salsa di soia, fate insaporire e servite.

sabato 4 dicembre 2021

chiffon cake all'arancia

Sono sempre andata fiera delle mie chiffon cake, dai tempi in cui mi diedero la ricetta.
A Palermo non era molto conosciuta e trovare lo stampo era pressoché impossibile. Lo trovai a Roma e ne acquistai due, ancora perfetti dopo più di 20 anni.
Da un paio d'anni seguo la pagina instagram di Sylvain Vernay
Una goduria per gli occhi e la gola. Ho cominciato a provare le sue ricette e la prima è stata proprio quella della chiffon cake all'arancia. La ricetta è stata originariamente postata da just one cook book, un meraviglioso sito di cucina giapponese.
Sylvain ha ridotto un po' lo zucchero e modificato l'aroma.
Che dire? Spettacolare. Rispetto alla mia ricetta meno zucchero e meno farina. Morbidissima e profumatissima. 
Promossa a pieni voti!!




360 g di uova (6 uova grandi o 7 medie)
160 g di zucchero semolato
140 g di farina 00
15 g di amido di mais
120 ml di succo di arancia
80 ml di olio di semi
5 g di lievito in polvere
la buccia grattugiata di un'arancia
la buccia grattugiata di un limone
una presa di sale

Accendete il forno a 150°
Montate gli albumi (freddissimi dopo 15' in congelatore) con 100 g di zucchero
Montate i tuorli a spuma con 60 g di zucchero e il sale poi aggiungete la scorza degli agrumi, il succo, l'olio e la farina setacciata con l'amido e il lievito, mescolando bene con una spatola.
A questo punto incorporate gli albumi.
Versate il composto nello stampo apposito e infornate per 45' - 50'.
Sfornatela e lasciatela raffreddare completamente a testa in giù.
Per sformarla passate delicatamente una spatola sottile tra il dolce e il bordo affinché si stacchi dalle pareti dello stampo.
Servitela con una spolverata di zucchero a velo.

venerdì 6 dicembre 2019

samosa

Visto che un mese fa ho ufficialmente inaugurato un lungo periodo di non dieta, continuo con i fritti e torno ad uno dei miei grandi amori, la cucina etnica.
In Myanmar ho mangiato delle meravigliose samosa sia salate che dolci. 
Sono tipiche della cucina indiana ma sono diffuse in tutti i paesi confinanti.
Oggi vi propongo la versione vegetariana classica, con patate, piselli e spezie, accompagnata da un chutney di mango strepitoso!




Per 25 piccole samosa:

250 g di farina 00
50 g di olio semi
100-120 g di acqua tiepida
1 cucchiaino raso di sale

300 g di patate                 
50 g di pisellini surgelati                                                                          
50 g di cipolla tritata finemente                                                       
un pezzetto di zenzero
un cucchiaino di semi di cumino
un cucchiaino di semi di coriandolo
2 peperoncini verdi
½ cucchiaino di garam masala
coriandolo fresco 

Intridete la farina con l'olio e il sale poi aggiungete l'acqua e impastate fino ad ottenere un impasto morbido, liscio ed elastico.
Lasciare riposare 30'.
Cuocete le patate con la buccia in acqua salata, sbucciatele e schiacciatele grossolanamente con la forchetta.
Cuocete per 5' i pisellini in acqua salata bollente. Scolateli e teneteli da parte.

Tostate le spezie in padella senza condimento, a fuoco basso, per un paio di minuti, evitando di farle bruciare.
Pestatele nel mortaio o macinatele in un macina spezie.
Fate stufare in poco olio la cipolla tritata, aggiungete le spezie e i pisellini. Aggiungete il tutto alle patate, insieme a del coriandolo fresco tritato.
Mescolate bene e lasciate raffreddare.

Dividete l’impasto in 2 parti, stendetele col mattarello ad un paio di mm di spessore, su una superficie leggermente infarinata e ricavate dei tondi con un coppapasta da 10 cm di diametro.
Allungateli leggermente col mattarello poi tagliate ogni ovale in due parti.
Potete impastare i ritagli e lasciarli riposare una decina di minuti prima di stendere nuovamente.
Formate dei coni, sovrapponendo leggermente le due metà della parte dritta come potete vedere nella foto. 
Riempiteli con un cucchiaino di farcia lasciando un po' spazio poi chiudete le samosa sigillando bene i bordi.
Friggeteli in olio non troppo caldo fino a leggera doratura. 

Per il chutney di mango:

1 kg di mango (2 mango)

4 baccelli di cardamomo
1 spicchio di aglio
½ peperoncino rosso fresco
250 ml di aceto di vino bianco
200 g di zucchero semolato
½ cucchiaino di semi di cumino
½ cucchiaino di semi di coriandolo
½ cucchiaino di polvere di peperoncino
1 cucchiaino di semi di nigella
4 cm di zenzero fresco

Sbucciate e tagliate grossolanamente il mango.
Tritate finemente aglio e peperoncino, grattugiate lo zenzero ed estraete i semi di cardamomo.
Portate a ebollizione aceto e zucchero e lasciate ridurre di un terzo circa.
Tostate a fuoco basso i semi di cumino, coriandolo e cardamomo poi pestateli in un mortaio con la polvere di peperoncino.
Aggiungete  all'aceto le spezie, il mango e una presa di sale.
Unite zenzero e aglio e cuocete fino a quando il composto diventa denso e sciropposo.
A fine cottura aggiungete il peperoncino fresco e i semi di nigella.
Servitelo a temperatura ambiente con le samosa appena fritte.
Il chutney di mango si conserva a lungo in un barattolo ben chiuso in frigo.

venerdì 24 maggio 2019

tempura di pollo con salsa al tamarindo

Vi offro un piccolo assaggio (il primo di tanti, spero) dei profumi e sapori del Myanmar, terra meravigliosa che ho avuto il piacere di visitare e che mi ha lasciato bellissimi ricordi.




Per due persone:
250 g di pollo in fette sottili
2 cipollotti
tre cucchiaini di zenzero fresco grattugiato
uno spicchio d'aglio tritato finemente
2 pomodori maturi
sale
farina di riso q.b.
acqua q.b.

25 g di tamarindo
100 g di acqua
un peperoncino
la parte verde di un cipollotto
sale
coriandolo fresco
aglio
olio di semi di arachidi
curcuma in polvere

Frullate il tamarindo con l'acqua poi filtratela, schiacciando bene la polpa con un cucchiaino, aggiungete un pizzico di sale, peperoncino, aglio, cipollotto fresco e coriandolo tritati a piacere. Tenete in luogo fresco.
Tritate finemente al coltello il pollo, affettate sottili i cipollotti e riducete a pezzetti il pomodoro.
Riuniteli in una ciotola con l'aglio, lo zenzero e una presa di sale.
Cospargete con un paio di cucchiai di farina di riso e poi versate poca acqua, sufficiente a creare un impasto umido e colloso.
Riscaldate in un wok abbondante olio di semi a cui avrete aggiunto un cucchiaino di curcuma in polvere e friggete il composto a cucchiaiate a fuoco moderato in modo da cuocere bene il pollo.
Fatelo scolare su carta assorbente e servite con la salsa al tamarindo.


martedì 24 aprile 2018

involtini con spaghetti di soia speziati e gamberi

Volendo utilizzare gli spaghetti di soia in modo diverso dal solito ho pensato di preparare dei fagottini, ispirandomi agli involtini primavera, piatto tra i più conosciuti della cucina cinese che tanto amo. 
Sono tanti i piatti con gli spaghetti di soia che si possono cucinare ma questa volta ho voluto sperimentare qualcosa di diverso.
Ho aggiunto delle verdure, dei gamberi e le mie spezie preferite e per accompagnarli ho usato per la prima volta la salsa hoisin che non conoscevo, una salsa agrodolce a base di fagioli di soia lasciati fermentare, molto usata nella cucina cinese e vietnamita. 
Gli spaghetti di soia come quelli di riso sono molto versatili e velocissimi da preparare. 
Per questo li tengo sempre in dispensa, basta aggiungere spezie e verdure per ottenere in pochi minuti un piatto sano e gustoso.




Per 20 involtini:
20 sfoglie per involtini primavera (li troverete nei negozi specializzati)
100 g di spaghetti di soia
100 g di zucchina già mondata
100 g di carota già mondata
50 g di cipollotto fresco
250 g di gamberetti già sgusciati
1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
1 spicchio d’aglio tritato finemente
sale
3 cucchiai di olio di semi di arachidi 
Per la salsa:
4 cucchiaini (da tè) di salsa hoisin
50 ml di acqua
Un peperoncino rosso fresco privato dei semi
Un mazzetto di coriandolo fresco
Un pizzico di sale
Il succo di un lime

Olio di semi di arachidi per la frittura

Portate dell’acqua salata a ebollizione in una pentola.
Spegnete il fuoco e immergete gli spaghetti di soia.
Dopo 3’ circa tirateli fuori e raffreddateli in acqua fredda.
Scolateli bene e teneteli da parte.
Riducete carote, zucchine e cipollotto in sottili bastoncini.
In un wok scaldate l’olio con l’aglio e lo zenzero.
Aggiungete per primi cipollotto e carote, salate leggermente e lasciate cuocere per un paio di minuti coprendo il wok con un coperchio poi aggiungete anche le zucchine e proseguite la cottura per altri 2’.
A questo punto alzate la fiamma e aggiungete i gamberi.
Cuoceteli a fuoco vivo per 2’.
Salate.
Unite gli spaghetti di soia e lasciate che si insaporiscano bene.
Trasferiteli in una ciotola e fateli intiepidire.
Disponete le sfoglie davanti a voi a rombo e distribuite il ripieno di spaghetti di soia e verdure al centro.
Ripiegate con cura le estremità laterali verso il centro poi arrotolate stretti i fagottini con molta cura per evitare che si rompano e che il contenuto fuoriesca.
Sistemateli con la chiusura in basso su un vassoietto.
Continuate così fino ad esaurimento di tutto il ripieno facendo in modo che in ogni fagottino ci sia un po’ di ogni ingrediente.
Ora preparate la salsa:
versate la salsa hoisin in una ciotola, aggiungete l’acqua, il succo di lime, un pizzico di sale, il peperoncino fresco tritato e le foglie di coriandolo tritate. Mescolate bene.
In una padella scaldate un dito di olio di arachidi.
Friggete gli involtini pochi alla volta in olio ben caldo, immergendoli con la chiusura verso il basso in modo che con la frittura si sigillino e, una volta dorati da un lato girateli e lasciateli dorare anche dall’altro.
Trasferiteli su carta assorbente.
Serviteli ben caldi accompagnati dalla salsa.



Qualche consiglio:
Le sfoglie per gli involtini le trovate normalmente in blocchetti surgelati. 
Io ho comprato quelli quadrati da 12 cm per lato e le dosi che vi do si intendono per sfoglie di quelle dimensioni ma ce ne sono anche di più grandi.
Una volta scongelati potete conservarli in frigo, ben chiusi per qualche giorno.
Se non li trovate potete anche acquistare la carta di riso, venduta normalmente in sfoglie tonde, usata per gli involtini vietnamiti e che va preliminarmente inumidita.
La quantità di coriandolo dipende dal vostro gusto. 
Non sempre il coriandolo fresco è amato e se in eccesso potrebbe non piacere.
Potete anche ometterlo ma secondo me fa la differenza.
Se non trovate la salsa hoisin potete usare della semplice salsa di soia condita con peperoncino e coriandolo.
Se volete potete prepararli anche con gli spaghetti di riso che hanno la stessa modalità di cottura.
Se vi interessa potete trovare la mia ricetta per gli involtini primavera qui.

martedì 13 febbraio 2018

Donuts

Soffici ciambelle glassate e decorate in maniera allegra e con piccoli cuori. Un ottimo compromesso tra martedì grasso e San Valentino.
Cosa ne pensate?




Per 15 donuts (diametro esterno 8 cm/ diametro interno 3 cm):
(ricetta di Laurel Evans leggermente modificata)

450 g di farina 0 (io Coop)
10 g di lievito di birra fresco
210 g di latte parzialmente scremato
60 g di burro a temperatura ambiente
3 tuorli
1/2 cucchiaino di sale
2 cucchiai di zucchero
un cucchiaino raso di cannella in polvere

Sciogliete il lievito nel latte appena intiepidito e versatelo sulla farina setacciata con la cannella.
Cominciate ad impastare, alternando tuorli, zucchero e sale.
Quando l'impasto sarà omogeneo aggiungete il burro, un pezzetto alla volta e continuate ad impastare fino a quando otterrete un impasto liscio e morbido.
Coprite e lasciate lievitare in luogo tiepido per un paio d'ore.
Quando l'impasto avrà raddoppiato il suo volume trasferitelo su un piano leggermente infarinato, stendetelo con il matterello allo spessore di 1,5 cm e con il coppapasta da 8 cm ritagliate tanti cerchi poi con quello più piccolo praticate il foro centrale.
Impastate brevemente i ritagli e lasciateli riposare una decina di minuti prima di stendere nuovamente l'impasto e procedere alla formatura di altre ciambelline.
Questo perché  l'impasto, lavorandolo nuovamente, diventa "nervoso" e vi sarà difficile stenderlo.
Una volta esaurito tutto l'impasto lasciate riposare le ciambelline coperte con pellicola per mezz'ora circa poi friggetele in olio caldo per 4' circa girandole più volte perché cuociano uniformemente,
Lasciatele scolare su carta assorbente e raffreddare.

Nel frattempo preparate le glasse colorate:
mescolate dello zucchero a velo con poca acqua e colorante (potete scegliere sia quelli liquidi che in polvere, dosandoli in modo da ottenere l'intensità desiderata.
Aggiungete l'acqua poco alla volta. La glassa non dovrà essere troppo fluida perché scivolerebbe giù dai donuts.
Glassate i vostri donuts immergendoli a metà nella glassa.

Decorateli a piacere con zuccherini colorati o con cuoricini di cioccolato. Questi li ho trovati al supermercato e sono della Paneangeli. Molto carini!!
Per la glassa scura ho semplicemente aggiunto del cacao amaro allo zucchero a velo.
Se volete potete passare le ciambelline semplicemente nello zucchero semolato. 
Saranno meno romantiche ma sicuramente golose.


venerdì 17 marzo 2017

arepas con carne mechada

Oggi facciamo un salto in Sudamerica!
Le arepas sono delle focaccine di farina di mais e acqua, cotte in padella, dal sapore neutro da farcire nei modi più vari.
Io le ho sempre mangiate così, con la carne stracotta nel brodo, sfilacciata e poi insaporita con le spezie in padella.
Una bontà da gustare a pranzo, a cena, all'ora dell'aperitivo, ad un picnic.... sempre!! =)



Per 20 arepas:

600 g di farina di mais bianca precotta
660 g di acqua
sale q.b.

per la carne mechada:

700 g di carne per bollito
2 cipolle bianche
una costa di sedano
una carota
un cucchiaino da té di curcuma
un cucchiaino da té di semi di cumino
pepe nero (o peperoncino se preferite)
mezzo bicchiere di vino bianco
due cucchiai di concentrato di pomodoro

In una pentola mettete a bollire abbondante acqua con la carota, il sedano a pezzi e una cipolla sbucciata e tagliata in quattro.
Aggiungete la carne e appena l'acqua riprende il bollore abbassate al minimo la fiamma, coprite con un coperchio lasciando una fessura e lasciate cuocere per tre ore.
Lasciate intiepidire la carne nel brodo poi sfilacciatela.
Filtrate il brodo e tenetelo da parte.
In una padella fate rosolare con un cucchiaio di olio la cipolla affettata finemente (se vi piace anche mezzo peperone), aggiungete le spezie, lasciatele tostare un paio di minuti poi aggiungete la carne.
Sfumate con il vino a fuoco vivo, aggiungete il concentrato di pomodoro e allungate con poco brodo. Salate.
Lasciate cuocere per 5'. Pepate.
Alla fine la carne dovrà risultare morbida, umida ma non brodosa. Tenete comunque sempre un po' di brodo da parte nell'eventualità in cui la carne tendesse ad asciugarsi.

Mentre la carne cuoce preparate le arepas:
impastate bene la farina con il sale e l'acqua tiepida.
Lasciate riposare l'impasto 10' avvolto nella pellicola poi dividetela in 20 palline che schiaccerete per ottenere delle focaccine alte non più di 1/cm (io ho usato l'attrezzo per preparare gli hamburger).
Ungete appena una padella e mettetela sul fuoco.
Cuocete le arepas per circa 10' per lato a fuoco medio, muovendole e girandole spesso.
Lasciatele intiepidire poi tagliatele a metà e farcitele con la carne.


sabato 28 gennaio 2017

chocolate chip and hazelnut cookies

C'è sempre una buona scusa per preparare dei biscotti e quella di oggi era di provare una nuova ricetta letta su un sito americano.
Ho ridotto la quantità di zucchero, arrotondato quella della farina, ridotto il lievito...
Risultato golosissimo!!


Per 24 biscotti:
230 g di burro a temperatura ambiente
una presa di sale
130 g di zucchero di canna
120 g di zucchero bianco
un cucchiaino di estratto di vaniglia
2 uova XL
300 g di farina 00
1/2 cucchiaino di lievito in polvere
250 g di gocce di cioccolato fondente
100 g di nocciole tostate tritate

Mescolate bene il burro con gli zuccheri, il sale e la vaniglia con le fruste elettriche poi aggiungete, sempre con le fruste un uovo alla volta.
Incorporate la farina setacciata con il lievito, mescolando con un cucchiaio di legno o una spatola e in ultimo le gocce di cioccolato e le nocciole.
Se usate una planetaria potrete fare tutto l'impasto con la foglia.
Prelevate con un cucchiaio o un dosatore per gelato delle palline di composto e disponetele ben distanziate tra loro su una teglia con carta forno.
Schiacciate la superficie delle palline poi infornate in forno già caldo a 170° per 15' circa.
I bordi saranno dorati e il centro ancora un po' morbido.
Lasciateli intiepidire e poi staccateli dalla teglia.
Si conservano a lungo in una scatola di latta, ben chiusa.



domenica 11 dicembre 2016

riso apollo con maiale e mele piccanti

Ho trovato e provato per la prima volta il lemongrass fresco.
Solo una volta avevo avuto la fortuna di averne un barattolino secco e non ricordo neanche cosa ci feci perché non mi aveva entusiasmato più di tanto.
Ma quello fresco...tutta un'altra cosa, profumato, intenso, era proprio quello che mancava nei miei piatti di ispirazione orientale che tanto mi piacciono.
Ecco allora un piatto unico, pensato e realizzato in 15', giusto il tempo della cottura del riso.


Per due persone:
140 g di riso Apollo
250 g di lonza di maiale a fettine sottili
due meline bio
un pezzetto di zenzero (3 cm) grattugiato
uno spicchio d'aglio tritato
due steli di lemongrass mondati e finemente tritati
una punta di cucchiaino di peperoncino piccante in polvere
due cucchiai di salsa di soia (glutenfree)
due cucchiaini di miele di sulla
due cucchiai di olio di semi
sale q.b.


Tagliate il maiale a striscioline, sbucciate le mele, eliminate il torsolo e riducetele in spicchietti sottili. 
Riuniteli in una ciotola con tutti gli altri ingredienti (a parte l'olio di semi che servirà per la cottura).
L'ideale sarebbe lasciarlo nella marinata per un'ora o più ma se andate di fretta come me, tranquilli, un quarto d'ora sarà sufficiente.
Mescolate bene e coprite con pellicola.
Sciacquate bene il riso sotto l'acqua corrente poi cuocetelo in abbondante acqua salata.
Scolate il riso, scaldate l'olio in un wok e saltate a fuoco vivo il maiale con le mele e la marinata per un paio di minuti.
Aggiungete il riso e fate insaporire il tutto per un minuto.
Servite ben caldo.

“partecipo al #GFCalendar con le mele del mese di dicembre  di Gluten Free Travel & Living con la partecipazione di Monica Giustina di One pancake in a million



lunedì 2 maggio 2016

fajitas di pollo

Ricordi di un magnifico viaggio fatto in Messico e Guatemala quasi vent'anni fa. Non sarà una vera fajitas de pollo ma ci somiglia tanto!


Per 6 tortillas:
320 di farina 0
200 g di acqua tiepida
una presa di sale

per il guacamole:
un avocado maturo
il succo di due lime
4-5 piccoli pomodori (io piccadilly)
un cucchiaio di cipolla tritata (io rossa)
qualche goccia di tabasco
sale

Per il pollo:
350 g di petto di pollo in fette
mezzo peperone rosso
una piccola cipolla
una zucchina
sale
e poi:
6 cucchiai di panna acida (io ho usato semplicemente dello yogurt che ho lasciato scolare per un'oretta in una garza)
120 g di formaggio edam (quello olandese con la buccia rossa per intenderci)

Preparate le tortillas:
impastate la farina con l'acqua e il sale. Lasciate riposare l'impasto ben coperto mezz'ora. 
Guacamole: sbucciate l'avocado, eliminate il nocciolo e schiacciate la polpa con la forchetta.
Aggiungete la cipolla tritata finemente, il pomodoro ridotto in piccoli cubi, il succo del lime, il tabasco e un pizzico di sale.
Cuocete il pollo: saltate in padella con poco olio il pollo ridotto a striscioline, salate e tenete da parte. Nella stessa padella saltate velocemente cipolle, peperone e zucchina tagliate a bastoncini, salate e mescolate al pollo.
Grattugiate il formaggio con una grattugia a fori grossi.
Riprendete l'impasto e dividetelo in sei palline, stendetele sul piano infarinato in dischi molto sottili (circa 25-30 cm) e cuoceteli 3-4 minuti per lato in una padella antiaderente senza alcun condimento.
Farcite le tortillas con una cucchiaiata abbondante di guacamole, un po' di pollo e verdure, una cucchiaiata di panna acida e una manciata di formaggio.
Arrotolate e.... deliziatevi!





mercoledì 16 marzo 2016

ravioli al vapore

Quando c'era il ristorante cinese sotto casa era nostra abitudine mangiare cinese almeno una volta a settimana e i ravioli al vapore erano tra i miei piatti preferiti. 
La mia recente visita a Milano in occasione di Identità Golose mi ha regalato emozioni, nuovi stimoli, nuove amicizie e....un cestello per cucinare al vapore!
Potevo non inaugurarlo con i classici ravioli al vapore?
Ho azzeccato la forma solo dopo averne rovinati una ventina ma erano tutti comunque buonissimi!! 






per una quarantina di ravioli:
250 g di farina 0
125 g di acqua tiepida
una presa di sale
250 g di macinato di maiale
60 g di porro
60 g di cavolo verza
una carota
un cucchiaio colmo di zenzero fresco grattugiato
2 cucchiai di salsa di soia

Impastate la farina col sale e l'acqua fino ad ottenere un impasto liscio e molto elastico.
Lasciatelo riposare per almeno mezz'ora avvolto nella pellicola o coperto da una ciotola capovolta.
Nel frattempo tritate finemente la carota, il porro e il cavolo. Schiacciate lo zenzero tra due cucchiai per ricavarne il succo.
Impastate bene con le mani il macinato con tutti gli ingredienti aggiungendo anche la salsa di soia e poco sale.
Il ripieno potete anche prepararlo il giorno prima e conservarlo in frigo.
In tutti i tutorial che ho visto di divide l'impasto in piccole porzioni che poi si stendono in dischi sottili. 
Io ho preferito dividere l'impasto in due, e ho steso una porzione alla volta molto sottile (1 mm) e poi con un coppapasta da circa 8 cm ho ricavato tanti cerchi. 
Mettete al centro di ogni disco una polpettina allungata di ripieno, compattandola bene e poi chiudete il raviolo creando delle piegoline su uno solo dei lembi, sigillandolo sull'altro.
Dalla fotografia forse si capisce.
Devo assolutamente imparare a girare dei tutorial perchè mi rendo conto che per determinate cose non basta spiegare, bisogna vedere.
Comunque sia, se digitate su google "tutorial ravioli al vapore" vi si aprirà un mondo!
Una volta formati tutti i ravioli disponeteli dentro i cestelli in bambu.
Conviene mettere sempre una foglia di lattuga o di verza sul fondo per evitare che i ravioli si attacchino ai listelli e possano poi bucarsi.
Portate a bollore dell'acqua in una pentola che abbia lo stesso diametro del cestello e poi posizionate il cestello sopra.
Cuocete i ravioli per circa 10'.
Serviteli con salsa di soia o con una salsa agrodolce.
La mia la trovate QUI





mercoledì 22 aprile 2015

avocado con riso nero, pollo e peperoni

Tra i più bei ricordi della mia vita c'è un viaggio fatto in Messico e Guatemala quasi vent'anni fa.  Luoghi incantevoli, incredibili siti archeologici, metropoli e piccoli villaggi, mercati affollati di gente e animali. Stoffe colorate, spezie, profumi e sapori e poi spiagge, mare cristallino, pesci e uccelli colorati. 
Questo non è un piatto messicano ma ha degli ingredienti molto utilizzati nella cucina messicana e per questo me la ricorda.



Per due persone:
un avocado
la parte verde di un cipollotto
2 lime
una falda di peperone rosso (30 g)
80 g di riso nero
250 di petto di pollo
un piccolo peperoncino piccante
sale, olio e.v.o.
un mazzetto di prezzemolo

Cuocete il riso in abbondante acqua salata per 30'-35'.
Nel frattempo con un pelapatate pelate il peperone, tagliatelo a striscioline sottili e poi in piccolissimi pezzi.
Affettate sottilmente il cipollotto.
Tagliate il pollo a striscioline e cuocetelo in padella a fuoco vivo con poco olio. Salatelo.
Scolate il riso e raffreddatelo sotto l'acqua fredda. Sciacquate bene l'avocado, tagliatelo a metà per la lunghezza, eliminate il nocciolo e con l'aiuto di un cucchiaio svuotatelo cercando di lasciare intatta la buccia che servirà da contenitore. 
In una ciotola mettete la polpa dell'avocado ridotta in cubetti e bagnatela col succo di un lime, aggiungete il cipollotto, il peperone, il pollo e il riso. 
Battete 2 cucchiai di olio, il succo del secondo lime, una presa di sale e il peperoncino tritato.
Mescolate bene e riempite i mezzi avocado.
Completate col prezzemolo tritato.

domenica 4 maggio 2014

baklava ma di Karpathos!

Mi sono innamorata della Baklava quando la mangiai la prima volta 25 anni fa a Roma in un ristorante greco e ancora non riesco a spiegarmi come faccia a piacermi tanto un dolce così dolce, una montagna di frutta secca e miele tra strati di pasta fillo, il tutto immerso nello sciroppo, un dolce grondante di calorie da tutte le parti. Misteri della vita....
Oggi vi propongo una versione diversa di baklava (e anche meno dolce), quella dell'isola di Karpathos in Grecia.
E' un dolcetto preparato con un impasto all'olio d'oliva e cannella, fritto, immerso poi in un delicato sciroppo di miele e limone e infine arricchito con noci.




500 g di farina 00
100 g di olio d'oliva
150 g di acqua
il succo di 1/2 arancia
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di cannella
chiodi di garofano

Per lo sciroppo:
1/2 bicchiere di miele
1/2 bicchiere di zucchero
1 bicchiere di acqua
buccia e succo di 1/2 limone

Impastate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un panetto liscio. Dividete in 10 palline da circa 80 g e Stendetele una alla volta molto sottili sul ripiano infarinato. Otterrete dei quadrati di circa 25X25 cm


Tagliate delle strisce larghe 2,5 cm. e poi dividetele in due parti di lunghezza leggermente diversa, assemblatele come vedete nella foto a due a due oppure anche a tre a tre e fissate le estremità con un chiodo di garofano. (Se li fate a tre dovrete necessariamente prelevare il terzo elemento da un'altra striscia)
Calate i dolcetti nell'olio d'oliva caldo con un cucchiaino in modo da mantenerli aperti per i primi secondi così che in cottura rimangano  aperti.
Scolateli e immergeteli in uno sciroppo preparato lasciando bollire qualche minuto il miele,  lo zucchero,  l'acqua, la buccia e il succo del limone. (io l'ho preparato col solo miele)
Tirateli fuori e cospargeteli con le noci tritate.








lunedì 28 aprile 2014

Incantevole Istanbul e il kunefe di Pasquetta


Incantevole e sorprendente Istanbul. Prima di partire avevo un'idea completamente distorta di questa città (ma quanto è brutta l'ignoranza??) 
Lo ammetto, mi sono lasciata prendere dalla pigrizia e, contando sul
fatto che eravamo un bel gruppo di amici e qualcun altro mi avrebbe guidato in giro non avevo letto granché, non avevo studiato come faccio solitamente prima di partire.
Me l'aspettavo bella, affascinante ma trasandata, disordinata, sporca e incasinata (incasinata veramente lo era con i suoi 15 milioni di abitanti e la folla dei turisti di Pasqua) e invece è pulita, verde, fiorita (mai visti tanti tulipani tutti insieme, neanche ad Amsterdam), organizzata e soprattutto.... diversa. Un miscuglio di antico, moderno, occidentale, orientale, moschee, chiese
ortodosse, i lokum e gli altri dolcetti ipercalorici ma buonissimi e bellissimi, i kebab ad ogni angolo di strada, il profumo delle spezie, i colori delle maioliche e dei tappeti, la preghiera del Muezzin che scandiva le nostre giornate (la prima delle 5,20.....)

Istanbul è una di quelle città che va visitata e poi vissuta, che merita un lungo soggiorno e magari un secondo, un terzo, un quarto..... Sono tornata da una settimana e penso già alla mia prossima volta.
La chiesa di San Giorgio a Fener (sede del patriarcato ortodosso), il cimitero musulmano e il cafè Pierre Loti a Eyup, il quartiere musulmano, il meraviglioso palazzo Beylerbeyi sulla sponda asiatica del Bosforo, la Cisterna Basilica, e il Gran Bazar a Sultanahmet il nostro tour del primo giorno.
Nei due giorni successivi la Moschea blu, Santa Sofia e il Topkapi col suo magnifico parco Gulhane. Un giro sul Bosforo e poi la Moschea di Rustem Pasha con le splendide maioliche del XVI secolo, il bazar delle spezie dove non si può non comprare qualcosa e ancora piazza Taksim e la piacevole passeggiata giù per istiklan caddesi fino al ponte di Galata. (Sotto il ponte, se ci andate, non perdetevi un panino con lo sgombro. Ne vale la pena!)




Questo che vi propongo oggi è un dessert che ho assaggiato il giorno di Pasquetta dopo un ottimo kebab proprio sotto la moschea di Rustem Pasha.
Ho chiesto il nome ma mi hanno detto che lo chiamano semplicemente dolce di formaggio. Ho cercato in un meraviglioso libro di cucina turca che mi sono fatta prestare. L'ho trovato e ho scoperto che si chiama kunefe. Io ho usato della tuma perché è senza sale e ben si adatta a questa preparazione.



Per due persone:
una teglietta da 15 cm circa di diametro
60 g di kataifi
120 g di tuma grattugiata con la grattugia a fori grossi (o altro formaggio senza sale)
2 cucchiai di acqua
1 cucchiaio di zucchero
la buccia di 1/2 limone
1 cucchiaio di succo di limone
2 cucchiaini di margarina (io preferisco il burro)
 Fondete la margarina e spennellate il fondo e le pareti della teglietta. Dividete la kataifi in due parti, tagliatela con le forbici a pezzetti e disponetene metà sul fondo della teglietta. Cospargete col formaggio, pressate col dorso di un cucchiaio e coprite con la kataifi restante. Spennellate con la margarina residua e infornate in forno già caldo a 200° fino a doratura.
Nel frattempo avrete preparato lo sciroppo con l'acqua, lo zucchero la buccia e il succo del limone (deve bollire a fuoco basso qualche minuto).
Versate lo sciroppo sulla superficie del dolce e servitelo caldissimo.
La prossima volta preparerò lo sciroppo con il miele così come ho fatto per la baklava di Karpathos mia prossima ricetta.





domenica 4 agosto 2013

Quando la Spagna incontra la Cina: spaghetti di riso con gamberi in gaspacho!

Come spesso mi capita, anche questo piatto è nato per caso, dalla voglia di preparare il gaspacho assaggiato tanti anni fa a Siviglia a casa di una cugina di mio marito (che mi diede la sua ricetta) e da un pacco di spaghetti di riso che aspettavano pazienti in dispensa.
Il gaspacho da piatto principale si trasforma in salsa di accompagnamento in cui "tuffare" gli spaghetti di riso conditi semplicemente con gamberi e peperoncino.



Per 2 persone
gaspacho: 
500 gr. di pomodori a grappolo
1/2 cetriolo di medie dimensioni
1 spicchio di aglio
1/2 cipolla
1/2 peperone verde
2 cucchiai di aceto di vino bianco
sale
Frullate tutti gli ingredienti a crudo. Io elimino la buccia al pomodoro e pelo il peperone col pelapatate. La quantità di aglio, cipolla e peperone chiaramente dipendono dai vostri gusti e dalla resistenza del vostro stomaco. In genere io riduco un po' il peperone.
Spaghetti di riso:
Immergete 120 gr. di spaghetti di riso in acqua bollente salata (fuori dal fuoco) per 3'. Nel frattempo mettete nel wok un filo di olio e.v.o. e 1/2 peperoncino tritato. Appena l'olio è ben caldo aggiungete 120 gr. di gamberi sgusciati e saltateli velocemente, aggiungete gli spaghetti di riso scolati e amalgamate il tutto per un paio di minuti a fuoco vivo. 
Gustate i vostri spaghetti col gaspacho servito in una ciotolina a parte.



Nota: se volete preparare il gaspacho classico, aggiungete la mollica di un panino ammollata nell'acqua e poi strizzata e servitelo con verdure crude o con un uovo sodo tritato sul fondo della ciotola.

giovedì 25 aprile 2013

chili con composta di mango e tortillas ai fiocchi di paprica

Dopo un lunghissimo periodo di assenza, dovuto ai troppi impegni familiari, torno in occasione del MTC di aprile (a cui non potevo assolutamente rinunciare) con una ricetta strepitosa, il chili!
Prima di leggere la ricetta di Anne e la storia del chili (vi consiglio vivamente di leggerli...) ero convinta, come tanti, che il chili fosse un piatto messicano e invece ho scoperto le sue origini texane oltre a tantissime altre curiosità. 
Se amate il cibo piccante provatelo, non vi deluderà!! 
Per il mio chili ho utilizzato un taglio di manzo piuttosto economico, il muscolo, che con la lunga cottura è diventato di una tenerezza incredibile.
I miei peperoncini erano minuscoli. Mi sono stati regalati con l'avvertenza di usarli con moderazione. In realtà, eliminati i semi hanno dato il giusto grado di piccantezza, lasciando un piccolo "spazio" anche al cumino e all'origano. Ognuno regolerà la quantità in base al tipo di peperoncino che userà fermo restando che il peperoncino dovrà comunque essere prevalente.

La composta di mango poi con la freschezza e il leggero agrodolce ha fatto da meraviglioso complemento. Se non vi piace l'idea della composta agrodolce, servite il chili con una fresca insalatina verde e il mango a fettine, condito con un filo di olio d'oliva, un pizzico di sale, erba cipollina tritata e una spruzzata di lime.
Le tortillas infine sono state arricchite con i fiocchi di paprica che ben si sposava col piatto ma se non li trovate preparatatele senza. Saranno buonissime lo stesso.


Per il chili:
900 g. di carne di manzo 
9 peperoncini secchi
2 cucchiaini di cumino in polvere
1 cucchiaio di origano secco
2 spicchi di aglio
sale
acqua
Mettete i peperoncini, privati dei semi in acqua bollente per reidratarli. Lasciateli almeno mezz'ora e poi frullateli. Tagliate la carne in pezzetti da circa 2 cm e mettetela in una pentola di coccio oppure in acciaio col fondo spesso con la crema di peperoncino, il cumino, gli spicchi di aglio interi schiacciati e l'origano. Coprite e cuocete a fuoco bassissimo per circa un'ora e mezza - due. 
Il sale io lo aggiungo sempre verso la fine. 
La mia carne ha cotto 2 ore e dopo un'ora e mezza ho dovuto aggiungere mezzo bicchiere d'acqua perchè la carne si era asciugata troppo. 
Ho voluto il chili piuttosto asciutto per servirlo dentro le tortillas ma se lo preferite più brodoso, per servirlo con le tortillas a parte, potete aggiungere un maggiore quantitativo di acqua.


Per la composta di  mango:
2 manghi
4 cucchiai di aceto di mele
4 cucchiai di zucchero di canna
2 cucchiai di uvetta sultanina
sale
Tagliate il mango in pezzi non troppo piccoli e cuocetelo in pentola a fuoco basso per circa mezz'ora con l'aceto, lo zucchero, l'uvetta e un pizzico di sale.
Cuocete per mezz'ora circa poi trasferite in una ciotola e tenetela a temperatura ambiente.


Per 8 tortillas: 
200 g di farina 00
acqua calda q.b.
2 cucchiai di fiocchi di paprica rossi
sale
Coprite i fiocchi di paprica con acqua calda e lasciateli gonfiare. 
Impastate la farina con i fiocchi di paprica e tanta acqua calda quanta ne occorre per ottenere un impasto consistente ma morbido. Dividete i 8 palline e lasciate riposare un'ora coperte da pellicola.
Stendete ogni pallina sul piano infarinato fino ad ottenere dei dischi sottili da 15 cm di diametro.
Cuoceteli senza alcun condimento su una piastra antiaderente a fuoco vivo un paio di minuti per lato.

Con questa ricetta partecipo al MTC di Aprile:





martedì 18 dicembre 2012

Ableskiver: una golosità Danese e la mia reinterpretazione salata

E' grazie ad un'amica danese che ho scoperto questa meraviglia!! Dolci palline da servire con la marmellata, tipiche del periodo natalizio, spesso farcite con pezzetti di mela oppure aromatizzate alla cannella o al cardamomo (on line ho trovato tantissime versioni). 
Questa è la sua ricetta di famiglia e il risultato è stupefacente. Unici accorgimenti: avere la padella apposita (che io ho avuta in prestito) in vendita su vari siti e soprattutto guardare questo video che spiega come si fa ad ottenere dei dolcetti perfettamente tondi. Prepararli è divertentissimo!!


250 g. di farina 00
1 cucchiaino di zucchero
1/2 cucchiano di sale
25 g. di lievito di birra fresco (io 10)
3 uova
4 dl e 1/2 di latticello oppure metà latte e metà yogurt
Io ho aggiunto anche un cucchiaino di estratto di vaniglia ma la prossima volta metterò anche la cannella che mi piace tanto.
In una ciotola mescolate la farina con lo zucchero, il sale la vaniglia, aggiungete poi il latticello (oppure il latte intiepidito in cui avrete sciolto il lievito e lo yogurt) e le uova battute. 

Battete bene con le fruste elettriche o anche a mano giusto il tempo di amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Lasciate lievitare un paio d'ore e otterrete una pastella schiumosa. A questo punto guardate il video e divertitevi a fare le vostre palline. All'inizio vi verranno delle schiacciatine più che delle palline ma dopo un po' ci prenderete la mano.
Fin qui la ricetta danese. Ma si 
sa.... io preferisco il salato e appena ho assaggiato il primo, passato nello zucchero semolato quasi fosse un mini bombolone, ho subito immaginato quanto sarebbe stato buono in versione salata ed eccolo con timo e speck: strepitoso!!! Dalla ricetta originale dovrete semplicemente eliminare la vaniglia, ridurre lo zucchero a 1/2 cucchiaino, aumentare il sale ad un cucchiaino colmo e aggiungere 100 g. di speck tritato, timo, pepe o qualunque altra spezia vi piaccia. 



Io già ho in mente una decina di versioni diverse.....gamberi, curry e cipollotto per esempio, come vi pare?