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venerdì 14 febbraio 2020

hokkaido milk bread

Sono capitata per caso sul sito di Angela De Santis ed è stato amore a prima vista (e lettura).
Foto meravigliose e ottime ricette, descritte in maniera chiara e precisa.
Nell'imbarazzo della scelta ho deciso di cominciare da un lievitato, il sofficissimo Hokkaido milk bread, la cui tecnica già conoscevo per averla sperimentata in questa mia ricetta a cui vi rimando.




per il milk roux:
50 g di farina forte (io w350)
125 g di latte intero
125 g di acqua

per l'Hokkaido milk bread:
milk roux
560 g di farina forte
10 g di lievito di birra
120 g di latte
60 g di acqua
80 g di zucchero semolato
80 g di burro a temperatura ambiente
un uovo medio (55 g)
un cucchiaino di sale (circa 8 g)

Preparate il milk roux: in un pentolino stemperate la farina con poco latte poi aggiungete il resto del latte e l'acqua, mescolando bene per evitare la formazione di grumi.
Ponete sul fuoco e, sempre mescolando portate a 65°. 
Se non avete il termometro togliete dal fuoco una volta raggiunta la consistenza di una bechamelle densa.
Versatelo in una ciotola coprite con pellicola e lasciatelo intiepidire.
Preparate tutti gli ingredienti pesati davanti a voi.
Una volta che il milk roux si sarà intiepidito potrete cominciare ad impastare il vostro Hokkaido milk bread.
Versate nella ciotola della planetaria il milk roux, il lievito sciolto in poca acqua presa dal totale e un paio di cucchiai di farina.
Fate andare il gancio, alternando cucchiaiate di farina ai liquidi (acqua e latte), mantenendo l'impasto sempre alla stessa consistenza.
Una volta esauriti i liquidi aggiungete l'uovo, leggermente battuto, in due volte, alternato allo zucchero e il sale e la farina restante.
A questo punto incorporate il burro, un pezzetto alla volta, ricordandovi di ribaltare spesso l'impasto.
Alla fine dovrete ottenere un impasto ben incordato (cioè che si avvolge tutto al gancio lasciando la ciotola pulita, senza residui), elastico e lucido.
Ribaltate l'impasto sul ripiano leggermente imburrato e date un doppio giro di pieghe, (come si fa per la pasta sfoglia, per intenderci) poi pirlatelo (cioé lavoratelo in maniera tale da dargli una forma sferica regolare) e trasferitelo in una ciotola sigillata con un foglio di pellicola.
Lasciatelo lievitare fino al raddoppio (il mio ci ha messo due ore).
Dividete l'impasto in 4 parti uguali (il mio pesava 1 kg e 200 g e ne ho ricavato 4 porzioni da 300 g).

Stendete leggermente le porzioni di impasto con le mani e arrotolatele su se stesse. Otterrete dei rotolini. 
Arrotolateli a loro volta, partendo dal lato corto (otterrete dei tronchetti) poi riunite le due estremità e infine arrotondateli al fine di ottenere delle palline.
Disponetele una accanto all'altro, in uno stampo (30X10X10) imburrato e infarinato, coprite con pellicola e lasciate lievitare fino a quando arrivano ad un cm sotto al bordo.
Spennellate con poco latte e infornate a 175° per 45' circa.

Note: 
- della ricetta di Angela ho modificato pochissimo. 
Ho sostituito il lievito di birra al lievito madre e riequilibrato, come lei stessa consiglia, liquidi e farina e adattato temperatura e tempi di cottura al mio forno;
- ho spennellato solo con il latte perché la prima volta che avevo spennellato come d'abitudine con uovo e latte la superficie è scurita troppo in fretta e ho dovuto coprire l'Hokkaido milk bread con un foglio di alluminio dopo 20'.
Col solo latte non ce n'è stato bisogno;
- il pane si mantiene fresco e morbidissimo per giorni, ben chiuso in un sacchetto ma è altrettanto buono, anche qualche giorno dopo, tostato;
- ha un sapore neutro che ben si abbina sia a farciture dolci che salate.






sabato 17 marzo 2018

cinnamon rolls

Soffici girelle farcite con burro, zucchero e cannella: una vera goduria!!




Per una teglia 20 cm x 25 cm:

400 g di farina 0
50 g di burro
50 g di zucchero di canna
un tuorlo
100 g di acqua
150 g di latte
10 g di lievito di birra fresco
un cucchiaino di sale

per la farcia:
60 g di zucchero di canna
60 g di burro
2 cucchiaini di cannella in polvere

burro per la teglia

per la glassa:
zucchero a velo
acqua

Sciogliete il lievito nell'acqua leggermente intiepidita.
Versate l'acqua sulla farina e cominciate ad impastare.
Aggiungete il latte sempre impastando e alla fine il tuorlo con lo zucchero e il sale.
A questo punto incorporate il burro a temperatura ambiente, un pezzetto alla volta.
Otterrete un impasto liscio e morbido.
Trasferitelo in una ciotola pulita e coprite con pellicola. Lasciatelo lievitare fino al raddoppio. Ci vorrà un'ora e mezza o due.
Nel frattempo ammorbidite il burro per la farcia e lavoratelo con lo zucchero e la cannella.
Dividete l'impasto in due parti e stendetelo in due rettangoli di circa 30 cm x 15 cm.
Distribuite uniformemente la farcia su entrambe, arrotolatele nel senso della lunghezza, tagliatele in tronchetti alti 4 cm e disponeteli in piedi nella teglia imburrata.
Coprite con pellicola e lasciate riposare 45'.
Infornate a 200° per 20'-25' poi lasciate intiepidire prima di sfornarlo.
Preparate la glassa mescolando lo zucchero a velo con poca acqua (se volete potete aggiungere poche gocce di limone).
Versate la glassa sui rolls e lasciate che asciughi prima di servirli.

P.S. Sono a dieta da una settimana ma questi cinnamon rolls li ho fatti e mangiati prima di cominciare la dieta. Lo giuro!!


martedì 13 febbraio 2018

Donuts

Soffici ciambelle glassate e decorate in maniera allegra e con piccoli cuori. Un ottimo compromesso tra martedì grasso e San Valentino.
Cosa ne pensate?




Per 15 donuts (diametro esterno 8 cm/ diametro interno 3 cm):
(ricetta di Laurel Evans leggermente modificata)

450 g di farina 0 (io Coop)
10 g di lievito di birra fresco
210 g di latte parzialmente scremato
60 g di burro a temperatura ambiente
3 tuorli
1/2 cucchiaino di sale
2 cucchiai di zucchero
un cucchiaino raso di cannella in polvere

Sciogliete il lievito nel latte appena intiepidito e versatelo sulla farina setacciata con la cannella.
Cominciate ad impastare, alternando tuorli, zucchero e sale.
Quando l'impasto sarà omogeneo aggiungete il burro, un pezzetto alla volta e continuate ad impastare fino a quando otterrete un impasto liscio e morbido.
Coprite e lasciate lievitare in luogo tiepido per un paio d'ore.
Quando l'impasto avrà raddoppiato il suo volume trasferitelo su un piano leggermente infarinato, stendetelo con il matterello allo spessore di 1,5 cm e con il coppapasta da 8 cm ritagliate tanti cerchi poi con quello più piccolo praticate il foro centrale.
Impastate brevemente i ritagli e lasciateli riposare una decina di minuti prima di stendere nuovamente l'impasto e procedere alla formatura di altre ciambelline.
Questo perché  l'impasto, lavorandolo nuovamente, diventa "nervoso" e vi sarà difficile stenderlo.
Una volta esaurito tutto l'impasto lasciate riposare le ciambelline coperte con pellicola per mezz'ora circa poi friggetele in olio caldo per 4' circa girandole più volte perché cuociano uniformemente,
Lasciatele scolare su carta assorbente e raffreddare.

Nel frattempo preparate le glasse colorate:
mescolate dello zucchero a velo con poca acqua e colorante (potete scegliere sia quelli liquidi che in polvere, dosandoli in modo da ottenere l'intensità desiderata.
Aggiungete l'acqua poco alla volta. La glassa non dovrà essere troppo fluida perché scivolerebbe giù dai donuts.
Glassate i vostri donuts immergendoli a metà nella glassa.

Decorateli a piacere con zuccherini colorati o con cuoricini di cioccolato. Questi li ho trovati al supermercato e sono della Paneangeli. Molto carini!!
Per la glassa scura ho semplicemente aggiunto del cacao amaro allo zucchero a velo.
Se volete potete passare le ciambelline semplicemente nello zucchero semolato. 
Saranno meno romantiche ma sicuramente golose.


domenica 3 dicembre 2017

cruffin

Fosse per me mangerei sempre lievitati, dolci, salati (preferibilmente salati), semplici, arricchiti, sfogliati, burrosi.
Il mio alimento preferito per tutte le ore, dalla colazione alla cena.
Potrei vivere di pane, salame e formaggio, fare fuori una montagna di croissant ogni mattina, e mangiare pizze e focacce quattro volte a settimana.
Vorrei ma non lo faccio per ovvi motivi ma ogni volta che trovo un lievitato che mi incuriosisce lo provo.
Potevo mai resistere alla tentazione di provare i cruffins? 
Croissants sfogliati in forma di muffin.
Le ricette in rete sono tante e partendo da quella che mi sembrava tra le più attendibili li ho preparati apportando alcune modifiche.
Qui trovate la ricetta da cui sono partita con delle foto che spiegano in maniera più che esaustiva il passo passo.




per 8 cruffins
150 g di farina 0
150 g di farina 00
130 g di acqua
un cucchiaino di estratto di vaniglia
10 g di lievito  di birra fresco
un cucchiaino di miele
30 g di zucchero
6 g di sale
un tuorlo
50 g di burro a cubetti 
La buccia grattugiata di una piccola arancia
150 g di burro molto morbido

Impastate le farine setacciate con l'acqua leggermente intiepidita in cui avrete sciolto il lievito e il miele.
Aggiungete l'estratto di vaniglia, il tuorlo insieme allo zucchero e infine il sale.
Impastate fino a quando l'impasto avrà preso corpo poi  aggiungete il burro poco alla volta e infine la scorza d'arancia.
Otterrete un impasto liscio, elastico e abbastanza morbido.
Arrotondatelo bene poi lasciatelo nella ciotola a riposare per 45' coperto con pellicola.
Trascorso questo tempo dividete l'impasto in 4 parti uguali.
Lavoratene uno alla volta lasciando gli altri ben coperta con della pellicola.
Infarinate la prima porzione e passatela tra i rulli della macchina per la pasta come se voleste preparare delle sfoglie per le lasagne.
Partite dall'apertura massima e stringete ad ogni passaggio fino ad ottenere una sfoglia molto sottile (io sono arrivata fino alla penultima tacca). Tra un passaggio e l'altro infarinate leggermente per evitare che l'impasto si attacchi ai rulli.
La sfoglia che otterrete sarà molto lunga. Potete dividerla in due per lavorare più agevolmente.
Dividete il burro in quattro porzioni, in questo modo sarà più facile regolarvi con le quantità per ogni singola sfoglia e ammorbiditelo senza fonderlo del tutto (io lo faccio al microonde). Dovrà avere la consistenza di una maionese.
Stendetelo sulla sfoglia in uno strato sottile aiutandovi con le dita.
Arrotolate la striscia fino ad ottenere un grosso sigaro. Se avevate diviso la sfoglia in due parti, dopo avere arrotolato la prima poggiate il "sigaro" ottenuto sulla seconda e continuate ad arrotolare.
Una volta formati i 4 rotoli, tagliateli in due nel senso della lunghezza con un coltello infarinato.
Mantenendo la parte tagliata all'esterno arrotolate a mo' di nodino le otto porzioni ottenute senza stringere troppo e posizionatele negli appositi stampi da muffin.
Lasciate lievitare i cruffins per un paio d'ore poi infornateli a 180° per 25' circa.
Prossimamente la versione salata!



sabato 7 ottobre 2017

pane ai cinque cereali con le noci

La dieta continua. La mattina mi coccolo con una fetta di pane e un velo di marmellata. Se il pane è fatto in casa poi la coccola è doppia.
Io lo preparo, lo lascio raffreddare e lo taglio a fette, poi metto un foglietto di carta forno tra una fetta e l'altra e lo congelo in un sacchetto.
Ogni mattina ne tiro fuori una fetta e la scaldo o la tosto.
Provatelo anche in versione salata per accompagnare formaggi cremosi. Leggermente tostato col gorgonzola e delle fettine di pera... golosissimo!!

pane ai cinque cereali con noci


300 g di farina ai cinque cereali
100 g di farina 0
un cucchiaino da caffé di lievito di birra disidratato
250 g di acqua
due cucchiaini da caffé di sale
100 g di noci già sgusciate

Setacciate la farina e mescolatela al lievito.
Impastate velocemente aggiungendo l'acqua, poco alla volta e alla fine il sale, fino a quando l'impasto sarà liscio ed elastico.
Lasciatelo riposare 10' coperto con pellicola, poi allargatelo leggermente e date una piega a tre (a portafoglio), giratelo di 90° e date un'altra piega.
Coprite con pellicola e lasciate riposare 10'.
Ripetete altre due volte la procedura pieghe/riposo poi trasferite l'impasto in una ciotola pulita, coperta con pellicola e mettete in frigo per tutta la notte.
Il giorno dopo tirate la ciotola fuori dal frigo e lasciatela a temperatura ambiente un'ora circa poi trasferite l'impasto sul piano di lavoro infarinato, stendetelo leggermente con la punta delle dita, fino a raggiungere la lunghezza dello stampo, cospargetelo con le noci tritate grossolanamente e arrotolatelo.
Ungete lo stampo (10x30 cm) con poco olio di semi e rivestite il fondo con carta forno. Trasferite l'impasto nello stampo e lasciate lievitare fino a quando raggiungerà il bordo (circa un'ora e mezza).
Infornate in forno già caldo a 200° per 20'-25'.



sabato 9 settembre 2017

Il Krantz al cioccolato di Yotam Ottolenghi

Mi sa proprio che i buoni propositi del rientro dalle vacanze dovranno aspettare.
Ho aperto per caso Jerusalem e l'occhio mi è caduto proprio lì: torta Krantz al cioccolato.
Potevo resistere alla tentazione di prepararlo e di assaggiarlo? 
Il Krantz di Ottolenghi è di una goduria incredibile!!



550 g di farina (io ho usato 400 g di farina 0 e 150 di farina 00)
100 g di zucchero extra fine
2 cucchiaini di lievito di birra disidratato
la scorza grattugiata di un limone
3 uova XL
120 ml di acqua
150 g di burro a temperatura ambiente in cubetti da 2 cm
olio di girasole per ungere (io lo avevo di arachidi)

Per il ripieno di cioccolato:
50 g di zucchero a velo
50 g di cacao in polvere
130 g di cioccolato fondente fuso 
120 g di burro fuso
100 g di noci pecan (io noci)
2 cucchiai di zucchero extra fine

Sciroppo:
260 g di zucchero extra fine
160 ml di acqua

Nella ciotola della planetaria riunite la farina, lo zucchero, la scorza del limone e il lievito.
Cominciate ad impastare (io con la foglia), aggiungendo le uova leggermente battute e l'acqua e alla fine il sale.
Quando l'impasto sarà ben legato ed elastico aggiungete il burro, un paio di pezzetti alla volta, aspettando che vengano inglobati all'impasto prima di aggiungere i successivi.
Ungete una ciotola con poco olio, mettete dentro l'impasto, coprite con pellicola e trasferite in frigo per qualche ora o meglio per tutta la notte (il mio c'è rimasto 16 ore perché lo avevo preparato nel primo pomeriggio e in serata non ho avuto il tempo di farcirlo e cuocerlo).
Il mattino dopo preparate la crema al cioccolato riunendo tutti gli ingredienti ben amalgamati fra loro (tutti tranne noci e zucchero extrafine).
Io ho messo tutto in una ciotola e passato al microonde a media potenza per qualche minuto, mescolando di tanto in tanto.
Tirate fuori l'impasto dal frigo, dividetelo a metà e stendetene una parte sul piano infarinato (l'altra metà rimettetela in frigo).
Stendetela col mattarello in un rettangolo 30X40 e spalmatelo con metà della crema al cioccolato (mi raccomando che non sia calda), lasciando un bordo di 2 cm libero tutto intorno.
Distribuite metà delle noci tritate grossolanamente e metà dello zucchero extrafine.
Spennellate il bordo con poca acqua e arrotolate il vostro rettangolo partendo da un lato lungo in modo da ottenere un salsicciotto con la chiusura in basso.
Ungete leggermente uno dei due stampi e rivestite il fondo con carta forno.
Tagliate il rotolo a metà nel senso della lunghezza e, tenendo la parte col ripieno verso l'alto, intrecciate le due metà sigillando le due estremità.
Trasferite la treccia nello stampo, coprite con pellicola e trasferite in luogo tiepido per un'ora e mezza.
Ripetete l'operazione con la metà che avete in frigo.
E' importante che l'impasto sia ben freddo perché nel farcirlo, arrotolarlo, tagliarlo e intrecciarlo, avrete bisogno che non perda consistenza e non si deformi. Quindi lavorate senza perdere troppo tempo. Il lavoro vi verrà più semplice e il risultato sarà decisamente migliore.
Portate il forno a 180°(Ottolenghi parla di forno a gas ventilato ma io ho usato il forno in funzione statica) e infornate i Krantz per circa 30'. La prova stecchino vi darà la conferma della cottura.
Aspettate che intiepidiscano prima di sformarli.
Preparate lo sciroppo portando ad ebollizione acqua e zucchero e con un pennello passatelo sui Krantz.
Ottolenghi raccomanda di usarlo tutto. Confesso che io avrei voluto evitarlo del tutto ma sono arrivata ad un compromesso e ne ho usato la metà. Lo sciroppo ci sta decisamente. Magari non tutto ma ci sta.

Riflessioni personale sullo stampo da usare:
io ne ho cotto uno in un classico stampo da plumcake 10X30 e l'altro nello stampo Emile Henry con coperchio, leggermente più largo e più corto. Il risultato di quest'ultimo è stato decisamente migliore, non so se perché, vista la forma, si è sviluppato maggiormente in altezza oppure per via della cottura con coperchio. 
Il premio "treccia più bella" va invece all'altro perché nella lunghezza la forma si è mantenuta meglio. A voi la scelta!!
Buon fine settimana a tutti e se lo provate fatemi sapere cosa ne pensate.



martedì 24 gennaio 2017

frittelle di mele

Continua la serie dolci confort food con una ricetta facile facile che ho realizzato subito dopo la colazione con Granarolo e Probios di cui vi ho raccontato qui, ispirata dai prodotti che avevo provato ho preparato la pastella per friggere le mele con il succo bio della Probios che contiene mele....e basta! 
Uno degli elenchi ingredienti più corto che io abbia mai letto.






3 mele pink lady
300 g di farina 00
350 ml di succo di mela
5 g di lievito di birra fresco
un pizzico di sale
per servire:
zucchero semolato
cannella in polvere
semi di cardamomo

Mettete la farina in una ciotola. 
Sciogliete il lievito in poca acqua e versatelo sulla farina, poi aggiungete il succo poco alla volta, battendo l'impasto con la mano come vi ho mostrato in questo video relativo alla ricetta delle sfincette.
Verso la fine aggiungete il sale.
Lasciate raddoppiare la pastella in un luogo tiepido.
Nel frattempo sbucciate le mele, eliminate il torsolo e tagliatele a fette spesse 1/2 cm circa.
Passatele nella pastella e friggetele poche alla volta in olio di semi di arachide ben caldo.

Lasciatele scolare su carta assorbente poi passatele nello zucchero a cui avrete aggiunto cannella e semi di cardamomo pestati a piacere. se

martedì 6 settembre 2016

focaccia dolce all'uva

Uva piccola, dolce, succosa e senza semi.
Meraviglioso regalo di un'amica meravigliosa.
Avrei voluto mangiarla tutta così com'era ma la voglia di farne qualcosa di goloso era troppa e da tempo volevo fare una focaccia dolce...


300 g di farina 0
10 g di lievito di birra
50 g di zucchero di canna
140 g di latte parzialmente scremato
2 tuorli
50 g di burro (io francese demi sel)
un pizzico di sale
500 g di acini di uva
per completare:
20 g di burro
un cucchiaio di zucchero di canna


Scaldate leggermente il latte e scioglietevi il lievito mescolando bene.
Impastate la farina a mano o in planetaria aggiungendo il latte poco alla volta e i tuorli alternandoli allo zucchero e al sale. Lavorate a lungo.
Alla fine incorporate il burro morbido.
Dovrete ottenere un impasto morbido, liscio ed elastico.
Lasciatelo lievitare due ore, due ore e mezza
Sciacquate bene gli acini d'uva e asciugateli.
Dividete l'impasto in due parti, una un po' più grande.
Fondete il burro rimasto e con una parte spennellate il fondo di una teglia tonda senza bordi da 30 cm di diametro.
Stendete la parte più grande tirandola da sotto delicatamente dal centro verso l'esterno.
Distribuite l'uva su tutta la superficie lasciandone una piccola parte per la decorazione.
Allargate il resto dell'impasto e stendetelo sopra l'uva sigillando bene i bordi tutto intorno.
Distribuite sulla superficie gli acini rimasti, spennellate col burro fuso e cospargete con lo zucchero.
Infornate in forno caldo a 180° per 15'-20'.




giovedì 1 settembre 2016

le sfincette della mia mamma

Per me sono le sfincette della mia mamma. 
Per lei sono le sfincette della sua mamma. 
Per i cugini e gli amici di famiglia sono le sfincette di zia Ina.
Per i nipoti sono le sfincette di nonna Ina...
E' stata, ed è ancora, la merenda preferita di tutti noi in famiglia e di tutti quelli che hanno la fortuna di trovarsi a casa sua quando decide di prepararle e come le fa lei nessuno! 
E siccome la ricetta non esiste perché lei le fa "ad occhio", riprodurle è pressoché impossibile.
Le sue mani, il suo tocco, la sua esperienza, il suo modo di sentire l'impasto, quello non si può insegnare, non si può trasferire.
Per quanto io abbia assistito decine e decine di volte alla loro preparazione non sono mai riuscita ad eguagliarne la bontà.
Però posso darvi la mia versione che non è male. 
Mio figlio oggi ha sentenziato "buone! Non sono come quelle della nonna..." 
Insomma, si è accontentato.
E voi vi accontentate?



Per una ventina di sfincette:
200 g di farina 00
50 g di farina rimacinata
5 g di lievito di birra
un cucchiaino di zucchero
un pizzico di sale
una piccola patata (100 g)
220 g circa di acqua

e poi
olio di arachidi per friggere
zucchero semolato per completare

In una ciotola riunite le farine, il lievito sbriciolato, la patata appena tiepida lessata, sbucciata e schiacciata e lo zucchero.
Versata l'acqua poco alla volta e impastate con una mano tenendo ferma la ciotola con l'altra.
Quando la consistenza del'impasto ve lo permetterà cominciate a lavorarlo tirandolo verso su e sbattendolo sul fondo della ciotola.
Questo video potrà esservi utile.





Dovrete lavorarlo a lungo, aggiungendo l'acqua sempre un po' alla volta e verso la fine anche il sale.
Di tanto in tanto riunite l'impasto e ripulite i bordi della ciotola.
coprite con pellicola e lasciate lievitare un'ora e mezza o due.
Dovrà essere più che duplicato e pieno di bollicine sopra.
Scaldate l'olio. Fate la prova immergendo uno stecchino. se intorno si formano delle bollicine potete iniziare a friggere.
Prelevate l'impasto a cucchiaiate e friggete le sfincette abbassando poi la fiamma per evitare che coloriscano troppo restando crude dentro.



Giratele spesso e quando saranno dorate uniformemente fatele scolare su carta assorbente.
Passatele nello zucchero semolato e gustatele entro qualche ora.




lunedì 18 aprile 2016

grissini dolci all'arancia e al triplo cioccolato

Utilizzare il lievito madre in esubero per preparare i grissini mi è piaciuto così tanto che dopo una classica versione salata con i semi di finocchio ho voluto provare alcune versioni dolci.
Li ho provati con cannella e arancia candita e al triplo cioccolato ma potete provarli con  nocciole e gocce di cioccolato, ribes rossi essiccati, albicocche secche ..... tutto quello che vi viene in mente può andare bene!


per i grissini all'arancia:
200 g di lievito madre
200 g di farina 0
50 g di burro a pezzetti
70 g di acqua
un cucchiaio colmo di zucchero a velo
100 g di arancia candita
un pizzico di sale
un cucchiaino raso di cannella in polvere
un cucchiaino di estratto di vaniglia





Per i grissini al triplo cioccolato:
400 g di lievito madre
200 g di farina 0
70 g di burro a pezzetti
una presa di sale
tre cucchiai di zucchero a velo
2 cucchiai di cacao amaro
tre cucchiai di gocce di cioccolato fondente
110 g di acqua

Impastate tutti gli ingredienti aggiungendo alla fine l'arancia tritata finemente o, per quelli al cioccolato, le gocce di cioccolato. Otterrete un panetto liscio e morbido.
Dividete in piccoli pezzi l'impasto e allungateli per ottenere dei grissini lunghi circa 30 cm. 
Lasciateli riposare su una teglia rivestita con carta forno per circa 30'.
Accendete il forno a 180° in funzione ventilata. Quando raggiunge la temperatura infornate e cuocete fino a doratura (circa 25'). Cinque minuti prima di tirarli fuori dal forno cospargeteli con zucchero a velo.
Quelli al cioccolato, dopo averli lasciati raffreddare, decorateli con del cioccolato fondente sciolto al microonde o a bagnomaria.





venerdì 25 marzo 2016

La colomba a lievitazione naturale di Raffaele Pignataro

Che dire..... Presa dalla "lagnusia" avevo deciso che di lievitati pasquali quest'anno non se ne doveva discutere.
Niente lievito madre da nutrire per giorni, niente ansia da smollamento di impasto e due giorni chiusa in casa....
E invece arriva Fina con le sue foto su facebook.
Non erano colombe le sue, erano dei "mostri" ciccioni che fuoriuscivano dagli stampi stile impasto impazzito di Woody Allen ne "il dormiglione". Semplicemente strepitose!
E Fina, con cui condivido la passione per la cucina e i lievitati mi dice: "devi assolutamente provarla, è la ricetta di Raffaele Pignataro. Vai tranquilla, niente stress".
Allora prendi in consegna la pallina di lievito, prometti di prendertene cura e di non farlo agonizzare in frigo senza utilizzarlo come hai fatto nell'ultimo anno e via con la giornata di rinfreschi. ore 9, ore 13, ore 17 e alle 21 rientrata dall'aperitivo con le amiche, un po' brilla per i due bicchieri di chablis bevuti, mi ero già pentita dell'impegno preso con Fina, con il lievito e con me stessa. L'impasto della colomba è una cosa seria, mica puo' farsi così..... 
E invece, nonostante la poca voglia e il vino ho impastato, seguendo le istruzioni chiarissime del maestro Pignataro, velocemente, senza intoppi e così è stato anche il mattino dopo per il secondo impasto. 
Il risultato? Uno spettacolo! Ed è per questo che vi consiglio vivamente di provarla, sempre che abbiate già un po' di pratica di lievito madre, di grandi lievitati e soprattutto siate in possesso di una planetaria e di una sonda per controllare la temperatura.





Per due colombe da un kg o quattro da 1/2 kg:


Per la glassa (ho utilizzato la ricetta di Adriano Continisio perché l'ho utilizzata spesso e mi piace molto)
125 g di farina di mandorle  
220 g di zucchero
120 g di albumi
25 g di fecola di patate
poche gocce di estratto di mandorla amara (non l’avevo e non l’ho messa)

Per il mix aromatico:
15 g di miele (io di sulla)
25 g di scorza d’arancia candita finemente tritata
10 g di burro di cacao (l’ho inserito qui, anche se nella ricetta è inserito tra gli ingredienti del secondo impasto)
I semi di un baccello di vaniglia
la buccia di un’arancia bio grattugiata

Per il primo impasto:
190 g di pasta madre rinfrescata tre volte nella stessa giornata
200 g di acqua
140 g di zucchero
170 g di tuorli
470 g di farina 380W*
2 g sale
130 gr di burro di ottima qualità (io Occelli)

Per il secondo impasto:
150 g di farina 380W
40 g di acqua
6 g di malto d’orzo
120 g di zucchero
140 g di tuorli
15 g di latte in polvere (non lo avevo e non l’ho messo)
il mix aromatico (40 g)
120 g di burro di ottima qualità (io Occelli)
50 g di burro fuso
4 g di sale
300 g di scorza d’ arancia candita

Per completare:
granella di zucchero
mandorle intere
zucchero a velo

*Il totale della farina tra primo e secondo impasto è di 620 g. 
Non avendo trovato una W380 ho utilizzato 500 g di W400 e 120 g di W330 della Molino Rossetto. Non credo di avere raggiunto una W380 ma facciamo finta che! 


Iniziamo preparando la glassa (almeno 12 ore prima di utilizzarla).
Mescolate tutti gli ingredienti (non c'è bisogno di montare gli albumi). 
Coprite con pellicola e conservate in frigo.
Tiratela fuori solo il giorno dopo quando l’impasto sarà stato sistemato negli stampi.

Dedichiamoci ora al primo impasto che farete verosimilmente verso le 21:
Versate nella ciotola della planetaria l’acqua e aggiungete lo zucchero. Mescolate bene finchè non si sarà sciolto quasi del tutto.
Aggiungete la pasta madre a pezzetti, montate la foglia e avviate a velocità medio-alta.
La pasta madre inizierà a sciogliersi (non deve sciogliersi del tutto, non vi preoccupate) e si formerà un po’ di schiuma. 
A questo punto aggiungete tutta la farina e impastate a bassa velocità fino a quando l’impasto diventerà elastico.
Battete leggermente i tuorli e cominciate ad aggiungerli all’impasto in tre volte. Aspettate che la dose precedente sia stata assorbita prima di aggiungere quella successiva.
Ora montate il gancio e impastate fino a quando l’impasto sarà ben incordato (cioè liscio, avvolto completamente al gancio, quindi staccato dalle pareti della ciotola che risulteranno pulite, senza residui appiccicosi).
Aggiungete il burro molto morbido a pezzetti (sia il burro Occelli che ho utilizzato io che il burro bavarese hanno una consistenza plastica che si presta egregiamente a questo tipo di impasti), sempre dividendolo in tre porzioni.
Ricordatevi di ribaltare l’impasto alla fine dell’inserimento di ogni porzione.
Aggiungete il sale a pioggia e impastate giusto il tempo di incorporarlo.
Mettete l’impasto in un contenitore preferibilmente alto e stretto e che sia abbastanza grande da contenerlo per tre volte. 
Sigillate il contenitore con pellicola e lasciate lievitare alla temperatura costante di 26° circa.
Io, fino a quando ero sveglia, l’ho tenuto vicino ad un termosifone poi l’ho trasferito dentro al forno con la lucetta accesa ma con lo sportello aperto perché so già che chiudendolo la temperatura tende a salire oltre i 30°, quindi in maniera assolutamente poco scientifica ho cercato il posto meno freddo della casa (che non era certo a 26°...). Il mattino dopo, alle 7, ho chiuso il forno e quindi la temperatura più elevata ha accelerato leggermente la lievitazione. E’ chiaro che bisognerebbe trovare il modo di mantenere la temperatura sempre costante.
Nel post del maestro Pignataro troverete tutte le dritte!

Passiamo al secondo impasto:
Quando il vostro impasto sarà triplicato di volume (il mio ci ha messo 12 ore) trasferite la ciotola in frigo per un’ora.
Nel frattempo mescolate bene con un cucchiaio i tuorli, freddi di frigo, con lo zucchero.
Preparate il mix aromatico:  scaldate leggermente il miele (io al microonde a bassa potenza), aggiungete il burro di cacao che col calore si scioglierà (ho preferito fare così anche se nella ricetta il burro di cacao viene sciolto e aggiunto direttamente al secondo impasto) e  gli altri ingredienti.
Nella ciotola della planetaria versate l’acqua, aggiungete il malto e il primo impasto.
Montate il gancio e impastate per circa 10’ a bassa velocità poi aumentatela progressivamente e fate incordare.
Aggiungete il composto di uova e zucchero, sempre in tre volte, aspettando che la dose precedente sia stata ben assorbita e sempre ribaltando l’impasto tra un inserimento e l’altro.
Incorporate il mix aromatico un cucchiaino alla volta  poi il burro molto morbido sempre in tre porzioni (ricordatevi di ribaltare ogni tanto) il burro fuso e intiepidito, poco alla volta, versandolo a filo e alla fine il sale  pioggia. Impastate ancora un minuto poi stop!
Tagliate in piccoli pezzi la scorza d’arancia candita e scaldatela leggermente (io al microonde). Distribuitela uniformemente sull’impasto, poi a bassissima velocità incorporatela col gancio. 
Fate attenzione perché una lavorazione prolungata o troppo veloce potrebbe compromettere tutto il lavoro fatto fin qui. Basteranno due o tre giri.
Rovesciate l’impasto su un ripiano imburrato e fatelo riposare all’aria per 45 minuti.
Dividete ora l’impasto in due o in quattro a seconda che vogliate realizzare due o quattro colombe e poi dividete ogni porzione in due parti uguali, una per le ali e una per il corpo.
Pirlate i singoli impasti e lasciateli ancora asciugare all’aria per 30’.
La pirlatura è un’operazione difficile da spiegare a parole. E’ un metodo di “arrotondamento” dell’impasto che conferisce corpo e forza allo stesso.  Cercate pirlatura su internet e troverete vari tutorial.
Allungate ora ogni porzione e disponete in ciascuno stampo prima le ali e poi il corpo. Coprite con la pellicola e lasciate lievitare a 26°-28° fino a quando l’impasto arriverà ad un dito dal bordo (le mie ci hanno messo 5 ore sempre perché non sono riuscita a mantenere costante la temperatura).
Accendete il forno a 165°, distribuite la glassa (che avrete tirato fuori dal frigo qualche ora prima) aiutandovi con una sacca da pasticcere munita di bocchetta piatta e stretta , aggiungete delle mandorle intere, della granella di zucchero e dello zucchero a velo.
Infornate (forno statico) per circa 50’. Se tendono a colorirsi troppo copritele con della stagnola. Dopo circa 40’ inserite la sonda.
Le colombe saranno cotte quando raggiungeranno al cuore la temperatura di 94°.
Tenete pronti due spiedi o due ferri da calza molto lunghi per ogni colomba. 
Una volta sfornate le colombe andranno infilzate alle due estremità e capovolte. Io appoggio le estremità dei ferri su delle sedie. 
Lasciatele raffreddare completamente a testa in giù poi ancora qualche ora all’aperto. Infine chiudetele nei sacchetti alimentari e cercate di resistere qualche giorno prima di assaggiarle perché danno il meglio di sé solo dopo 3-4 giorni.





giovedì 25 febbraio 2016

crespelle di riso

Non è certo ricetta da MTC (troppo semplice!) ma per me non c'era ricetta migliore per onorare la sfida n. 54 dell' MTC proposta da Eleonora e Michael che ha ad oggetto il miele.
E' una ricetta che avrei voluto e dovuto postare qualche mese fa quando, coinvolta da Valentina, una carissima amica e soprattutto grande cuoca, ho dato il mio piccolo contributo ad una bellissima iniziativa, "Tutti matti per il riso", una campagna svoltasi il 10 e 11 ottobre scorso in molte piazze italiane, organizzata per raccogliere fondi in favore della Fondazione Progetto Itaca che, da qualche anno, grazie all'attività svolta dalle varie sedi presenti sul territorio nazionale, offre aiuto e sostegno alle persone affette da disabilità mentali e un supporto concreto alle loro famiglie.
I due giorni passati a preparare crespelle e poi a venderle con Valentina, insieme agli ospiti della sede di Palermo sono stati una bellissima esperienza.
La ricetta era di Valentina che l'aveva postata sul suo blog qualche anno fa (il suo blog è bellissimo!!! Vale la pena andare a dare un'occhiata, anche se non lo aggiorna da un po'....) .
E' un dolce tipico della Sicilia orientale e la ricetta, della sua mamma, la trovate qui.
Noi, in quella occasione la avevamo modificata un po' e oggi, a distanza di mesi, non avendo preso appunti, ho fatto.... a sentimento!
Il risultato è stato strepitoso. Mi dispiace che le foto non rendano la bontà di questa goduria. Provatele e fatemi sapere!!



200 g di riso per risotti
300 ml di latte (io parzialmente scremato) 
un pizzico di sale
un cucchiaio colmo di zucchero
5 g di lievito di birra
2 cucchiai di farina 00
una stecca di cannella (5 cm)
buccia d'arancia grattugiata (io polvere di arancia home made)
miele di agrumi

Cuocete il riso in abbondante acqua leggermente salata per circa 12 minuti.
Scolatelo bene e rimettetelo in casseruola con 250 ml di latte, la cannella, la buccia d'arancia e lo zucchero. 
Cuocete a fuoco basso fino a quando il latte sarà del tutto assorbito, mescolando di tanto in tanto. Dovrà essere ben cotto e non troppo asciutto. Lasciatelo intiepidire in una ciotola.
Sciogliete il lievito nel latte che vi è rimasto (50 ml).
Eliminate la stecca di cannella e impastate bene il riso con la farina e il latte in cui avete sciolto il lievito. 
Dovrete ottenere un impasto morbido, leggermente appiccicoso.
Se troppo morbido aggiungete poca farina, se troppo asciutto un po' di latte.
Lasciate riposare un'ora e poi stendete il composto (in due volte) su un tagliere leggermente infarinato ad uno spessore di un dito.
Otterrete dei "mattoni" larghi circa 15 cm e lunghi 20.
Con l'aiuto di una spatola, staccate dei bastoncini spessi un po' meno di dito e fateli scivolare nell'olio bollente.
Friggeteli finchè avranno assunto un bel colore dorato scuro
Scaldate leggermente il miele per renderlo fluido e versatelo sulle crespelle.
Completate con la buccia del limone o arancia grattugiata.
Le crespelle saranno ancore più buone il giorno dopo, quando avranno assorbito tutto il miele e il profumo della buccia d'arancia.

Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio

mercoledì 23 settembre 2015

croissants sfogliati con crema di culatello e mela verde


I croissants sfogliati....burrosi al punto giusto, profumati, sfogliosi all'esterno, morbidi all'interno. Una vera goduria!! 
Era da tempo che non li preparavo, forse perché dopo i primi meravigliosi, sfogliosissimi croissants che mi erano riusciti grazie alla classica fortuna da principiante, avevo poi collezionato una serie di insuccessi che mi avevano fatto desistere dal prepararli di nuovo. 
Forse l'impasto lavorato troppo, il burro non adatto, il calore eccessivo in cucina....Chissà! Avevo detto basta! 
E invece eccomi di nuovo piacevolmente obbligata alla consueta sfida dell'MTC
Li faccio o non li faccio? All'MTC non si puo' dire di no.
Li ho fatti e rifatti perchè sono troppo buoni e la prima infornata è andata via prima che abbia avuto il tempo di pensare alla farcitura e quindi mi sono sacrificata ad impastare e sfogliare per la seconda volta (e già penso alle possibili varianti per la terza). 
Insomma grazie  Luisa Jane, la tua ricetta è fantastica, semplice, di sicura riuscita e la conserverò gelosamente!




Per 12 croissants:
400 g di farina W300-330 (io ho usato la farina sfoglia del molino Rossetto)
220 ml latte (io parzialmente scremato)
40 g burro ammorbidito a temperatura ambiente
30 g zucchero
4 g lievito di birra disidratato (quello in bustina per lievitati)
9 g sale
4 g aceto di vino bianco                                                                 200 g burro per sfogliatura (ottimo il burro bavarese che ha una consistenza ideale per la sfogliatura)
Per la mia versione salata aggiungete 4 baccelli di cardamomo

Setacciate la farina e mescolatela al lievito di birra (e i semi del cardamomo ridotti in polvere in un macinino oppure pestati col batticarne).
Aggiungete il burro, gli ingredienti liquidi e impastate a mano o in planetaria il tempo sufficiente ad amalgamare tutti gli ingredienti, non troppo a lungo perchè rischiereste di sviluppare la maglia glutinica, cosa che impedirebbe una corretta sfogliatura. L'impasto risulterebbe resistente, potrebbe strapparsi e non incamerare il burro.

Formate un quadrato e avvolgetelo nella pellicola alimentare. Lasciatelo riposare da 4 a 6 ore in frigorifero.  
Tirate fuori dal frigo il burro dieci minuti prima di cominciare la sfogliatura. 
Col mattarello stendete l'impasto sul ripiano leggermente infarinato in un rettangolo di circa 6 mm di spessore e il burro tra due fogli di carta forno. 
L'impasto dovrà avere una larghezza di poco superiore a quella del burro e una lunghezza di poco più del doppio.
Mettete il burro su una metà dell'impasto e ricopritelo con l'altra metà. Pressate leggermente col mattarello. 
Avvolgete l'impasto nella pellicola e mettete in frigo per mezz'ora.
Tirate fuori l'impasto, mettetelo sul piano leggermente infarinato con la chiusura alla vostra destra e col mattarello stendetelo delicatamente in un rettangolo lungo tre volte la sua larghezza. 
Fate attenzione quando stendete l'impasto, dovete cercare di non strapparlo per evitare che il burro fuoriesca. 
In effetti più che stendere dovreste pressare l'impasto col mattarello lungo tutta la sua lunghezza partendo dal centro verso la parte superiore e dal centro verso la parte inferiore. In questo modo il burro si distribuirà uniformemente.



Ripiegatelo in tre (a portafoglio) e riponetelo in frigo, avvolto nella pellicola per mezz'ora. Questo è il primo "giro"
Riprendete l'impasto e ripetete i "giri" altre due volte.
A questo punto (dopo l'ultimo riposo di mezz'ora) dividete l'impasto in due parti uguali e stendetele in due rettangoli spessi circa 3-4 mm, lunghi 30 cm e alti 18 cm.

Tagliate ogni rettangolo in sei triangoli isosceli con base di circa 10 cm.
Fate riposare i triangoli per 20′ in frigo prima della formatura.
Tirateli fuori dal frigo, tirate leggermente la punta e praticate un taglio di circa due cm in mezzo alla loro base.

Tirando i lembi verso l'esterno, arrotolate il triangolo senza stringere troppo. 
La punta dovrà rimanere sotto.
A questo punto lasciateli lievitare 2-3 ore. Appena saranno ben gonfi e di consistenza gelatinosa (non so come descriverla diversamente....) spennellateli con uovo ben battuto e infornateli in forno già caldo a 175° (nel mio forno) per 20'.

In alternativa potete congelarli su un vassoio rivestito con carta forno e una volta congelati trasferirli nei sacchetti appositi.
Dovrete poi tirarli fuori dal congelatore e aspettare che scongelino e lievitino. Ci vorranno circa 6 ore.




Io l'ho farcito con una crema di robiola (50 g), frullata con del culatello (30 g) e fettine di mela smith (4 fettine)




Buon compleanno MTC!!

martedì 7 ottobre 2014

Dovevano essere ciambelle di zucca.......

Queste sono le meravigliose ciambelle  sfincette alla zucca che ho assaggiato la scorsa primavera a Valencia.
Dovevano essere ciambelle ma nonostante io sia tornata due giorni di seguito ad osservare la signora che le preparava (e che gentilmente mi ha dato la ricetta), non sono riuscita a fare il buco in un impasto così morbido.
E così ho preso il cucchiaino e le ho trasformate in palline. 
In compenso posso dire (e i familiari confermano) che le mie erano decisamente più buone!! =)




400 g di farina 0
200 g di zucca cotta al vapore (cruda circa 300 g)
10 g di lievito di birra
200 ml di acqua (circa)
10 g di lievito di birra
1 cucchiaino da tè di sale
3 cucchiaino da tè di zucchero

Cuocete la zucca tagliata a pezzi al vapore. Frullatela con il frullatore ad immersione. Setacciate la farina. Cominciate ad impastare 200 g di farina con 100 di acqua in cui avrete sciolto il lievito.
Continuate ad impastare aggiungendo poco alla volta la polpa di zucca (alla quale avrete mescolato sale e zucchero), la farina e l'acqua alternandoli. Alla fine otterrete una pastella densa ma abbastanza elastica. 
Lasciatela lievitare un'ora e mezza.
Mettete a scaldare dell'olio di semi e friggete la pastella (con l'aiuto di un cucchiaino da tè).
Fate scolare le sfincette su carta assorbente e poi  passatele nello zucchero semolato


  • La quantità di acqua può variare in base al potere di assorbimento della farina e alla quantità di acqua presente nella zucca. Aggiungetela dunque poco alla volta e terminate con la farina.
  • La temperatura della frittura è molto importante (come in tutte le fritture). L'olio dovrà essere abbastanza caldo da evitare che l'impasto assorba l'olio, ma non troppo da colorire subito la superficie prima che siano ben cotte dentro.
  • L'impasto dovrà essere sempre ben incordato, quindi si molto morbido ma sempre elastico.
Queste le ciambelline originarie (ci riproverò.....)

martedì 13 maggio 2014

babà ai frutti tropicali con sciroppo speziato alle bucce d'ananas e ibiscus canditi

Il mese scorso non ho partecipato alla sfida e questo mese, per farmi perdonare, pubblico nel primo giorno utile.
La base della ricetta è quella della vincitrice della sfida di Aprile, Antonietta, che ci ha lasciato liberi di reinterpretarla nella bagna e nella crema di accompagnamento.
Ho arricchito l'impasto con della profumatissima frutta disidratata appena comprata al mercato di Valencia.
Per la bagna ho scelto uno sciroppo delicatamente speziato che avevo già preparato utilizzando le bucce dell'ananas (un modo magnifico di riciclarle).
Semplice panna montata leggermente zuccherata come accompagnamento e strepitosi ibiscus canditi (stessa provenienza della frutta) come golosa decorazione.


Per uno stampo scanalato a ciambella delle seguenti misure: altezza 9 cm, diametro inferiore 13 cm e diametro superiore 22 cm.

Trascrivo di seguito la ricetta di Antonella con le mie annotazioni tra parentesi.



Per l'impasto:
300 g di farina bio tipo 0 Manitoba (io una w 400 )
3 uova cat a grandi
100 g di burro
100 g di latte
25 g di zucchero
10 g di lievito di birra 
½ cucchiaino di sale fino

100 g di frutta candita mista (ananas, fragole, mango, melone)



Lievitino
Sciogliere il lievito di birra con 50 g di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastarli con 70 g di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. 
Lasciar lievitare fino al raddoppio, coprendo la ciotola con un telo umido (io pellicola trasparente).


Primo impasto

Versare nella ciotola il resto della farina (230 g), fare la fontana, versarci il lievitino e le tre uova. 
Impastare schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po', man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle; poi impastare energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti. 
Coprire e lasciar lievitare per 80/90 minuti e comunque fino al raddoppio 
(io ho impastato in planetaria con la foglia rispettando il procedimento).

Secondo impasto

In una ciotolina lavorare il burro a pomata, impastandolo con il restante zucchero (20 g) e il sale. Aggiungerlo al primo impasto  una cucchiaiata alla volta facendo  assorbire bene  prima di aggiungere  la successiva. Lavorare per 5 minuti nella ciotola, poi ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e iniziare a lavorare energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti. 
Qui bisogna avere tenacia e resistenza perché questa è quella fase in cui è possibile ottenere un babà spugnoso e morbido, capace di assorbire e trattenere la bagna.  Quando inizierà a staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto.

(anche in questa fase ho lavorato con la foglia in planetaria e, quando l'impasto era pronto, lucido e che si staccava dalle pareti, ho incorporato la frutta candita, leggermente scaldata al microonde, col gancio a bassissima velocità).

Per poterlo sistemare agevolmente nello stampo preventivamente imburrato, staccare dalla massa dei pezzi di pasta schiacciandoli con pollice e indice, come volessimo strozzarli, ottenendo così 6 palline.


(io, avendo impastato in planetaria ho imburrato bene le mani per potere prelevare e maneggiare l'impasto agevolmente)

Una volta completato il giro, con l’indice  sigillare gli spazi tra una pallina e l’altra, coprire con un telo umido (io pellicola trasparente) e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa per 2 ore (al mio è bastata un'ora e un quarto), fino a triplicare di volume.
Accendere il forno  a 220°, raggiunta la temperatura infornare, abbassare a 200° e cuocere per 25 minuti.
Dopo circa 10 minuti di cottura coprire con un foglio di alluminio, per evitare che la superficie scurisca (io l'ho cotto a 200° poi ridotti a 175° perchè il mio forno è particolarmente aggressivo) .
A cottura ultimata lasciar intiepidire per 15 minuti e capovolgere il babà possibilmente in una ciotola larga e bassa. 

Per la bagna

1 l di acqua
la buccia e il gambo di un ananas
il succo di un limone
un bastoncino di cannella (5-6 cm)
1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
1 chiodo di garofano
1/2 cucchiaino di noce moscata
200 g di zucchero di canna

Mettete tutti gli ingredienti in un pentolino e lasciate sobbollire per 10' circa. Tenetene da parte un bicchiere (200 ml) e col resto, ancora caldo irrorate il babà poco alla volta ogni 15' fino a quando il babà non rilascerà più sciroppo. 

Per lucidare il babà:
stemperate un cucchiaino da tè di pectina nello sciroppo freddo e poi ponete sul fuoco e lasciate bollire per tre minuti. Lasciare intiepidire e con un pennello spennellare tutta la superficie del babà.

Per la decorazione:
500 ml di panna liquida
1 cucchiaio di zucchero a velo
Montate la panna ben fredda con lo zucchero a velo.

Decorate il babà con una poche à douille e completate con ibiscus canditi.




Con questa ricetta partecipo all'MTC di maggio!!