martedì 15 marzo 2016

Identità Golose 2016

Un giorno non basta!!
Pronte!!
Troppo difficile scegliere un solo giorno tra i tre pieni zeppi di presentazioni, eventi, chef pluristellati, cooking show....  Si puo' solo tirare a sorte. E così è stato!
Con la "collega" e carissima amica Fina (l'avvocato nel fornetto) partiamo per la nostra seconda volta a Identità Golose.

Il tema di quest'anno: la forza della Libertà.
Antonio Cappadonia
Domenica mattina, arriviamo puntualissime per non perdere il primo appuntamento col nostro conterraneo Antonio Cappadonia grande maestro gelatiere di Cerda.
Bellissimo il video con cui ci ha mostrato la neviera ancora esistente sulle Madonie e l'antica lavorazione del gelato con ghiaccio e sale.
La grande passione per il suo lavoro lo spinge a cercare le materie prime migliori, in continuo e stretto rapporto con i produttori,  nel rispetto della stagionalità e del territorio  a cui è profondamente legato.
Si definisce un "camurruso" termine che solo noi siciliani possiamo capire appieno e che significa preciso, esigente, un rompiscatole per dirla in breve. 
Talmente camurruso da imporre ai suoi fornitori di caffè, la scelta di determinate miscele, che provengano da zone precise, la tipologia dei legni da utilizzare per la tostatura, per fare solo un esempio.
granita di caffè con panna
Talmente esigente,  con se stesso, da avere chiuso temporaneamente la sua attività per dedicarsi alla ricerca per raggiungere livelli di qualità sempre più alti. 
Fantastica la sua granita al caffè con panna accompagnata dalla classica brioche siciliana.
Da Identità di gelato passo ad Identità naturali
avena risottata
Lo confesso, è stata la mia preferita l'anno scorso e anche quest'anno, la maggior parte degli interventi che avevo evidenziato nel programma facevano parte di questa sezione. 
Fabrizio Mantovani e la sua crostatina di farro
Lo chef faentino Fabrizio Mantovani esprime se stesso su vari terreni: il Bistrò Mezzadose, il Ristorante Gastronomico e il Fmarket, un concept che racchiude in sè un mercato, una caffetteria e una chicchetteria.
Mi ha conquistato con la sua avena risottata e una strepitosa crostatina di farro con crema di carota e quinoa croccante.

Miguel de la Cruz
Facciamo un salto in Spagna con Miguel de la Cruz e la sua cucina di prossimità. 
Il suo ristorante, la Botica de Matapozuelos, a conduzione familiare, ha una cucina che si basa sui prodotti offerti dal territorio circostante. 
la pigna di Miguel de la Cruz
Il bosco, con le sue erbe spontanee, gli aromi, le radici e i funghi, è fonte inesauribile di ispirazione e, con la sua rigida stagionalità lo stimola a creare piatti sempre nuovi. 
Dalle meravigliose fotografie che ci ha mostrato emerge chiaramente la grande conoscenza che ha delle erbe spontanee, lo studio che c'è dietro la creazione del piatto, la cura dei particolari nell'impiattamento.  
Mi ha colpito in particolare l'uso che fa della pigna verde, sia del succo che della componente resinosa, dalle note balsamiche. 

sorbetto all'olio d'oliva
Torno di corsa ad Identità di gelato dove Moreno Cedroni ci stupisce con una serie di sorbetti/gelati adatti a tutte le portate. 
Il margarita, per cominciare il pasto, il sorbetto alla cipolla da abbinare ad una frittura di pesce, quello all'olio d'oliva molto versatile e che qui ci serve con del tonno crudo (non ci sono parole per esprimerne la bontà) e la nota dolce del topinambur come chiusura.
Pausa pranzo con giro tra gli stand degli espositori dove rimango
incantata dalla presentazione del nuovo abbattitore domestico della Coldline.
Un vero e proprio coup de foudre! 
Ha tante di quelle funzioni che averlo in cucina sarebbe una svolta!
Torno allo stand della Comatech che avevo già adocchiato l'anno scorso perchè hanno una varietà tale di prodotti per il finger food e per il cibo da asporto che per una come me, patita di miniaturizzazione, è assolutamente imperdibile!
E poi via a fare il tifo per Sara che con la sua pasta ripiena ai sapori peruviani partecipa ad una sfida organizzata dal Molino Quaglia, di cui ho avuto modo di apprezzare le farine in varie occasioni.
Qualche assaggio qua e là, raccolgo brochures e depliants interessanti, giro per gli stands in cerca di prodotti interessanti e incontro amici che non vedo da tempo.
La macchina organizzativa, sempre perfetta, riesce a gestire la quantità impressionante di gente presente, tra chef che cucinano per centinaia di persone e i visitatori che senza sosta girano, mangiano, bevono e assistono agli incontri nelle varie sale.
Si torna ad Identità naturali per l'incontro con Simone Salvini che
con grande simpatia ed autoironia apre il suo intervento scherzando sulla sua parodia di Crozza in Tv.
Di Salvini mi incanta il grande rispetto che ha nel trattare le materie prime, l'attenzione per la salute, la profonda conoscenza della chimica dei cibi cosa che gli permette di creare consistenze perfette.
meringhe vegane con crema di manioca
nuvole con perle di manioca
Esempio ne sono le deliziose meringhette vegane, preparate con l'acqua di cottura dei cannellini o le perle di manioca su "nuvole" di  farina di riso e di manioca.
ricchezza e nobiltà
Un salto in auditorium dove è la volta dello chef Matias Perdomo, uruguyano di nascita e milanese di adozione che, dopo avere lasciato il Pont de ferr che con lui aveva conquistato una stella, ci presenta la sua nuova sfida, il Contraste, un ristorante libero dagli schemi della ristorazione tradizionale dove la tavola è nuda,  il responsabile di sala è un po' psicologo e il menu viene creato per il cliente quasi fosse un vestito su misura.
Suo il piatto "ricchezza e nobiltà", monete di gelatina di maialino sciolte al tavolo con brodo caldo, vincitore del premio "piatto dell'anno" .
la finta mozzarella
Rimbalzo ad Identità di formaggio dove mi riprometto di non assaggiare più nulla perchè se no esplodo ma ahimè trovo gli chef Francesco Apreda e Dario Nuti, rispettivamente executive chef e pasticcere del ristorante Imago dell'hotel Hassler di Roma, che ci "propongono il formaggio come ponte tra la parte salata del pasto e quella finale del dolce"  e mi fanno crollare davanti alla loro "finta mozzarella", una sfera di gelato al cioccolato bianco immersa nel siero di bufala e servito con una granita di frutti rossi (e dire che a me il cioccolato bianco neppure piace...)
Inutile dire che una visita all'Imàgo, è già stata inserita nella mia lista dei desideri.
Concludo in bellezza la giornata con due chef della mia terra, 
patata con canestrato e acciuga di Beppe Barone

Peppe Barone di Modica e Antonio Colombo di Chiaramonte Gulfi che ci danno anche loro un'interpretazione del tutto nuova di alcuni dei formaggi più apprezzati della nostra terra come il ragusano e il canestrato, realizzando dei piatti sorprendenti come il dessert realizzato dallo chef Colombo che, rielaborando il cibo tradizionale dei contadini, pane, fave e formaggio, crea un dessert innovativo, delicato e raffinato con la pate à choux modellata e colorata in modo tale da

la "merenda del contadino" di Antonio Colombo
sembrare baccelli di fava, una leggera pasticcera, preparata con con ragusano in infusione, un biscotto all'olio d'oliva e pistacchi, favette e scaglie di ragusano.
Ci può essere conclusione migliore?

Vi lascio una carrellata di foto e vi do appuntamento al prossimo anno.



















































venerdì 11 marzo 2016

zuppa di calamari piccanti con spaghetti di patate viola

Le mie adorate zuppe, calde, profumate e colorate. Oggi un classico: calamari e patate!




Per due persone:
300 g di calamari 
2 patate viola
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino piccante
olio e.v.o.
10 pomodorini pachino
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
prezzemolo

In una casseruola olio, aglio e peperoncino tritati finemente, i pomodorini spellati, tagliati a metà, privati dei semi e ridotti in concassé.
Aggiungete il concentrato di pomodoro e due bicchieri d'acqua. Lasciate cuocere per cinque minuti poi aggiungete i calamari.
Lasciate cuocere mezz'ora poi aggiungete le patate ridotte in spaghetti.
Cuocete per 3' con coperchio, salate e servite con una spolverata di prezzemolo finemente tritato.

mercoledì 9 marzo 2016

cous cous speziato con maiale all'arancia

Quando ho visto i quattro profili del concorso NeffYourSoul non ho avuto alcun dubbio su quale scegliere: animo creativo! 
Creare con quello che ho in frigo e in dispensa stimola la mia fantasia e mi aiuta ad utilizzare quello che c'è.
Poi ho visto gli ingredienti scelti da Ornella:
couscous, zenzero, cannella arancia,olio extra vergine. 
Senza dubbio tra i miei ingredienti preferiti, quelli che non mancano mai a casa e che ti permettono di risolvere un pranzo all'ultimo momento. 



per due persone:
160 g di cous cous
2 cucchiai di olio e.v.o.
un pezzetto di cannella (2 g)
un pezzetto di zenzero (5 g )
160 ml di acqua bollente
un piccolo peperoncino
uno scalogno
sale
180 g di lonza di maiale in fette sottili
un cucchiaio di farina 00
un' arancia
prezzemolo

Mettete il cous cous in una ciotola, bagnatelo con un cucchiaio di olio e conditelo con una presa di sale, la cannella e lo zenzero grattugiato. 
Mescolate bene (io lo strofino con le dita in modo da ungere bene tutti i chicchi. Questo servirà a tenerli ben sgranati tra di loro). 
Versate l'acqua bollente sul cous cous. Coprite e dopo qualche minuto sgranate bene con una forchetta. 
Tagliate il maiale in striscioline sottili e infarinatele, eliminando la farina in eccesso. 
Spremete mezza arancia, pelate a vivo l'altra metà e riducetela in cubetti. 
Tritate lo scalogno e il peperoncino e lasciateli a stufare in padella con un cucchiaio di olio. 
Aggiungete la carne, fatela rosolare due minuti a fuoco vivace e poi bagnatela con il succo di arancia. Salate e lasciate stringere sul fuoco un minuto. Servite il cous cous con il maiale e poco prezzemolo tritato.



giovedì 25 febbraio 2016

crespelle di riso

Non è certo ricetta da MTC (troppo semplice!) ma per me non c'era ricetta migliore per onorare la sfida n. 54 dell' MTC proposta da Eleonora e Michael che ha ad oggetto il miele.
E' una ricetta che avrei voluto e dovuto postare qualche mese fa quando, coinvolta da Valentina, una carissima amica e soprattutto grande cuoca, ho dato il mio piccolo contributo ad una bellissima iniziativa, "Tutti matti per il riso", una campagna svoltasi il 10 e 11 ottobre scorso in molte piazze italiane, organizzata per raccogliere fondi in favore della Fondazione Progetto Itaca che, da qualche anno, grazie all'attività svolta dalle varie sedi presenti sul territorio nazionale, offre aiuto e sostegno alle persone affette da disabilità mentali e un supporto concreto alle loro famiglie.
I due giorni passati a preparare crespelle e poi a venderle con Valentina, insieme agli ospiti della sede di Palermo sono stati una bellissima esperienza.
La ricetta era di Valentina che l'aveva postata sul suo blog qualche anno fa (il suo blog è bellissimo!!! Vale la pena andare a dare un'occhiata, anche se non lo aggiorna da un po'....) .
E' un dolce tipico della Sicilia orientale e la ricetta, della sua mamma, la trovate qui.
Noi, in quella occasione la avevamo modificata un po' e oggi, a distanza di mesi, non avendo preso appunti, ho fatto.... a sentimento!
Il risultato è stato strepitoso. Mi dispiace che le foto non rendano la bontà di questa goduria. Provatele e fatemi sapere!!



200 g di riso per risotti
300 ml di latte (io parzialmente scremato) 
un pizzico di sale
un cucchiaio colmo di zucchero
5 g di lievito di birra
2 cucchiai di farina 00
una stecca di cannella (5 cm)
buccia d'arancia grattugiata (io polvere di arancia home made)
miele di agrumi

Cuocete il riso in abbondante acqua leggermente salata per circa 12 minuti.
Scolatelo bene e rimettetelo in casseruola con 250 ml di latte, la cannella, la buccia d'arancia e lo zucchero. 
Cuocete a fuoco basso fino a quando il latte sarà del tutto assorbito, mescolando di tanto in tanto. Dovrà essere ben cotto e non troppo asciutto. Lasciatelo intiepidire in una ciotola.
Sciogliete il lievito nel latte che vi è rimasto (50 ml).
Eliminate la stecca di cannella e impastate bene il riso con la farina e il latte in cui avete sciolto il lievito. 
Dovrete ottenere un impasto morbido, leggermente appiccicoso.
Se troppo morbido aggiungete poca farina, se troppo asciutto un po' di latte.
Lasciate riposare un'ora e poi stendete il composto (in due volte) su un tagliere leggermente infarinato ad uno spessore di un dito.
Otterrete dei "mattoni" larghi circa 15 cm e lunghi 20.
Con l'aiuto di una spatola, staccate dei bastoncini spessi un po' meno di dito e fateli scivolare nell'olio bollente.
Friggeteli finchè avranno assunto un bel colore dorato scuro
Scaldate leggermente il miele per renderlo fluido e versatelo sulle crespelle.
Completate con la buccia del limone o arancia grattugiata.
Le crespelle saranno ancore più buone il giorno dopo, quando avranno assorbito tutto il miele e il profumo della buccia d'arancia.

Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio

martedì 9 febbraio 2016

formaggio fritto

Niente dolci fritti quest'anno. Ero poco ispirata. Ma perchè far passare inosservato questo martedì grasso? 
Niente dolci allora ma un fritto goloso che fa parte della tradizione culinaria della mia famiglia, uno di quei sapori che ti portano in un secondo a casa della mamma.
Formaggio, acciuga e una leggera pastella lievitata!




200 g di primo sale tagliato a cubi di circa 3 cm
una decina di acciughe sott'olio
250 g di farina 00
10 g di lievito di birra
sale
olio per friggere (semi di arachide)

In una ciotola setacciate la farina, sbriciolate il lievito e iniziate a versare l'acqua, poca alla volta, sciogliendo bene il lievito sotto le dita.
Impastate battendo bene la pastella dentro la ciotola e aggiungendo acqua fino a quando otterrete un composto molto morbido, filante. Ci vorranno circa 250 g di acqua.
Verso la fine aggiungete una presa di sale.
Lasciate lievitare in luogo tiepido coprendo la ciotola con la pellicola alimentare.
Nel frattempo praticate un taglio al centro di ogni cubo in modo da formare una piccola tasca nella quale inserirete mezza acciuga.


Quando la pastella sarà ben lievitata (dovrà avere raddoppiato il volume e sarà piene di bollicine in superficie), mettete a scaldare l'olio per la frittura e con una pinza o due forchette, prelevate un cubo di formaggio alla volta e immergetelo nella pastella, ricoprendo tutti i lati.


Friggete i cubi di formaggio nel'olio, girandoli di tanto in tanto.
Quando saranno ben dorati tirateli fuori e trasferiteli su carta assorbente.

Serviteli ancora caldi accompagnati da un' insalatina mista.



mercoledì 3 febbraio 2016

zuppa di piselli e calamari

Calde, colorate, le zuppe mi mettono di buon umore e sono un'ottima alternativa al classico piatto di pasta.
Oggi piselli e calamari!!



Per due persone:
150 g di patata già sbucciata
250 g di pisellini freschi già sgranati o surgelati
30 g di cipolla
un cucchiaio di brodo granulare home made 
olio e.v.o.
2 spicchi d'aglio
un pezzetto di peperoncino
un piccolo calamaro (150 g già pulito)
origano fresco

Tritate la cipolla e affettate la patata molto sottile.
In una pentola rosolate patate e cipolla con due cucchiai di olio. Aggiungete i pisellini, il brodo granulare e 400 ml di acqua. 
Coprite e cuocete a fuoco basso per 15'.
Incidete il calamaro per la lunghezza, apritelo e affettatelo molto sottile.
In una padella fate scaldare un cucchiaio di olio con l'aglio in camicia schiacciato e il peperoncino tritato.
Aggiungete il calamaro, fatelo saltare a fuoco vivo per un paio di minuti (non di più!), salate.
Frullate la zuppa di piselli e patate con un frullatore ad immersione. se necessario regolate il sale.
Distribuite in due ciotole e completate con il calamaro e le foglioline di origano fresco.

domenica 17 gennaio 2016

pasta e patate

My confort food!! 
Cosa c'è di meglio di un bel piatto di pasta e patate in una gelida domenica di gennaio? 




per due persone:

140 g di pasta corta (io conchigliette)
2 patate medie
1 scalogno
2 fettine di lardo
un rametto di rosmarino
1 cucchiaio colmo di brodo granulare (io home made, ricetta qui)
pepe nero
olio e.v.o.
prezzemolo

Tritate finemente scalogno e gli aghi di rosmarino, tagliate il lardo a dadini.
In una casseruola versate due cucchiai di olio, lasciatelo scaldare poi aggiungete il rosmarino, lo scalogno e il lardo, le patate tagliate a cubetti e la pasta. 
Lasciate insaporire un minuto poi aggiungete il brodo granulare e coprite a filo con acqua calda.
Mescolate e coprite. Cuocete a fuoco basso fino a completa cottura della pasta. Se necessario aggiungete poca acqua calda.
Ogni tanto mescolate.
Alla fine aggiungete poco prezzemolo tritato, pepe nero e un filo di olio a crudo.




giovedì 14 gennaio 2016

zuppa di porri e asparagi con caprino e polvere di agrumi

Latito da più di un mese e non ho giustificazioni se non quella di essermi lasciata coccolare dall'atmosfera festaiola del mio compleanno (e che compleanno!!) e del Natale, sereno, semplice, passato in famiglia e con gli amici più cari.
E più passa il tempo e più difficile è riprendere la vita quotidiana anche se per le cose più piacevoli come dedicarsi al blog.
Quindi.... rieccomi con una zuppa in occasione dell'MTC di gennaio per la sfida lanciata da Vittoria
Pochi ingredienti e una semplice preparazione con l'aggiunta di un paio di ingredienti che hanno fatto ingresso nella mia cucina da qualche settimana, il brodo granulare home made e la polvere di agrumi.
Sono stati i primi esperimenti con un meraviglioso regalo ricevuto per il compleanno: l'essiccatore.
E' un "giocattolino" fantastico che si presta ad infinite preparazioni. Per ora mi sono limitata ad essiccare mele, kiwi, ananas, (ottimo snack) a preparare il brodo vegetale e la polvere di arance, mandarini e limoni che poi uso da soli, per aromatizzare sale e zucchero o da usare per gli infusi (mentre scrivo sto essiccando anche dello zenzero).


Per due persone:
un porro
un mazzo di asparagi (circa 10)
2 cucchiai di brodo granulare
50 g di formaggio caprino fresco
due cucchiaini di polvere di agrumi
olio e.v.o.

Per il brodo granulare:
2 zucchine
3 carote
2 piccole cipolle
le foglie di tre gambi di sedano
5 funghi champignon

Essiccate al forno o all'essiccatore tutte le verdure affettate molto sottili ad una temperatura massima di 50°. 
A seconda dello spessore delle verdure e della quantità d'acqua da esse contenuta, ci vorranno da 12 a 18 ore. Alcune si essiccheranno prima, come le carote, altre ci metteranno un po' più di tempo.
Una volta essiccate pesatele e frullatele con la metà del loro peso di sale grosso. Conservatelo in un barattolo di vetro ben chiuso.

Per la polvere di agrumi:
Bucce di arance e mandarini non trattati e privati per quanto possibile della parte bianca,
Affettatele sottili e lasciatele essiccare come per le verdure. 
Ci metteranno circa 5-6 ore.
Frullatele e conservatele in un barattolo ben chiuso.


Lavate il porro, eliminate le foglie esterne e affettatelo sottilmente.
Sciacquate gli asparagi e piegateli fino a quando si spezzeranno, Conservate la parte più dura per altre preparazioni.
Riducete gli asparagi in rondelle alte un centimetro e tenete da parte le punte.
In una casseruola versate 2 cucchiai di olio, scaldatelo, aggiungete porri e asparagi, lasciate rosolare un paio di minuti poi aggiungete il brodo granulare e coprite a filo con acqua calda.
Cuocete per circa 15 minuti, il porro dovrà essere morbido e gli asparagi ancora sodi.
Affettate per la lunghezza le punte degli asparagi che avete tenuto da parte e aggiungetele alla zuppa.
Completate con il caprino a "fiocchetti" e la polvere di agrumi.

Con questa ricetta partecipo all'MTC di gennaio