Adoro le crepes!! Calde, fredde, dolci, salate. Ricordo ancora il sapore delle prime crepes suzette mangiate alla Fiera del Mediterraneo, quelle salate, stracondite, bechamellose della prima creperie aperta a Porticello (i Palermitani della mia età se le ricorderanno bene), di quelle chocolat et noix de coco mangiate per strada a Parigi.....Ho già postato una versione fresca e dietetica QUI e una glutenfree QUI. Oggi ve le propongo con i carciofi.
Per 5 crepe da 30cm di diametro:
200 gr. di farina 00
200 ml. di latte
200 ml. di acqua
2 uova battute
40 gr. di burro fuso
due prese di sale
Mescolare bene tutti gli ingredienti e lasciare riposare un'ora.
Versare il composto in una padella antiaderente, col bordo basso, leggermente unta di burro e cuocere le crepes un paio di minuti per lato.
Per il ripieno:
500 gr. di ricotta di pecora
250 gr. di mozzarella di bufala
3 carciofi
1 piccola cipolla dorata
un mazzetto di prezzemolo
parmigiano grattugiato
sale e pepe
Pulire i carciofi e tagliarli a fettine sottili. Tritare la cipolla e rosolarla in olio d'oliva. Aggiungere i carciofi e cuocere aggiungendo un po' d'acqua (o brodo). Salare, pepare e cospargere col prezzemolo tritato. Lasciare raffreddare e amalgamare alla ricotta, alla bufala tritata al coltello e a due cucchiai di parmigiano grattugiato.
Mettere il ripieno al centro delle crepes, arrotolarle e tagliarle in tronchetti (da ciascuna ne vengono 6-7).
Disporre i tronchetti (in piedi) in una pirofila imburrata, cospargere con parmigiano grattugiato e completare con fiocchetti di burro. In forno a 200° per 15'-20'.
sabato 10 marzo 2012
giovedì 8 marzo 2012
danish di finta sfoglia con ricotta e porri
La pasta sfoglia l'ho fatta qualche volta tanti anni fa, col burro e anche con la margarina sfoglia ma devo essere sincera, nonostante l'ottimo risultato e la soddisfazione di fare la sfoglia a casa, è una di quelle cose che compro già pronta, perchè è decisamente più pratica. Da quando ho scoperto però la finta sfoglia di Adriano, ogni occasione è buona per prepararla. E' facilissima, buonissima, sfoglia che è una meraviglia, per niente burrosa e si adatta a qualunque tipo di preparazione. Non richiede particolare abilità nella preparazione quindi ve la consiglio vivamente. Per la ricetta vi rinvio QUI al blog di Adriano.
Questa volta ho preparato delle danish con ricotta (di pecora) lavorata con sale, pepe, pecorino grattugiato e i porri semplicemente stufati in olio d'oliva.
Per spiegarvi la formatura , visto che non sempre riesco a fotografare passo passo tutti gli step della preparazione e per il vetebrod la pasta di zucchero ha funzionato alla grande (almeno spero...) farò lo stesso con le danish. Eccovi la sequenza:
Spero si capisca.... Guardate come sfoglia bene:
E' spettacolare. Provatela e fatemi sapere cosa ne pensate!
Questa volta ho preparato delle danish con ricotta (di pecora) lavorata con sale, pepe, pecorino grattugiato e i porri semplicemente stufati in olio d'oliva.
Per spiegarvi la formatura , visto che non sempre riesco a fotografare passo passo tutti gli step della preparazione e per il vetebrod la pasta di zucchero ha funzionato alla grande (almeno spero...) farò lo stesso con le danish. Eccovi la sequenza:
Spero si capisca.... Guardate come sfoglia bene:
E' spettacolare. Provatela e fatemi sapere cosa ne pensate!
martedì 6 marzo 2012
pancakes alle zucchine e ricotta salata
Ispirata da una ricetta letta sull'ultimo Sale e Pepe (perchè, nonostante le centinaia di riviste che ho in casa, una o due volte l'anno, non resisto e ne compro una per il puro piacere di sfogliare pagine...nuove), ieri ho preparato questi deliziosi pancakes salati, velocissimi, leggeri, gustosi. E' un'idea carina per un contorno diverso oppure piatto unico (dipende quanti ne mangiate!)
500 gr. di zucchine genovesi
2 uova
150 gr. di farina 00
un cucchiaino di lievito per torte salate
100 ml di latte
100 gr. di ricotta salata a scaglie (o altro formaggio gustoso stagionato)
Servire tiepidi con una spolverata di formaggio a scaglie. Si possono preparare anche con qualche ora in anticipo e scaldare all'ultimo momento.
500 gr. di zucchine genovesi
2 uova
150 gr. di farina 00
un cucchiaino di lievito per torte salate
100 ml di latte
100 gr. di ricotta salata a scaglie (o altro formaggio gustoso stagionato)
sale e pepe
maggiorana fresca
Grattugiare le zucchine, salarle e lasciarle spurgare mezz'ora. Strizzarle bene e mescolarle a tutti gli altri ingredienti. Versare a cucchiaiate in una padella antiaderente e cuocere a fuoco basso col coperchio. Appena si forma una crosticina dorata (due - tre minuti) girare i pancakes e completare la cottura (sempre col coperchio).maggiorana fresca
Servire tiepidi con una spolverata di formaggio a scaglie. Si possono preparare anche con qualche ora in anticipo e scaldare all'ultimo momento.
lunedì 5 marzo 2012
"strudel" di patate e spinaci
Un pomeriggio veramente produttivo quello di sabato scorso. Nessun impegno particolare, uomini alla partita, figlia con le amiche. Non essendo capace di oziare mi sono dedicata alla cucina (che novità!)
La chiffon cake postata ieri, che non facevo da anni e di cui mi era venuta voglia (ho pensato alla prima colazione della domenica...), i tortini al cioccolato (che se mio figlio non li trova in congelatore mi uccide....) e magari qualcosa da mangiare per cena perché non si vive di soli dolci (almeno io)!
A casa avevo tutti gli ingredienti per questo piatto (a cui pensavo da tempo) e così ho deciso di prepararlo.
La chiffon cake postata ieri, che non facevo da anni e di cui mi era venuta voglia (ho pensato alla prima colazione della domenica...), i tortini al cioccolato (che se mio figlio non li trova in congelatore mi uccide....) e magari qualcosa da mangiare per cena perché non si vive di soli dolci (almeno io)!
A casa avevo tutti gli ingredienti per questo piatto (a cui pensavo da tempo) e così ho deciso di prepararlo.
Per 6 persone:
1 kg. di patate vecchie
250 gr. di farina di semola di rimacinato
2 uova
1 kg di spinaci (già mondati)
burro
noce moscata
parmigiano grattugiato
Cuocere le patate in abbondate acqua salata (sceglietela della stessa dimensione così cuoceranno tutte allo stesso tempo).
Pelatele e ancora calde passatele allo schiacciapatate. Aggiungete, se necessario, un po' di sale. Impastate con la farina e le uova fino ad avere un composto compatto. Questa volta ho messo tutto nella planetaria e ho impastato con la foglia ma sul piano di marmo è un attimo.
Cuocere gli spinaci con pochissima acqua salata, scolarli bene, tritarli e passarli in padella con 50 gr. di burro. Profumare con una grattata di noce moscata.
Su un canovaccio da cucina ben infarinato stendere la metà del composto a mezzo cm. (io ne ho fatto uno solo ed è venuto 35 cm per 25 circa (mi sono regolata con la lunghezza della mia pentola ovale), riempirlo con metà degli spinaci, cospargere con un paio di cucchiai di parmigiano e arrotolarlo e dentro al canovaccio. Chiudere le estremità a caramella con lo spago da cucina. Ripetere l'operazione col resto dell'impasto e degli spinaci. Immergere il rotolo nell'acqua in leggera ebollizione salata.
Cuocere per 15'. Tirare fuori dalla pentola e lasciare raffreddare prima di aprire il canovaccio e tagliare a fette spesse 1 cm.
Imburrare una pirofila e disporre le fette leggermente accavallate. Irrorare col burro fuso (100 gr. basteranno) insieme alla salvia fresca tritata e cospargere con parmigiano grattugiato. Gratinare in forno 15' a 200°, negli ultimi 5' accendere il grill.
Se lo volete più ricco potete aggiungere al ripieno del prosciutto cotto a fette sottili e del formaggio morbido tritato (che fonderà in cottura).
Cuocere per 15'. Tirare fuori dalla pentola e lasciare raffreddare prima di aprire il canovaccio e tagliare a fette spesse 1 cm.
Imburrare una pirofila e disporre le fette leggermente accavallate. Irrorare col burro fuso (100 gr. basteranno) insieme alla salvia fresca tritata e cospargere con parmigiano grattugiato. Gratinare in forno 15' a 200°, negli ultimi 5' accendere il grill.
Se lo volete più ricco potete aggiungere al ripieno del prosciutto cotto a fette sottili e del formaggio morbido tritato (che fonderà in cottura).
domenica 4 marzo 2012
chiffon cake speziata (la "sofficiosa di Ale")
Per anni preparata nelle più svariate versioni, richiestissima dai miei più cari amici che la conoscevano come "la sofficiosa di Ale", ve la offro nella versione speziata, così come tanti anni fa mi fu data (in cups e spoon da me tradotti in grammi e millilitri). Allora mi fecero promettere che non l'avrei data a nessuno. Non capii il motivo di tale richiesta, considerato che già allora la ricetta (praticamente la stessa, a parte le spezie) si trovava su internet.... Comunque, la promessa la mantenni e ora, che di anni ne sono passati tanti e il "reato di violazione di promessa" è caduto in prescrizione....buona sofficiosa a tutti!!
270 gr. di farina 00
270 gr. dizucchero
2 cucchiaini da tè lievito
1 cucchiaino da tè sale
1 cucchiaino da tè cannella
1/2 cucchiaino da tè noce moscata
1 cucchiaino da caffè di chiodi di garofano
175 ml acqua
125 ml olio girasole
7 tuorli
7 albumi a neve fermissima con ½ cucchiaino cremortartaro
(io uso una confezione di 6 uova XL)
(io uso una confezione di 6 uova XL)
Mescolare gli ingredienti solidi e aggiungere l’acqua, l’olio e poi i tuorli, mescolando con le fruste. Alla fine amalgamare delicatamente gli albumi con una spatola.
Versare nello stampo apposito non imburrato. In forno per 65’ a 150° e fare raffreddare sottosopra.
Lo stampo da chiffon cake, per chi non lo conosce, è uno stampo a ciambella molto alto col fondo estraibile. Alcuni (in genere quelli in alluminio) hanno sul bordo superiore dei supporti che servono a mantenerlo staccato dalla superficie quando lo si capovolge. Il mio (in materiale antiaderente) non ce li ha e quindi io capovolgo lo stampo inserendo il buco della ciambella nel collo di una bottiglia. Il dolce deve essere freddo quando lo si sforma. Bisogna passare una spatola flessibile tutto intorno (tra dolce e stampo) e poi staccarlo insieme alla base. Poi si ripete l'operazione con la spatola per staccarlo dalla base. Sembra difficile ma non lo è.
La foto si riferisce alla versione che faccio sempre per casa (quella speziata i miei figli non la mangerebbero) con buccia d'arancia grattugiata e granella di zucchero in superficie. Ma potete arricchirla con gocce di cioccolato oppure con un po' di caffè (sostituendolo a parte di acqua) e servirla con una crema inglese o una salsa al cioccolato oppure con del semifreddo (che presto vi posterò).
Buona domenica a tutti!!!
Lo stampo da chiffon cake, per chi non lo conosce, è uno stampo a ciambella molto alto col fondo estraibile. Alcuni (in genere quelli in alluminio) hanno sul bordo superiore dei supporti che servono a mantenerlo staccato dalla superficie quando lo si capovolge. Il mio (in materiale antiaderente) non ce li ha e quindi io capovolgo lo stampo inserendo il buco della ciambella nel collo di una bottiglia. Il dolce deve essere freddo quando lo si sforma. Bisogna passare una spatola flessibile tutto intorno (tra dolce e stampo) e poi staccarlo insieme alla base. Poi si ripete l'operazione con la spatola per staccarlo dalla base. Sembra difficile ma non lo è.
La foto si riferisce alla versione che faccio sempre per casa (quella speziata i miei figli non la mangerebbero) con buccia d'arancia grattugiata e granella di zucchero in superficie. Ma potete arricchirla con gocce di cioccolato oppure con un po' di caffè (sostituendolo a parte di acqua) e servirla con una crema inglese o una salsa al cioccolato oppure con del semifreddo (che presto vi posterò).
Buona domenica a tutti!!!
venerdì 2 marzo 2012
crema di topinambur con sfoglie al pecorino
Da mesi Giulia mi chiedeva di preparare insieme la focaccia di Recco. L'anno scorso avevamo fatto un tentativo, miseramente fallito e da allora era un continuo "facciamo la focaccia di Recco, facciamo la focaccia di Recco". Insomma, la focaccia lei se l'è fatta da sola qualche giorno fa (e le è venuta buonissima - dice lei.....) e oggi io ho fatto la mia, l'avevo già impastata quando Giulia si è presentata, per caso, a casa mia (avrà sentito l'odore??)
Per farla breve, la focaccia è venuta buonissima e l'ho fatta fuori tutta per pranzo. Dall'impasto mi era avanzata una pallina che volevo riciclare in qualche modo, in frigo avevo topinambur e pecorino da smaltire, Luna aveva appena pubblicizzato il suo primo contest.... ne è venuto fuori questo:
Per una persona:
300 gr. di topinambur (se non li trovate usate 150 gr. di patate e 150 gr. di carciofi già mondati)
1 spicchio d'aglio (se non lo amate usate un piccolo scalogno)
olio e.v.o.
sale
Per le sfogline al pecorino (molto ma molto abbondanti, con questa dose viene una focaccia da 40 cm. di diametro):
100 gr. di farina (se l'avete manitoba se no 00)
60 gr. di acqua
un pizzico di sale
100 gr. di pecorino (io avevo del pecorino sardo)
un cucchiaio di olio e.v.o.
Preparate l'impasto per le sfogline. Impastate a lungo la farina (la manitoba è più indicata perchè rende la pasta molto elastica e facile da stendere sottilissima) con l'acqua, il sale e l'olio. Lasciatela riposare un paio d'ore.
Per la crema, sbucciate i topinambur (se lo avete usate il pelapatate) e tagliateli a fettine sottili. Metteteli in pentola con l'aglio (o la cipolla tritati, un filo d'olio e fateli rosolare per qualche minuto poi aggiungete acqua calda q.b. per portarli a cottura (fate lo stesso se usate patate e carciofi, tagliateli sottili, così cuoceranno prima). Una volta cotti regolate di sale e frullateli. Io ho usato il Bimby e ne è venuta fuori una meravigliosa crema vellutata. Tenetela in caldo.
Prendete l'impasto e dividetelo in due, stendetene una metà col mattarello, sottilissimo su un canovaccio infarinato (come si fa per lo strudel) fino a renderlo trasparente.
Aiutatevi anche passando sotto la sfoglia le nocche delle mani per allargare bene la sfoglia. A questo punto sistematela su una teglia leggermente oliata, conditela con il formaggio grattugiato grossolanamente e il pepe. Stendere allo stesso modo il resto dell'impasto e poggiatela sul formaggio. Sigillate i bordi, praticate dei fori sulla superficie per far uscire il vapore durante la cottura e irrorare con un filo d'olio.
In forno a 200° ventilato per 5'. Tagliarla a quadratini.
Riscaldare la crema e servirla caldissima con un filo d'olio, una spolverata di prezzemolo e le sfogliatine.
Con questa ricetta partecipo al contest le ricette della carestia (ricetta moderna e/o rivisitata)
Per farla breve, la focaccia è venuta buonissima e l'ho fatta fuori tutta per pranzo. Dall'impasto mi era avanzata una pallina che volevo riciclare in qualche modo, in frigo avevo topinambur e pecorino da smaltire, Luna aveva appena pubblicizzato il suo primo contest.... ne è venuto fuori questo:
Per una persona:
300 gr. di topinambur (se non li trovate usate 150 gr. di patate e 150 gr. di carciofi già mondati)
1 spicchio d'aglio (se non lo amate usate un piccolo scalogno)
olio e.v.o.
sale
Per le sfogline al pecorino (molto ma molto abbondanti, con questa dose viene una focaccia da 40 cm. di diametro):
100 gr. di farina (se l'avete manitoba se no 00)
60 gr. di acqua
un pizzico di sale
100 gr. di pecorino (io avevo del pecorino sardo)
un cucchiaio di olio e.v.o.
Preparate l'impasto per le sfogline. Impastate a lungo la farina (la manitoba è più indicata perchè rende la pasta molto elastica e facile da stendere sottilissima) con l'acqua, il sale e l'olio. Lasciatela riposare un paio d'ore.
Per la crema, sbucciate i topinambur (se lo avete usate il pelapatate) e tagliateli a fettine sottili. Metteteli in pentola con l'aglio (o la cipolla tritati, un filo d'olio e fateli rosolare per qualche minuto poi aggiungete acqua calda q.b. per portarli a cottura (fate lo stesso se usate patate e carciofi, tagliateli sottili, così cuoceranno prima). Una volta cotti regolate di sale e frullateli. Io ho usato il Bimby e ne è venuta fuori una meravigliosa crema vellutata. Tenetela in caldo.
Prendete l'impasto e dividetelo in due, stendetene una metà col mattarello, sottilissimo su un canovaccio infarinato (come si fa per lo strudel) fino a renderlo trasparente.
Aiutatevi anche passando sotto la sfoglia le nocche delle mani per allargare bene la sfoglia. A questo punto sistematela su una teglia leggermente oliata, conditela con il formaggio grattugiato grossolanamente e il pepe. Stendere allo stesso modo il resto dell'impasto e poggiatela sul formaggio. Sigillate i bordi, praticate dei fori sulla superficie per far uscire il vapore durante la cottura e irrorare con un filo d'olio.
In forno a 200° ventilato per 5'. Tagliarla a quadratini.
Riscaldare la crema e servirla caldissima con un filo d'olio, una spolverata di prezzemolo e le sfogliatine.
Con questa ricetta partecipo al contest le ricette della carestia (ricetta moderna e/o rivisitata)
giovedì 1 marzo 2012
riso al taleggio con favette e finocchietto
Favette e finocchietto freschi? Bisogna preparare assolutamente qualcosa! Un gustoso timballo di riso in versione (semi)light!!
Per 2 persone:
2 cucchiai di olio d’oliva
2 cucchiai di farina
200 di brodo vegetale (anche poco di più)
Pepe
50 di taleggio
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
un mazzetto di finocchietto cotto e tritato
150 gr. di riso
150 gr. di favette
1 cipollotto
1 cipollotto
Cuocere il finocchietto in acqua bollente salata, scolarlo, strizzarlo e tritarlo finemente. Bollire il riso nell'acqua di cottura del finocchietto (allungandola con altra acqua e regolando il sale) e scolarlo al dente.
Preparare una vellutata con olio, farina, e brodo (come una normale bechamelle). Fuori dal fuoco aggiungere il taleggio a pezzetti, un cucchiaio di parmigiano e mescolare per sciogliere bene i formaggi.
Amalgamare la vellutata al riso e distribuirlo negli stampini monoporzione imburrati e cosparsi di pangrattato (in alternativa in uno stampo unico). In forno a 200° per 15’.
Nel frattempo cuocere le favette con il cipollotto tritato, un filo d'olio e un dito d'acqua in una pentola a fuoco basso, salare e pepare.
Sformare i timballini e condire con le favette e il finocchietto.
Servire ben caldo.
martedì 28 febbraio 2012
Il vetebrod (brioche con cardamomo e cannella)
Uno dei lievitati più goduriosi che io abbia mai preparato e mangiato. Il profumo che si spande per la casa mentre cuoce in forno è inebriante. Se amate il cardamomo e la cannella non potete perderlo!! Proprio due anni fa, inviavo la ricetta di questo lievitato svedese a Paoletta per sapere cosa ne pensasse. Le è piaciuto così tanto da inserirlo nella top ten dei suoi lievitati preferiti e ha apportato alcune modifiche (andate a dare un'occhiata se volete). Io vi riporto la ricetta originale tratta dal libro "Pane" di Linda Collister con piccole modifiche al procedimento.
Per l'impasto:
50 gr. burro morbido
150 ml di latte (io ho aggiunto 50 ml di acqua per il lievitino)
15 gr. di lievito di birra
300 farina per pane (io in genere uso la farina 0 della Coop con cui mi trovo molto bene)
1/2 cucchiaino sale
50 gr. di zucchero muscovado (io di canna)
10 semi cardamomo (oggi ho usato 1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere ma preferisco nettamente i semini pestati)
Per il ripieno:
50 gr. di burro morbido
50 gr. di zucchero muscovado (io di canna)
1 cucchiaino di cannella in polvere
Per la decorazione:
un tuorlo battuto con poca acqua
granella di zucchero
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida. Nella ciotola dell' impastatrice setacciare la farina e creare una conca in cui versare l'acqua col lievito. Mescolare un po' di farina presa dai bordi in modo da creare una cremina. Sigillare con pellicola e lasciare lievitare un'ora.
Montare la foglia e iniziare ad impastare a bassa velocità alternando il latte allo zucchero e alla fine il sale e il cardamomo. Appena l'impasto è ben elastico e incordato aggiungere il burro morbido, un pezzettino alla volta. (Seguite lo stesso procedimento se impastate a mano)
Lasciare lievitare un paio d'ore. Nel frattempo preparare la farcia mescolando il burro morbido alla cannella e allo zucchero.
Quando l'impasto sarà raddoppiato, stenderlo col mattarello, su un piano infarinato, allo spessore di un cm circa. Spalmarlo con la farcia lasciando un cm. tutto intorno e arrotolare. Mettere il rotolo con la chiusura sotto, su una teglia (io uso sempre la carta forno) e praticare dei tagli profondi con le forbici alla distanza di un cm (io di più) l'uno dall'altro lasciando intatta la base e spostare i pezzi alternativamente a destra e a sinistra.
Lasciare lievitare un'ora e mezza - due, spennellare con l'uovo, cospargere con la granella di zucchero e infornare a 200° per 20' circa.
Trasferirlo su una gratella a raffreddare.
Per l'impasto:
50 gr. burro morbido
150 ml di latte (io ho aggiunto 50 ml di acqua per il lievitino)
15 gr. di lievito di birra
300 farina per pane (io in genere uso la farina 0 della Coop con cui mi trovo molto bene)
1/2 cucchiaino sale
50 gr. di zucchero muscovado (io di canna)
10 semi cardamomo (oggi ho usato 1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere ma preferisco nettamente i semini pestati)
Per il ripieno:
50 gr. di burro morbido
50 gr. di zucchero muscovado (io di canna)
1 cucchiaino di cannella in polvere
Per la decorazione:
un tuorlo battuto con poca acqua
granella di zucchero
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida. Nella ciotola dell' impastatrice setacciare la farina e creare una conca in cui versare l'acqua col lievito. Mescolare un po' di farina presa dai bordi in modo da creare una cremina. Sigillare con pellicola e lasciare lievitare un'ora.
Montare la foglia e iniziare ad impastare a bassa velocità alternando il latte allo zucchero e alla fine il sale e il cardamomo. Appena l'impasto è ben elastico e incordato aggiungere il burro morbido, un pezzettino alla volta. (Seguite lo stesso procedimento se impastate a mano)
Lasciare lievitare un paio d'ore. Nel frattempo preparare la farcia mescolando il burro morbido alla cannella e allo zucchero.
Quando l'impasto sarà raddoppiato, stenderlo col mattarello, su un piano infarinato, allo spessore di un cm circa. Spalmarlo con la farcia lasciando un cm. tutto intorno e arrotolare. Mettere il rotolo con la chiusura sotto, su una teglia (io uso sempre la carta forno) e praticare dei tagli profondi con le forbici alla distanza di un cm (io di più) l'uno dall'altro lasciando intatta la base e spostare i pezzi alternativamente a destra e a sinistra.
Trasferirlo su una gratella a raffreddare.
sabato 25 febbraio 2012
I mie carciofi "ammuttunati" (ripieni)
Riempire i carciofi è una tradizione diffusa in tutte le famiglie palermitane (correggetemi se sbaglio). Ognuno li "ammutuna" a modo suo. Dai semplici carciofi "alla villanella" con aglio e prezzemolo, fino ai carciofi col tappo (di uovo). A casa nostra si sono sempre fatti così (ingrediente più, ingrediente meno):
Pulire 4 carciofi, eliminando le foglie esterne più dure e tagliando la punta con le spine. Tagliare alla base il torsolo e pulirlo (io elimino con un coltellino lo strato esterno e l'estremità inferiore). Batterlo sul tagliere in maniera da allargarlo bene e, con l'aiuto di un coltellino eliminare le foglie interne spinose e un pò di barbetta che sta al centro. Alla fine risulteranno così:
Preparare il ripieno: in una padella rosolare a fuoco basso mezza cipolla affettata o tritata finemente, aggiungere due filetti di acciuga sott'olio e scioglierli bene nell'olio (io li strofino con i rebbi della forchetta o col dorso di un cucchiaio sul fondo della padella).
A questo punto aggiungere del pane grattugiato (deve essere di un paio di giorni prima), un paio di cucchiai per carciofo, sale, pepe e prezzemolo tritato. Fuori dal fuoco un paio di cucchiai di parmigiano grattugiato e 50 gr. di caciocavallo stagionato a pezzetti. Se volete potete aggiungere anche del salame o del prosciutto cotto tritati.
Riempire i carciofi e metterli in una pentola a misura con un dito d'acqua. Sul fuoco bassissimissimo!! Fino a quando le foglie più esterne saranno tenere (staccatene una e provate). Ogni tanto controllate se manca acqua nel caso aggiungetene un po'.
Sono buonissimi!! Provateli e fatemi sapere se vi sono piaciuti!
Dimenticavo....nell'acqua un po' di sale mettetelo così come salate poco i carciofi.
Pulire 4 carciofi, eliminando le foglie esterne più dure e tagliando la punta con le spine. Tagliare alla base il torsolo e pulirlo (io elimino con un coltellino lo strato esterno e l'estremità inferiore). Batterlo sul tagliere in maniera da allargarlo bene e, con l'aiuto di un coltellino eliminare le foglie interne spinose e un pò di barbetta che sta al centro. Alla fine risulteranno così: Preparare il ripieno: in una padella rosolare a fuoco basso mezza cipolla affettata o tritata finemente, aggiungere due filetti di acciuga sott'olio e scioglierli bene nell'olio (io li strofino con i rebbi della forchetta o col dorso di un cucchiaio sul fondo della padella).
A questo punto aggiungere del pane grattugiato (deve essere di un paio di giorni prima), un paio di cucchiai per carciofo, sale, pepe e prezzemolo tritato. Fuori dal fuoco un paio di cucchiai di parmigiano grattugiato e 50 gr. di caciocavallo stagionato a pezzetti. Se volete potete aggiungere anche del salame o del prosciutto cotto tritati.
Riempire i carciofi e metterli in una pentola a misura con un dito d'acqua. Sul fuoco bassissimissimo!! Fino a quando le foglie più esterne saranno tenere (staccatene una e provate). Ogni tanto controllate se manca acqua nel caso aggiungetene un po'.
Sono buonissimi!! Provateli e fatemi sapere se vi sono piaciuti!
Dimenticavo....nell'acqua un po' di sale mettetelo così come salate poco i carciofi.
giovedì 23 febbraio 2012
La mia prima torta in pdz per un mega compleanno: 100 anni in due!!
Volevo condividere con voi il piacere e la soddisfazione che ho provato nel realizzare la mia prima torta in pdz. L'occasione era unica, il compleanno, nello stesso giorno, di papà e figlio, sempre festeggiati insieme ovviamente ma quest'anno aveva un significato particolare perchè in due facevano 100 anni!!
Ci voleva quindi una torta speciale, da ricordare, e così mi sono lanciata in un'impresa che fino a qualche mese fa non avrei mai pensato di potere realizzare. Poi, grazie ai preziosi consigli della mitica Maria Teresa (che prepara torte da favola) e delle amiche, che giornalmente pubblicano on line le loro creazioni spettacolari, mi sono lanciata e questo è stato il risultato!
Utilizzando la ricetta della mia torta cioccocacaosa (con le stesse dosi) ho preparato il pandispagna (da 30 cm di diametro). Una volta freddo l'ho tagliato in tre strati e l'ho farcito con la crema ancora calda (utilizzando, durante la farcitura, una fascetta di cartone per mantenerla in forma). L'ho tenuta in frigo tutta la notte e l'indomani l'ho pareggiata ben bene con la panna montata, rivestita con la pdz bianca (stesa col mattarello sul piano spolverato con zucchero a velo) e lisciata con cura. L'ho tirata un po' troppo sottile mi sa (la prossima volta sarò più brava!)
Quella di sopra è un'idea dell'ultima ora, infatti, il fiocco che avevo preparato il giorno prima seguendo questo tutorial, era destinato ad essere poggiato sulla torta grande. Sarebbe stato più carino far scendere le punte del nastro verso il basso, evabbè....
Mi sono limitata a rivestire con la pdz marrone una forma in polistirolo (che avevo tagliato un po' per portarla alla stessa altezza della torta grande). Poi ho decorato con i pois e rifinito alle basi con la cordella. I numeri li ho fatti semplicemente formando dei rotolini e dando loro la forma dell'uno e degli 0 (come avrebbe fatto un bambino col pongo), infilzati con gli stecchini e lasciati asciugare poggiati su un vassoio.
Dedicato a tutte quelle che come me non avevano mai osato.... Si può fare!!
Ci voleva quindi una torta speciale, da ricordare, e così mi sono lanciata in un'impresa che fino a qualche mese fa non avrei mai pensato di potere realizzare. Poi, grazie ai preziosi consigli della mitica Maria Teresa (che prepara torte da favola) e delle amiche, che giornalmente pubblicano on line le loro creazioni spettacolari, mi sono lanciata e questo è stato il risultato!
Utilizzando la ricetta della mia torta cioccocacaosa (con le stesse dosi) ho preparato il pandispagna (da 30 cm di diametro). Una volta freddo l'ho tagliato in tre strati e l'ho farcito con la crema ancora calda (utilizzando, durante la farcitura, una fascetta di cartone per mantenerla in forma). L'ho tenuta in frigo tutta la notte e l'indomani l'ho pareggiata ben bene con la panna montata, rivestita con la pdz bianca (stesa col mattarello sul piano spolverato con zucchero a velo) e lisciata con cura. L'ho tirata un po' troppo sottile mi sa (la prossima volta sarò più brava!)
Quella di sopra è un'idea dell'ultima ora, infatti, il fiocco che avevo preparato il giorno prima seguendo questo tutorial, era destinato ad essere poggiato sulla torta grande. Sarebbe stato più carino far scendere le punte del nastro verso il basso, evabbè....
Mi sono limitata a rivestire con la pdz marrone una forma in polistirolo (che avevo tagliato un po' per portarla alla stessa altezza della torta grande). Poi ho decorato con i pois e rifinito alle basi con la cordella. I numeri li ho fatti semplicemente formando dei rotolini e dando loro la forma dell'uno e degli 0 (come avrebbe fatto un bambino col pongo), infilzati con gli stecchini e lasciati asciugare poggiati su un vassoio.
Dedicato a tutte quelle che come me non avevano mai osato.... Si può fare!!
Gulash
Ricetta collaudatissima che una ventina di anni fa mi diede una cara amica. Come per tutti gli spezzatini è fondamentale che la carne sia buona, le spezie dosatele in base al vostro gusto (io per esempio preferisco la paprica forte a quella dolce e il cumino in semi a quello in polvere).
Per 4 persone:
lasciate appassire una cipolla affettata finemente in burro e olio. Aggiungete 600 gr. di carne tagliata a cubetti (io uso carne di manzo per spezzatino di II taglio) leggermente infarinata, salate e pepate e aggiungete 2 spicchi d'aglio schiacciati, maggiorana, cumino, paprica dolce o piccante e 2 cucchiai di concentrato di pomodoro.
lasciate appassire una cipolla affettata finemente in burro e olio. Aggiungete 600 gr. di carne tagliata a cubetti (io uso carne di manzo per spezzatino di II taglio) leggermente infarinata, salate e pepate e aggiungete 2 spicchi d'aglio schiacciati, maggiorana, cumino, paprica dolce o piccante e 2 cucchiai di concentrato di pomodoro.
Allungate con acqua calda o brodo leggero fino a coprire.
Cuocere per circa 2 ore a fuoco lentissimo col coperchio. Eliminate l'aglio (se lo trovate ancora!!) e servite con gnocchi di patate, riso bianco o cous cous (adoro i piatti unici!!)
domenica 19 febbraio 2012
Chiacchiere, pignoccata e sfincette
Non sono un'amante dei fritti ma quando ci vuole ci vuole!! Siamo nel bel mezzo (anzi quasi alla fine...) del carnevale e quindi è d'obbligo preparare i dolcetti tipici (che poi, chissà perché li preparo solo in questo periodo se sono così buoni proprio non lo capisco...).
Pomeriggio dedicato ai dolcetti fritti insieme alla mia mamma (e ai preziosi consigli on line delle amiche).
Gli ingredienti sono sempre gli stessi, basta dare una consistenza o una forma diversa ed eccoli in tutta la loro bontà:
Chiacchiere
Pomeriggio dedicato ai dolcetti fritti insieme alla mia mamma (e ai preziosi consigli on line delle amiche).
Gli ingredienti sono sempre gli stessi, basta dare una consistenza o una forma diversa ed eccoli in tutta la loro bontà:
Chiacchiere
Impastare 500 gr. di farina 00, 30 gr. di strutto,
2 tuorli, 1 uovo, 1 cucchiaio raso di zucchero, sale e vino bianco q.b. per ottenere un impasto di consistenza simile alla pasta fresca all’uovo. Lasciare riposare mezz’ora e tirare una sfoglia sottile (io alla terz'ultima tacca del rullo del Kenwood). Tagliare a nastri o losanghe e friggere in olio di semi di arachide ben caldo. Servire con lo zucchero a velo.
2 tuorli, 1 uovo, 1 cucchiaio raso di zucchero, sale e vino bianco q.b. per ottenere un impasto di consistenza simile alla pasta fresca all’uovo. Lasciare riposare mezz’ora e tirare una sfoglia sottile (io alla terz'ultima tacca del rullo del Kenwood). Tagliare a nastri o losanghe e friggere in olio di semi di arachide ben caldo. Servire con lo zucchero a velo.
A me piacciono tirate così sottili (poi in cottura gonfiano) ma ne ho mangiate di più spesse, consistenti altrettanto buone.
Pignoccata
5 Uova, 500 gr. di farina (quindi un uovo ogni 100 gr. di farina ma come giustamente dice la mia amica Marcella "mica sono tutte uguali le uova!" e quindi se sono uova medio-grandi aggiungete un po' di farina in più).
25 gr. di strutto, 1 cucchiaio di zucchero, la buccia grattugiata di un'arancia, un pizzico di sale e una spruzzata di grappa.
Impastare tutti gli ingredienti e lasciare riposare mezz'ora.
Con l'impasto formare tanti rotolini, tagliarli a pezzetti più piccolini di un cece oppure copiate il trucchetto che mi ha insegnato la mitica Cinzia (mamma ha seguito il metodo tradizionale e io quello "innovativo"e sono stata molto più veloce!!) e friggeteli in abbondante olio di semi di arachide. Mescolarli al miele fluido e aggiungere la buccia di un mandarino tritata. Decorare a piacere con i confettini colorati (la mia è una versione...."seriosa").
Sfincette
Ho ricevuto questa ricetta tanti anni fa da un'amica molto, ma molto speciale....per questo da sempre per me queste sono le sfincette di Giuli!
500 ml di latte
40 gr. di strutto
2 cucchiaino di zucchero
un pizzico di sale
200 gr. di farina
un pizzico di bicarbonato
4 uova
Mettere sul fuoco il latte con il sale, lo zucchero e lo strutto. Quando lo strutto si è sciolto del tutto, versare la farina con il bicarbonato tutta insieme e mescolare velocemente con un cucchiaio di legno per evitare che si formino grumi. Lasciare asciugare un po' il composto sul fuoco sempre mescolando (è lo stesso procedimento per gli choux) e poi, fuori dal fuoco aggiungere un uovo alla volta.
Con un cucchiaino far cadere nell'olio caldo mucchietti di impasto e, durante la cottura muoverli e batterli spesso col dorso di un cucchiaio. Questo li aiuterà ad aprirsi e a gonfiare.
Cospargere con zucchero semolato e cannella.
Sfincette
Ho ricevuto questa ricetta tanti anni fa da un'amica molto, ma molto speciale....per questo da sempre per me queste sono le sfincette di Giuli!
500 ml di latte
40 gr. di strutto
2 cucchiaino di zucchero
un pizzico di sale
200 gr. di farina
un pizzico di bicarbonato
4 uova
Mettere sul fuoco il latte con il sale, lo zucchero e lo strutto. Quando lo strutto si è sciolto del tutto, versare la farina con il bicarbonato tutta insieme e mescolare velocemente con un cucchiaio di legno per evitare che si formino grumi. Lasciare asciugare un po' il composto sul fuoco sempre mescolando (è lo stesso procedimento per gli choux) e poi, fuori dal fuoco aggiungere un uovo alla volta.
Con un cucchiaino far cadere nell'olio caldo mucchietti di impasto e, durante la cottura muoverli e batterli spesso col dorso di un cucchiaio. Questo li aiuterà ad aprirsi e a gonfiare.
Cospargere con zucchero semolato e cannella.
mercoledì 15 febbraio 2012
conchiglioni con sparacelli (broccoletti) e ricotta
Una ricetta della mamma rivisitata in versione light con la ricotta al posto della panna, altrettanto buona (forse anche di più!)
Per 2 persone:
180 gr. di conchiglioni rigati
250 gr. di fiori di broccoletti (da noi si chiamano sparacelli, così come chiamiamo broccoli i cavolfiori!!)
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino fresco
pomodoro pelato
olio e.v.o.
4 cucchiai di parmigiano
2 cucchiai di ricotta fresca di pecora
Cuocere i broccoletti al dente in abbondante acqua salata. Scolarli e tenere l'acqua da parte. Scaldare in padella, con poco olio e.v.o, l'aglio e il peperoncino tritati. Aggiungere i broccoletti e 4 cucchiai di pomodoro fresco pelato. Salare e lasciare insaporire il tutto. Cuocere i conchiglioni nell'acqua di cottura dei broccoletti. Se necessario aggiungerne dell'altra. Una volta cotti trasferire i conchiglioni nella padella col condimento, aggiungere il parmigiano e mantecare bene (aggiungendo se necessario un po' di acqua di cottura). Servire con una quenelle di ricotta fresca.
martedì 14 febbraio 2012
Cuoricini di panna cotta alla nocciola e al cardamomo per un dolce S.Valentino (e non solo)
Mai festeggiato un S.Valentino, mai, neanche quando avevo 15 anni! Non ho mai capito il perché di "un" giorno degli innamorati.... dovrebbe esserlo tutti i giorni!!!
Comunque, da neoblogger quale sono, oggi mi tocca celebrarlo con un piatto dedicato e allora ecco i miei cuoricini di panna cotta alla nocciola con cuore di cioccolata fondente e al cardamomo con pesche sciroppate e amaretto. Spero vi piacciano (e che sia S.Valentino tutti i giorni!!)Per ogni panna cotta:
500 ml di panna
70 gr. di zucchero
8 gr. di fogli di colla di pesce
e poi:
cardamomo in polvere
pesche sciroppate
pasta di nocciola
cioccolata fondente
latte
Per la panna cotta alla nocciola: mettete in acqua fredda la colla di pesce. Sul fuoco riscaldate la panna con lo zucchero. Sciogliete bene due cucchiaini di pasta di nocciole nella panna. Al primo bollore aggiungete la colla di pesce ben strizzata e mescolate. Filtrate bene e versate negli stampi.
Tenete in frigo un paio d'ore (o più se lo stampo è unico) e poi sformare dopo aver tenuto lo stampo per una decina di secondi in acqua calda. Servite con la salsa di cioccolata fondente. Io mi sono limitata a sciogliere al microonde del buon cioccolato fondente con poca panna (o latte).
Per quella al cardamomo, mettere mezzo cucchiaino di cardamomo in polvere (se non li avete usate i semi pestati di un paio di bacche) in infusione nella panna per mezz'ora. Portare al primo bollore e poi procedere come per quella alla nocciola (in questa ridurrei lo zucchero a 50 gr). L'ho servita con pesche sciroppate a pezzetti e amaretti sbriciolati.
Ho usato degli stampi in silicone ma vanno bene anche stampi in alluminio o in metallo antiaderente.
lunedì 13 febbraio 2012
crostata con marmellata di kumquat e carote
Di nuovo in piena attività mi sono concessa una crostata con la marmellata. Era da tempo che non ne preparavo una, strano perchè mi piacciono proprio tanto, soprattutto quando la frolla è quella friabile, leggermente lievitata e la marmellata non troppo dolce. Adoro la marmellata di arance amare ma ahimè, quest'anno non l'ho preparata (nessuno mi ha regalato le arance...) e allora ho voluto provare la marmellata di kumquat e carote di cui mi aveva parlato un'amica e che mi incuriosiva molto. Non avendo trovato la ricetta, l'ho preparata ad intuito, seguendo in linea di massima il procedimento che adotto per quella di arance e il risultato mi è piaciuto!
per la marmellata:
500 gr. di kumquat
500 gr. di carote
400 gr. di zucchero semolato
800 ml. di acqua
Lavate i kumquat, tagliateli a metà e privateli dei semi. Metteteli in una pentola con 500 ml. di acqua e i semi chiusi in una garza (sono ricchi in pectina e aiutano la gelificazione), coprite e lasciate riposare per 24h.
L'indomani pulire le carote, grattugiatele e aggiungetele ai kumquat. Cuocete per mezz'ora circa. A questo punto eliminate la garza con i semini strizzandola bene, aggiungete lo zucchero e cuocere ancora 15'-20'.
Se volete, frullatela con un frullatore ad immersione.
Se volete, frullatela con un frullatore ad immersione.
Per la frolla:
400 gr. di farina 00
150 gr. di burro
150 gr. di zucchero
2 uova intere
2 uova intere
un pizzico di sale
2 cucchiaini di lievito
la buccia grattugiata di un'arancia o di un limone
Impastare gli ingredienti velocemente, avvolgere nella carta alluminio e lasciare riposare al fresco per mezz'ora.
Stendere poco più della metà della frolla ad uno spessore di circa mezzo cm. e rivestire uno stampo da crostata da 28 cm.
Riempire con la marmellata e, dalla frolla rimasta, stesa allo stesso spessore, ritagliare delle strisce da posizionare a griglia sulla marmellata.
Per eliminare l'eccesso della frolla tutto intorno, faccio rotolare il mattarello, applicando una leggera pressione, sui bordi della teglia.
In forno preriscaldato a 200° fino a doratura. Lasciare raffreddare la crostata prima di sformarla.
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