Una versione invernale del classico pinzimonio.
Le carote cotte in forno e glassate col miele si immergono in una salsa agra, densa, preparata con le loro foglie fresche.
Un'idea per l'aperitivo o per un contorno.
un mazzo di carote fresche
olio e.v.o. q.b.
un cucchiaio di miele liquido di sulla
sale
pepe nero appena macinato
50 g di foglie di carote
4 cucchiai di olio e.v.o.
2 cucchiai di aceto di vino bianco
Staccate il ciuffo di foglie dal mazzo di carote e tenetelo da parte. Pelate le carote, salatele e oliatele.
Disponetele su una teglia e cuocetele da 30' a 35' a seconda della grossezza a 200° funzione ventilata, girandole di tanto in tanto.
Gli ultimi 5' glassatele con il miele e completatene la cottura.
Nel frattempo pulite il ciuffo, eliminando le parti più dure e tenendo solo le foglie più tenere.
Frullatele con l'olio, l'aceto e una presa di sale.
Pepate le carote e servitele tiepide o a temperatura ambiente con la salsa.
Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free(Fri)Day!
venerdì 27 novembre 2015
mercoledì 25 novembre 2015
ravioli di patate con ragu di polpo
Sempre di corsa, ho rischiato di arrivare in ritardo anche questo mese all'appuntamento con l'MTC.
Nell'ultimo giorno utile partecipo alla sfida lanciata da Monica e Luca con questi ravioli di patate con ragu di polpo.
Nulla di nuovo nel condimento. E' un sugo che amo molto e che avevo già postato qui
E' strepitoso e vi consiglio vivamente di provarlo!
Per 4 persone:
100 g di farina 00
100 g di farina di rimacino
2 uova
un pizzico di sale
3 grosse patate (600 g circa)
un mazzetto di prezzemolo
sale
e poi:
un polpo di circa 600 g già pulito e tagliato in piccoli pezzi
80 g di base per soffritto (cipolle, carote e sedano finemente tritati)
2 cucchiai di olio e.v.o.
un piccolo peperoncino piccante
un pezzetto di cannella lungo 4 cm
50 ml di vino bianco
250 ml di acqua
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
300 ml di passata di pomodoro
un cucchiaino da caffè di zucchero
sale q.b.
In una pentola scaldate l'olio e aggiungete la base per il soffritto, il peperoncino tritato e la cannella.
Lasciate rosolare un minuto poi aggiungete il polpo già tagliato in pezzi molto piccoli (questa operazione conviene che ve la lasciate al vostro pescivendolo di fiducia....).
Rosolatelo a fuoco vivo poi sfumate col vino, aggiungete il concentrato di pomodoro, l'acqua, mescolate bene e lasciate cuocere a fuoco bassissimo per 40'.
A questo punto aggiungete la passata di pomodoro e lo zucchero e lasciate cuocere per altri 20'.
Verso la fine salate.
Nel frattempo impastate a lungo la farina con le uova e il pizzico di sale.
Dovrete ottenere una pasta molto consistente e liscia. Io lo faccio con la planetaria.
Lasciatela riposare per almeno mezz'ora avvolta con pellicola alimentare.
Cuocete le patate con tutta la buccia poi pelatele e schiacciatele allo schiacciapatate, conditele con il sale e poco prezzemolo tritato.
Se volete trasferite la purea di patate in una sacca da pasticceria.
Trascorsa la mezz'ora, dividete l'impasto in tre parti e stendetelo molto sottile (io alla penultima tacca della mia sfogliatrice), infarinandolo leggermente (mi raccomando, tenete il resto della pasta ben avvolta nella pellicola affinché non secchi).
Disponete ogni sfoglia sul piano infarinato e distribuite la purea di patate a mucchietti distanti tra loro.
Ripiegate la sfoglia sul ripieno, sigillate tutto intorno cercando di far uscire l'aria (io spennello un po' d'acqua intorno al ripieno prima di ripiegare la sfoglia) e poi tagliate i ravioli con il vostro coppapasta preferito.
Disponete i ravioli su un vassoio infarinato con farina di rimacino.
Portate abbondante acqua salata a bollore e cuocete i ravioli per 3'.
Tirateli fuori con un mestolo forato e passateli in padella con il ragu di polpo.
Serviteli con una spolverata di prezzemolo tritato.
Con questa ricetta partecipo al MTC di novembre
Nell'ultimo giorno utile partecipo alla sfida lanciata da Monica e Luca con questi ravioli di patate con ragu di polpo.
Nulla di nuovo nel condimento. E' un sugo che amo molto e che avevo già postato qui
E' strepitoso e vi consiglio vivamente di provarlo!
Per 4 persone:
100 g di farina 00
100 g di farina di rimacino
2 uova
un pizzico di sale
3 grosse patate (600 g circa)
un mazzetto di prezzemolo
sale
e poi:
un polpo di circa 600 g già pulito e tagliato in piccoli pezzi
80 g di base per soffritto (cipolle, carote e sedano finemente tritati)
2 cucchiai di olio e.v.o.
un piccolo peperoncino piccante
un pezzetto di cannella lungo 4 cm
50 ml di vino bianco
250 ml di acqua
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
300 ml di passata di pomodoro
un cucchiaino da caffè di zucchero
sale q.b.
In una pentola scaldate l'olio e aggiungete la base per il soffritto, il peperoncino tritato e la cannella.
Lasciate rosolare un minuto poi aggiungete il polpo già tagliato in pezzi molto piccoli (questa operazione conviene che ve la lasciate al vostro pescivendolo di fiducia....).
Rosolatelo a fuoco vivo poi sfumate col vino, aggiungete il concentrato di pomodoro, l'acqua, mescolate bene e lasciate cuocere a fuoco bassissimo per 40'.
A questo punto aggiungete la passata di pomodoro e lo zucchero e lasciate cuocere per altri 20'.
Verso la fine salate.
Nel frattempo impastate a lungo la farina con le uova e il pizzico di sale.
Dovrete ottenere una pasta molto consistente e liscia. Io lo faccio con la planetaria.
Lasciatela riposare per almeno mezz'ora avvolta con pellicola alimentare.
Cuocete le patate con tutta la buccia poi pelatele e schiacciatele allo schiacciapatate, conditele con il sale e poco prezzemolo tritato.
Se volete trasferite la purea di patate in una sacca da pasticceria.
Trascorsa la mezz'ora, dividete l'impasto in tre parti e stendetelo molto sottile (io alla penultima tacca della mia sfogliatrice), infarinandolo leggermente (mi raccomando, tenete il resto della pasta ben avvolta nella pellicola affinché non secchi).
Disponete ogni sfoglia sul piano infarinato e distribuite la purea di patate a mucchietti distanti tra loro.
Ripiegate la sfoglia sul ripieno, sigillate tutto intorno cercando di far uscire l'aria (io spennello un po' d'acqua intorno al ripieno prima di ripiegare la sfoglia) e poi tagliate i ravioli con il vostro coppapasta preferito.
Disponete i ravioli su un vassoio infarinato con farina di rimacino.
Portate abbondante acqua salata a bollore e cuocete i ravioli per 3'.
Tirateli fuori con un mestolo forato e passateli in padella con il ragu di polpo.
Serviteli con una spolverata di prezzemolo tritato.
sabato 21 novembre 2015
tortine variegate al cacao
Tempo fa postai la ricetta del ciambellone variegato, uno dei dolci che faccio più spesso, per la colazione del mattino o per la merenda.
Avendo rivisto nel corso degli anni l'uso di alcuni alimenti (ho del tutto abbandonato la margarina e ridotto quando possibile l'uso del burro, sia per motivi di salute che di gusto) ho rielaborato la ricetta dello storico ciambellone e il risultato è stato così apprezzato in famiglia da non fare rimpiangere la versione burro/margarina.
Sempre più spesso utilizzo questo impasto per preparare dei muffins. Li preferisco, li trovo pratici, sono monoporzione e non è necessario imburrare e infarinare lo stampo.
Il composto si versa direttamente nei pirottini e il gioco è fatto!
per 12 tortine:
3 uova
150 g di zucchero
115 g di acqua (più 3 cucchiai)
75 g di olio di semi di girasole (più 2 cucchiai)
un cucchiaino di lievito
150 g di farina 00
2 cucchiai di cacao amaro
un cucchiaino di estratto di vaniglia
un pizzico di sale
Montate le uova intere con lo zucchero, il pizzico di sale e la vaniglia, fino ad ottenere un composto gonfio, chiaro e spumoso.
Setacciate la farina con il lievito e incorporatela delicatamente, con una spatola, mescolando dal basso verso l'alto per non smontare le uova alternandola con l'olio e l'acqua.
Versate poco più di metà dell'impasto nei pirottini, inseriti nell'apposita teglia (la mia ha 12 incavi per muffin).
Setacciate il cacao e incorporatelo all'impasto come avete fatto con la farina, alternandolo ai 3 cucchiai di acqua e 2 di olio.
Distribuite il composto al cacao su quello bianco e con uno stecchino mescolate i due composti con movimenti circolari.
Infornate in forno caldo a 180° per circa 15'. Verificate la cottura con uno stecchino. Dovrà uscire asciutto.
Servite, una volta freddi, con una spolverata di zucchero a velo.
Se preferite preparare il ciambellone invece, imburrate e infarinate uno stampo a ciambella (diametro 24 cm).
Versate l'impasto come spiegato sopra e infornate sempre a 180° per circa 25' circa.
Verificatene la cottura sempre con uno stecchino.
Avendo rivisto nel corso degli anni l'uso di alcuni alimenti (ho del tutto abbandonato la margarina e ridotto quando possibile l'uso del burro, sia per motivi di salute che di gusto) ho rielaborato la ricetta dello storico ciambellone e il risultato è stato così apprezzato in famiglia da non fare rimpiangere la versione burro/margarina.
Sempre più spesso utilizzo questo impasto per preparare dei muffins. Li preferisco, li trovo pratici, sono monoporzione e non è necessario imburrare e infarinare lo stampo.
Il composto si versa direttamente nei pirottini e il gioco è fatto!
per 12 tortine:
3 uova
150 g di zucchero
115 g di acqua (più 3 cucchiai)
75 g di olio di semi di girasole (più 2 cucchiai)
un cucchiaino di lievito
150 g di farina 00
2 cucchiai di cacao amaro
un cucchiaino di estratto di vaniglia
un pizzico di sale
Montate le uova intere con lo zucchero, il pizzico di sale e la vaniglia, fino ad ottenere un composto gonfio, chiaro e spumoso.
Setacciate la farina con il lievito e incorporatela delicatamente, con una spatola, mescolando dal basso verso l'alto per non smontare le uova alternandola con l'olio e l'acqua.
Versate poco più di metà dell'impasto nei pirottini, inseriti nell'apposita teglia (la mia ha 12 incavi per muffin).
Setacciate il cacao e incorporatelo all'impasto come avete fatto con la farina, alternandolo ai 3 cucchiai di acqua e 2 di olio.
Distribuite il composto al cacao su quello bianco e con uno stecchino mescolate i due composti con movimenti circolari.
Infornate in forno caldo a 180° per circa 15'. Verificate la cottura con uno stecchino. Dovrà uscire asciutto.
Servite, una volta freddi, con una spolverata di zucchero a velo.
Se preferite preparare il ciambellone invece, imburrate e infarinate uno stampo a ciambella (diametro 24 cm).
Versate l'impasto come spiegato sopra e infornate sempre a 180° per circa 25' circa.
Verificatene la cottura sempre con uno stecchino.
venerdì 20 novembre 2015
zucchina centenaria in tempura con salsa "caponata"
Dopo avervela proposta in deliziosi tortini con la quinoa, gustata cruda ad insalata, in umido, a minestra, oggi la zucchina centenaria si veste in tempura e si immerge in una deliziosa salsa agrodolce che ha tutto il sapore e il calore della nostra amata caponata.
Sbucciate le zucchine con un pelapatate, tagliatele a fette alte un centimetro e ogni fetta a bastoncini come fossero patate da friggere.
Preparate la pastella:
in una ciotola setacciate farina di riso e aggiungete acqua frizzante freddissima quanto basta per ottenere una pastella molto fluida.
Per una zucchina sono bastati 80 g di farina e 120 circa di acqua.
Infarinate leggermente le fette di zucchina, immergetele nella tempura e friggetele in abbondante olio di semi molto caldo.
Cuocete fino a doratura, scolate e salate.
Servitele calde con la salsa agrodolce.
Per la salsa:
500 ml di passata di pomodoro
50 g di olive verdi schiacciate (io uso quelle di Castelvetrano) al netto del nocciolo
40 g di capperi sottosale (già dissalati)
30 g di sedano mondato e ridotto in piccoli pezzi
50 g di zucchero
50 g di aceto di vino bianco
una presa di sale
Cuocete tutti gli ingredienti per 10' poi frullate con un mixer ad immersione.
Servitela a temperatura ambiente.
La salsa si conserva in frigo per una settimana ben chiusa in un barattolo ed è buonissima con qualunque frittura quindi se non trovate le zucchine centenarie potete tuffarci dentro qualunque altro ortaggio in tempura o anche semplici patatine fritte!!
Sbucciate le zucchine con un pelapatate, tagliatele a fette alte un centimetro e ogni fetta a bastoncini come fossero patate da friggere.
Preparate la pastella:
in una ciotola setacciate farina di riso e aggiungete acqua frizzante freddissima quanto basta per ottenere una pastella molto fluida.
Per una zucchina sono bastati 80 g di farina e 120 circa di acqua.
Infarinate leggermente le fette di zucchina, immergetele nella tempura e friggetele in abbondante olio di semi molto caldo.
Cuocete fino a doratura, scolate e salate.
Servitele calde con la salsa agrodolce.
Per la salsa:
500 ml di passata di pomodoro
50 g di olive verdi schiacciate (io uso quelle di Castelvetrano) al netto del nocciolo
40 g di capperi sottosale (già dissalati)
30 g di sedano mondato e ridotto in piccoli pezzi
50 g di zucchero
50 g di aceto di vino bianco
una presa di sale
Cuocete tutti gli ingredienti per 10' poi frullate con un mixer ad immersione.
Servitela a temperatura ambiente.
La salsa si conserva in frigo per una settimana ben chiusa in un barattolo ed è buonissima con qualunque frittura quindi se non trovate le zucchine centenarie potete tuffarci dentro qualunque altro ortaggio in tempura o anche semplici patatine fritte!!
mercoledì 4 novembre 2015
Torta pere e cioccolato
Tra le torte più buone che io abbia mai preparato.
Tra le più richieste in famiglia e tra gli amici eppure non ne ho mai postato la ricetta...... Lo confesso, ne sono un po' gelosa ma è così buona che non si può non condividerla.
Una frolla croccante, mezze pere immerse in una golosissima "mousse" al cioccolato fondente.... una vera goduria!
La ricetta risale ad una quindicina di anni fa (forse anche di più) e se non ricordo male era stata pubblicata su una rivista.
Non ne sono certa ma dovrebbe essere A Tavola, la rivista che acquistavo in quel periodo.
Non ricordo neppure se nel corso degli anni ho appartato qualche modifica.
Comunque sia, in questa versione è strepitosa e vi consiglio vivamente di provarla.
Astenersi persone a dieta!!
Per la frolla:
400 g di farina 00
200 di burro
160 g di zucchero
2 uova intere
un pizzico di sale
un cucchiaino di estratto di vaniglia
Per il ripieno:
4 pere abate
6 tuorli
120 g di zucchero
200 ml di panna fresca liquida
100 g di cioccolato fondente
un pizzico di sale
Accendete il forno a 200°.
Preparate la frolla impastando brevemente tutti gli ingredienti.
Avvolgetela in un foglio di carta alluminio e trasferite in frigo.
In un pentolino montate a spuma i tuorli con lo zucchero, ponete sul fuoco dolce, aggiungete la panna, il cioccolato a pezzetti, il pizzico di sale e portate al primo bollore sempre mescolando.
Togliete dal fuoco.
Sbucciate le pere, tagliatele a metà ed eliminate il torsolo.
Stendete poco più della metà della frolla su un foglio di carta forno leggermente infarinata.
Rivestite il fondo e i bordi di una teglia da crostata dal diametro di 26 cm circa.
Versate la crema sul fondo, distribuitela uniformemente, e disponete le mezze pere a raggiera.
In base alla loro larghezza (mi raccomando, quando le comprate, scegliete le più piccole e di dimensione simile) ce ne andranno da 7 a 8.
Stendete il resto della frolla e coprite le pere sigillando bene i bordi.
Eliminate la pasta in eccesso, spennellate con poco latte e infornate nel ripiano più basso del vostro forno per 40' circa. Dovrà essere dorata in superficie.
Lasciatela intiepidire prima di sfornarla.
Se avete utilizzato una teglia con il fondo amovibile sarà più semplice, in ogni caso aiutatevi sollevandola con la carta forno.
Servitela a fette, a temperatura ambiente, con una spolverata di zucchero a velo.
Tra le più richieste in famiglia e tra gli amici eppure non ne ho mai postato la ricetta...... Lo confesso, ne sono un po' gelosa ma è così buona che non si può non condividerla.
Una frolla croccante, mezze pere immerse in una golosissima "mousse" al cioccolato fondente.... una vera goduria!
La ricetta risale ad una quindicina di anni fa (forse anche di più) e se non ricordo male era stata pubblicata su una rivista.
Non ne sono certa ma dovrebbe essere A Tavola, la rivista che acquistavo in quel periodo.
Non ricordo neppure se nel corso degli anni ho appartato qualche modifica.
Comunque sia, in questa versione è strepitosa e vi consiglio vivamente di provarla.
Astenersi persone a dieta!!
Per la frolla:
400 g di farina 00
200 di burro
160 g di zucchero
2 uova intere
un pizzico di sale
un cucchiaino di estratto di vaniglia
Per il ripieno:
4 pere abate
6 tuorli
120 g di zucchero
200 ml di panna fresca liquida
100 g di cioccolato fondente
un pizzico di sale
Accendete il forno a 200°.
Preparate la frolla impastando brevemente tutti gli ingredienti.
Avvolgetela in un foglio di carta alluminio e trasferite in frigo.
In un pentolino montate a spuma i tuorli con lo zucchero, ponete sul fuoco dolce, aggiungete la panna, il cioccolato a pezzetti, il pizzico di sale e portate al primo bollore sempre mescolando.
Togliete dal fuoco.
Sbucciate le pere, tagliatele a metà ed eliminate il torsolo.
Stendete poco più della metà della frolla su un foglio di carta forno leggermente infarinata.
Rivestite il fondo e i bordi di una teglia da crostata dal diametro di 26 cm circa.
Versate la crema sul fondo, distribuitela uniformemente, e disponete le mezze pere a raggiera.
In base alla loro larghezza (mi raccomando, quando le comprate, scegliete le più piccole e di dimensione simile) ce ne andranno da 7 a 8.
Stendete il resto della frolla e coprite le pere sigillando bene i bordi.
Eliminate la pasta in eccesso, spennellate con poco latte e infornate nel ripiano più basso del vostro forno per 40' circa. Dovrà essere dorata in superficie.
Lasciatela intiepidire prima di sfornarla.
Se avete utilizzato una teglia con il fondo amovibile sarà più semplice, in ogni caso aiutatevi sollevandola con la carta forno.
Servitela a fette, a temperatura ambiente, con una spolverata di zucchero a velo.
lunedì 26 ottobre 2015
quinoa nera con pollo e melagrana
La mia prima volta con la quinoa nera.
Un piatto semplice, velocissimo da preparare, con pollo, melagrana e un leggero agrodolce, da gustare a temperatura ambiente.
Per due persone:
120 g di quinoa nera
200 g di petto di pollo in fette
1 grossa melagrana
2 cipollotti freschi
olio e.v.o.
sale
pepe nero
un cucchiaino di miele (io di sulla)
3 cucchiai di aceto di mele
Sciacquate bene la quinoa e cucinatela in abbondante acqua salata fino a quando vedrete spuntare il germoglietto.
Scolatela bene.
Nel frattempo avrete tagliato il petto di pollo a striscioline e poi in piccoli pezzi;
affettato finemente la parte bianca dei cipollotti;
sgranato la melagrana.
In una padella scaldate due cucchiai di olio, fate rosolare il pollo a fuoco vivace, aggiungete il cipollotto, abbassate la fiamma, salate, pepate e lasciate cuocere un paio di minuti.
Aggiungete il miele e l'aceto. Lasciate caramellare due minuti poi aggiungete la quinoa, mescolate bene e lasciate insaporire un minuto
Trasferite in una ciotola e unite i chicchi di melagrana.
Servite appena tiepida o a temperatura ambiente.
Un piatto semplice, velocissimo da preparare, con pollo, melagrana e un leggero agrodolce, da gustare a temperatura ambiente.
Per due persone:
120 g di quinoa nera
200 g di petto di pollo in fette
1 grossa melagrana
2 cipollotti freschi
olio e.v.o.
sale
pepe nero
un cucchiaino di miele (io di sulla)
3 cucchiai di aceto di mele
Sciacquate bene la quinoa e cucinatela in abbondante acqua salata fino a quando vedrete spuntare il germoglietto.Scolatela bene.
Nel frattempo avrete tagliato il petto di pollo a striscioline e poi in piccoli pezzi;
affettato finemente la parte bianca dei cipollotti;
sgranato la melagrana.
In una padella scaldate due cucchiai di olio, fate rosolare il pollo a fuoco vivace, aggiungete il cipollotto, abbassate la fiamma, salate, pepate e lasciate cuocere un paio di minuti.
Aggiungete il miele e l'aceto. Lasciate caramellare due minuti poi aggiungete la quinoa, mescolate bene e lasciate insaporire un minuto
Trasferite in una ciotola e unite i chicchi di melagrana.
Servite appena tiepida o a temperatura ambiente.
venerdì 23 ottobre 2015
polpettine con broccoli speziati alla curcuma
Ieri sera cucinavo i broccoli e i miei figli sono fuggiti dalla cucina dichiarando che mai e poi mai ne avrebbero mangiati.
Oggi, ora di pranzo, polpettine sul tavolo......
mia figlia : "posso prenderne una?"
io :"certo amore!"
lei: "posso prenderne un'altra?"
io: "certo amore.... dentro ci sono i broccoli... quelli di ieri sera"
lei: "ah.... buone! Ne prendo un'altra!"
Morale: per far mangiare i broccoli ai ragazzi bisogna metterli dentro le polpette!
Per due persone:
300 g di macinato di vitello
200 g di broccoli
un cucchiaino di curcuma
un pezzetto di zenzero fresco (2 cm)
uno spicchio d'aglio
un cipollotto
un cucchiaino di semi di finocchio
olio e.v.o.
sale e pepe nero
Cuocete i broccoli in abbondante acqua salata. Scolateli bene.
In una padella scaldate due cucchiai di olio, aggiungete l'aglio e il cipollotto tritati finemente, lo zenzero grattugiato, la curcuma, il pepe e i semi di finocchio pestati.
Aggiungete i broccoli, schiacciateli bene con una forchetta, salateli e mescolateli alle spezie. Lasciateli insaporire un paio di minuti.
Impastate il macinato con i broccoli, aggiungete un po' di sale e poi ricavatene delle piccole polpettine.
A questo punto, se volete consumarle come secondo piatto, accompagnandole ad un'insalata o a delle patate lesse vi basterà cuocerle in padella con poco olio per cinque minuti girandole una volta.
Riducendo le quantità e aggiungendo del basmati bollito invece otterrete un ottimo piatto unico.
In questo caso dovrete infarinarle leggermente (con farina di riso se siete intolleranti al glutine), rosolarle in poco olio, aggiungere del brodo vegetale e cuocerle un paio di minuti affinché si crei una densa cremina con cui condire il riso.
P.S. Mettere i broccoli dentro le polpette non funziona con tutti i figli.....
Buon 100% Gluten Free(Fri)Day!
Oggi, ora di pranzo, polpettine sul tavolo......
mia figlia : "posso prenderne una?"
io :"certo amore!"
lei: "posso prenderne un'altra?"
io: "certo amore.... dentro ci sono i broccoli... quelli di ieri sera"
lei: "ah.... buone! Ne prendo un'altra!"
Morale: per far mangiare i broccoli ai ragazzi bisogna metterli dentro le polpette!
Per due persone:
300 g di macinato di vitello
200 g di broccoli
un cucchiaino di curcuma
un pezzetto di zenzero fresco (2 cm)
uno spicchio d'aglio
un cipollotto
un cucchiaino di semi di finocchio
olio e.v.o.
sale e pepe nero
Cuocete i broccoli in abbondante acqua salata. Scolateli bene.
In una padella scaldate due cucchiai di olio, aggiungete l'aglio e il cipollotto tritati finemente, lo zenzero grattugiato, la curcuma, il pepe e i semi di finocchio pestati.
Aggiungete i broccoli, schiacciateli bene con una forchetta, salateli e mescolateli alle spezie. Lasciateli insaporire un paio di minuti.
Impastate il macinato con i broccoli, aggiungete un po' di sale e poi ricavatene delle piccole polpettine.
A questo punto, se volete consumarle come secondo piatto, accompagnandole ad un'insalata o a delle patate lesse vi basterà cuocerle in padella con poco olio per cinque minuti girandole una volta.
Riducendo le quantità e aggiungendo del basmati bollito invece otterrete un ottimo piatto unico.
In questo caso dovrete infarinarle leggermente (con farina di riso se siete intolleranti al glutine), rosolarle in poco olio, aggiungere del brodo vegetale e cuocerle un paio di minuti affinché si crei una densa cremina con cui condire il riso.
P.S. Mettere i broccoli dentro le polpette non funziona con tutti i figli.....
Buon 100% Gluten Free(Fri)Day!
mercoledì 21 ottobre 2015
timballo di capellini con zucca e taleggio
Il timballo di capellini è uno dei piatti più amati e richiesti da tutti noi, figli e nipoti in occasioni di pranzi e cene di famiglia.
E' lei, la mia mamma, la specialista. I suoi capellini, soprattutto quelli con verdure e bechamelle, sono una vera poesia ed è a lei che chiedo consigli quando voglio prepararli.
Oggi vi propongo la mia versione monoporzione con zucca e taleggio.
Per 8 timballini:
200 g di capellini
400 g di polpa di zucca (già mondata)
3 cipollotti
100 g di taleggio
80 g di burro
50 g di farina 00
700 ml di latte parzialmente scremato
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
4 foglie di salvia
olio e.v.o., sale, pepe nero
Tagliate la zucca a dadini e affettate finemente la parte bianca dei cipollotti dopo averli mondati.
Tagliate il taleggio a cubetti.
Stufate cipollotti e zucca con quattro cucchiai di olio in una padella a fuoco lento con coperchio, salando e pepando alla fine.
Preparate la bechamelle con 50 g di burro, la farina e 600 ml circa di latte. Alla fine condite con sale e 3 cucchiai di parmigiano. Mescolate bene.
Portate a ebollizione abbondante acqua salata, spezzate i capellini in tre parti e cuoceteli per due minuti.
Prelevateli con un mestolo forato o un forchettone senza scolarli troppo e trasferiteli in una ciotola. Aggiungete un pezzetto di burro, un filo d'olio e un cucchiaio di parmigiano parmigiano. Mescolate bene.
I capellini dovranno risultare molto morbidi e umidi. Se necessario (e di sicuro lo sarà) aggiungete un mestolino dell'acqua di cottura dei capellini.
Imburrate e cospargete di pangrattato 8 stampini in alluminio (di quelli usa e getta).
Fate uno strato con i capellini, create un piccolo incavo e riempitelo con un cucchiaino di zucca, qualche cubetto di taleggio e un cucchiaino di bechamelle.
Coprite con un altro strato di capellini, compattate bene pressando col palmo della mano e completate con un fiocchetto di burro.
Infornate a 200° per 10'. Nel frattempo aggiungete 100 ml di latte e le foglie di salvia alla bechamelle rimasta e riportate sul fuoco, mescolando bene fino a quando raggiunge una leggera ebollizione. Assaggiate e, se necessario, aggiungete un pizzico di sale. Eliminate le foglie di salvia.
Sformate i timballini, nappateli con due cucchiai di salsa bechamelle e completate con un cucchiaino di zucca. Serviteli ben caldi.
E' lei, la mia mamma, la specialista. I suoi capellini, soprattutto quelli con verdure e bechamelle, sono una vera poesia ed è a lei che chiedo consigli quando voglio prepararli.
Oggi vi propongo la mia versione monoporzione con zucca e taleggio.
Per 8 timballini:
200 g di capellini
400 g di polpa di zucca (già mondata)
3 cipollotti
100 g di taleggio
80 g di burro
50 g di farina 00
700 ml di latte parzialmente scremato
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
4 foglie di salvia
olio e.v.o., sale, pepe nero
Tagliate la zucca a dadini e affettate finemente la parte bianca dei cipollotti dopo averli mondati.
Tagliate il taleggio a cubetti.
Stufate cipollotti e zucca con quattro cucchiai di olio in una padella a fuoco lento con coperchio, salando e pepando alla fine.
Preparate la bechamelle con 50 g di burro, la farina e 600 ml circa di latte. Alla fine condite con sale e 3 cucchiai di parmigiano. Mescolate bene.
Portate a ebollizione abbondante acqua salata, spezzate i capellini in tre parti e cuoceteli per due minuti.
Prelevateli con un mestolo forato o un forchettone senza scolarli troppo e trasferiteli in una ciotola. Aggiungete un pezzetto di burro, un filo d'olio e un cucchiaio di parmigiano parmigiano. Mescolate bene.
I capellini dovranno risultare molto morbidi e umidi. Se necessario (e di sicuro lo sarà) aggiungete un mestolino dell'acqua di cottura dei capellini.
Imburrate e cospargete di pangrattato 8 stampini in alluminio (di quelli usa e getta).
Fate uno strato con i capellini, create un piccolo incavo e riempitelo con un cucchiaino di zucca, qualche cubetto di taleggio e un cucchiaino di bechamelle.
Coprite con un altro strato di capellini, compattate bene pressando col palmo della mano e completate con un fiocchetto di burro.
Infornate a 200° per 10'. Nel frattempo aggiungete 100 ml di latte e le foglie di salvia alla bechamelle rimasta e riportate sul fuoco, mescolando bene fino a quando raggiunge una leggera ebollizione. Assaggiate e, se necessario, aggiungete un pizzico di sale. Eliminate le foglie di salvia.
Sformate i timballini, nappateli con due cucchiai di salsa bechamelle e completate con un cucchiaino di zucca. Serviteli ben caldi.
lunedì 19 ottobre 2015
fusilli con crema di cipolle di Giarratana e pistacchi
Adoro le cipolle, mi piacciono in tutti i modi, bollite, al forno, crude nell'insalata.
Scontato quindi che mi sia perdutamente innamorata delle cipolle di Giarratana, uno dei presidi Slow Food della mia regione.
Sono cipolle molto grandi (possono arrivare a pesare anche 2 kg) dalla forma schiacciata e dal sapore dolcissimo.
Ve la propongo quale protagonista assoluta di questo condimento per la pasta.
Solo cipolle cotte a lungo in poco burro, una spolverata di parmigiano e pistacchi sempre rigorosamente siciliani, anche questi presidio Slow Food
Per due persone:
una cipolla di Giarratana di circa 500 g
30 g di burro di ottima qualità
sale
pepe nero
una ventina di pistacchi di Bronte
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
160 g di fusilli
Sbucciate la cipolla e affettatela molto sottile.
In un pentolino lasciate sciogliere dolcemente il burro, aggiungete la cipolla, salate leggermente e coprite.
Lasciate cuocere a fuoco dolcissimo la cipolla, mescolandola di tanto in tanto, per circa mezz'ora.
Frullatela con un mixer ad immersione, assaggiate e se è il caso regolate il sale.
Cuocete i fusilli in abbondante acqua salata, scolateli al dente e poi trasferiteli in padella con la crema di cipolle e poca acqua di cottura della pasta.
Saltateli in padella, aggiungete il parmigiano, spegnete il fuoco e amalgamate bene.
Pepate, trasferite nei piatti, completate con i pistacchi tritati e servite immediatamente.
Scontato quindi che mi sia perdutamente innamorata delle cipolle di Giarratana, uno dei presidi Slow Food della mia regione.
Sono cipolle molto grandi (possono arrivare a pesare anche 2 kg) dalla forma schiacciata e dal sapore dolcissimo.
Ve la propongo quale protagonista assoluta di questo condimento per la pasta.
Solo cipolle cotte a lungo in poco burro, una spolverata di parmigiano e pistacchi sempre rigorosamente siciliani, anche questi presidio Slow Food
Per due persone:
una cipolla di Giarratana di circa 500 g
30 g di burro di ottima qualità
sale
pepe nero
una ventina di pistacchi di Bronte
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
160 g di fusilli
Sbucciate la cipolla e affettatela molto sottile.
In un pentolino lasciate sciogliere dolcemente il burro, aggiungete la cipolla, salate leggermente e coprite.
Lasciate cuocere a fuoco dolcissimo la cipolla, mescolandola di tanto in tanto, per circa mezz'ora.
Frullatela con un mixer ad immersione, assaggiate e se è il caso regolate il sale.
Cuocete i fusilli in abbondante acqua salata, scolateli al dente e poi trasferiteli in padella con la crema di cipolle e poca acqua di cottura della pasta.
Saltateli in padella, aggiungete il parmigiano, spegnete il fuoco e amalgamate bene.
Pepate, trasferite nei piatti, completate con i pistacchi tritati e servite immediatamente.
venerdì 16 ottobre 2015
mousse al cioccolato e avocado (vegana)
Una mousse al cioccolato..... alleggerita?
Oggi, per la prima volta, ho voluto provare ad utilizzare l'avocado in sostituzione dei grassi di natura animale.
Il risultato non è niente male! L'avocado con la sua consistenza grassa e cremosa ha sostituito egregiamente uova e panna. Un'ottima alternativa per intolleranti e vegani o per chi vuole semplicemente limitare il consumo di proteine animali.
la polpa di un avocado (circa 180 g)
120 g di cioccolato fondente (cacao al 50%)
70 g circa di acqua
25 g di zucchero a velo
1 cucchiaino di cacao amaro
un pizzico di sale
Tagliate a metà l'avocado, eliminate il nocciolo e con un cucchiaio prelevate la polpa.
Sciogliete a bagnomaria o al microonde il cioccolato ridotto in piccoli pezzi.
Trasferite avocado, cioccolato, zucchero, cacao, sale e acqua in un frullatore o in un mixer.
Frullate bene fino ad ottenere una soffice crema.
Mettete in una sacca da pasticcere con bocchetta rigata e passate in frigo almeno per un'ora.
Spremete in 4 piccoli bicchieri monoporzione.
Decorate con lamponi, ribes, aggiungete nocciole o mandorle in granella, aromatizzate con scorza d'arancia, liquori, sostituite una parte di acqua con il caffè oppure se preferite utilizzate latte di riso, di mandorle. Usatela come farcia per dolci e biscotti.
Insomma, su questa base potete sbizzarrirvi seguendo il vostro gusto personale.
Potete modificare in base ai vostri gusti anche il tipo di cioccolato da utilizzare (io ho preferito un 70% ma mi rendo conto che non a tutti piace) e regolare diversamente lo zucchero.
Frullando e assaggiando potrete apportare tutte le modifiche che vorrete.
Considerate poi, nell'aggiungere i liquidi, che la mousse in frigo rassoderà. Così come incide il tipo di cioccolata che userete. Quando l'ho preparata col cioccolato al 70% è risultata più compatta, con quello al 50% più morbida.
Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free Fri(Day)
Oggi, per la prima volta, ho voluto provare ad utilizzare l'avocado in sostituzione dei grassi di natura animale.
Il risultato non è niente male! L'avocado con la sua consistenza grassa e cremosa ha sostituito egregiamente uova e panna. Un'ottima alternativa per intolleranti e vegani o per chi vuole semplicemente limitare il consumo di proteine animali.
la polpa di un avocado (circa 180 g)
120 g di cioccolato fondente (cacao al 50%)
70 g circa di acqua
25 g di zucchero a velo
1 cucchiaino di cacao amaro
un pizzico di sale
Tagliate a metà l'avocado, eliminate il nocciolo e con un cucchiaio prelevate la polpa.
Sciogliete a bagnomaria o al microonde il cioccolato ridotto in piccoli pezzi.
Trasferite avocado, cioccolato, zucchero, cacao, sale e acqua in un frullatore o in un mixer.
Frullate bene fino ad ottenere una soffice crema.
Mettete in una sacca da pasticcere con bocchetta rigata e passate in frigo almeno per un'ora.
Spremete in 4 piccoli bicchieri monoporzione.
Decorate con lamponi, ribes, aggiungete nocciole o mandorle in granella, aromatizzate con scorza d'arancia, liquori, sostituite una parte di acqua con il caffè oppure se preferite utilizzate latte di riso, di mandorle. Usatela come farcia per dolci e biscotti.
Insomma, su questa base potete sbizzarrirvi seguendo il vostro gusto personale.
Potete modificare in base ai vostri gusti anche il tipo di cioccolato da utilizzare (io ho preferito un 70% ma mi rendo conto che non a tutti piace) e regolare diversamente lo zucchero.
Frullando e assaggiando potrete apportare tutte le modifiche che vorrete.
Considerate poi, nell'aggiungere i liquidi, che la mousse in frigo rassoderà. Così come incide il tipo di cioccolata che userete. Quando l'ho preparata col cioccolato al 70% è risultata più compatta, con quello al 50% più morbida.
Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free Fri(Day)
mercoledì 14 ottobre 2015
Labneh: formaggio fresco spalmabile
Il labneh è il tipico formaggio fresco e spalmabile diffuso in tutto il Medio Oriente che si prepara con latte di pecora, di mucca o anche di capra.
Io l'ho preparato con lo yogurt vaccino che avevo in casa e vi assicuro che è veramente buono, niente a che vedere col formaggio spalmabile in vaschetta che troviamo al supermercato e soprattutto, cosa più importante, è sano.
Come prepararlo? Niente di più semplice e al tempo stesso sorprendente.
Per 200 g di formaggio fresco spalmabile:
500 g di yogurt intero non zuccherato (io ho preferito usare uno yogurt magro). Se poi avete dello yogurt fatto in casa ancora meglio!
un cucchiaino raso di sale fino
Sistemate il colino, con la garza dentro, su un contenitore o su una
ciotola in maniera tale che non ne tocchi il fondo (io ho utilizzato una garza sterile acquistata in farmacia).
Mescolate lo yogurt con il sale nel suo vasetto e poi versatelo nel colino.
Chiudete la garza a fagottino in maniera tale che lo yogurt dentro si trovi ben stretto e poi trasferite il tutto in frigo.
Ogni tanto strizzate delicatamente il fagottino dall'alto di modo che lo yogurt perda la parte più liquida.
Fate attenzione a non stringere troppo, rischiereste di far fuoriuscire anche la parte più densa.

I tempi di preparazione variano in base alla quantità di yogurt che avrete usato e dal grado di compattezza che volete ottenere. Per 500 g di yogurt tre ore saranno sufficienti per ottenere un formaggio abbastanza denso ma molto cremoso. A questo punto potete scegliere se consumarlo al naturale, spalmandolo su pane o crackers o utilizzarlo per una cheesecake oppure aromatizzarlo a vostro piacimento con pepe rosa, erba cipollina, rucola tritata, pepe nero, timo, pomodori secchi tritati e menta, basilico olive verdi tritate.....
La prima volta l'ho mescolato a del pepe rosa pestato, la seconda invece l'ho lasciato al naturale e l'ho gustato su una fetta di pane integrale con semi di zucca fatto in casa.
Semplicemente delizioso!!
Si conserva ben coperto in frigo per qualche giorno (il mio è al quinto ed è ancora buonissimo!) oppure, quando è molto compatto, potete conservarlo dentro ad un barattolo, coperto con olio d'oliva aggiungendo se volete delle spezie a piacere come semi di coriandolo, timo o rosmarino. In questo modo si conserverà più a lungo (ma non ho ancora provato).
Non buttate il siero, sto provando ad utilizzarlo e vi farò sapere presto come.
Io l'ho preparato con lo yogurt vaccino che avevo in casa e vi assicuro che è veramente buono, niente a che vedere col formaggio spalmabile in vaschetta che troviamo al supermercato e soprattutto, cosa più importante, è sano.
Come prepararlo? Niente di più semplice e al tempo stesso sorprendente.
Solo due ingredienti: yogurt e sale e poi un colino capiente, una garza e una ciotola.
Li avete? Vi va di provare?
Li avete? Vi va di provare?
Per 200 g di formaggio fresco spalmabile:
500 g di yogurt intero non zuccherato (io ho preferito usare uno yogurt magro). Se poi avete dello yogurt fatto in casa ancora meglio!
un cucchiaino raso di sale fino
Sistemate il colino, con la garza dentro, su un contenitore o su una
ciotola in maniera tale che non ne tocchi il fondo (io ho utilizzato una garza sterile acquistata in farmacia).
Mescolate lo yogurt con il sale nel suo vasetto e poi versatelo nel colino.
Chiudete la garza a fagottino in maniera tale che lo yogurt dentro si trovi ben stretto e poi trasferite il tutto in frigo.
Ogni tanto strizzate delicatamente il fagottino dall'alto di modo che lo yogurt perda la parte più liquida.
Fate attenzione a non stringere troppo, rischiereste di far fuoriuscire anche la parte più densa.

I tempi di preparazione variano in base alla quantità di yogurt che avrete usato e dal grado di compattezza che volete ottenere. Per 500 g di yogurt tre ore saranno sufficienti per ottenere un formaggio abbastanza denso ma molto cremoso. A questo punto potete scegliere se consumarlo al naturale, spalmandolo su pane o crackers o utilizzarlo per una cheesecake oppure aromatizzarlo a vostro piacimento con pepe rosa, erba cipollina, rucola tritata, pepe nero, timo, pomodori secchi tritati e menta, basilico olive verdi tritate.....
La prima volta l'ho mescolato a del pepe rosa pestato, la seconda invece l'ho lasciato al naturale e l'ho gustato su una fetta di pane integrale con semi di zucca fatto in casa.
Semplicemente delizioso!!
Si conserva ben coperto in frigo per qualche giorno (il mio è al quinto ed è ancora buonissimo!) oppure, quando è molto compatto, potete conservarlo dentro ad un barattolo, coperto con olio d'oliva aggiungendo se volete delle spezie a piacere come semi di coriandolo, timo o rosmarino. In questo modo si conserverà più a lungo (ma non ho ancora provato).
Non buttate il siero, sto provando ad utilizzarlo e vi farò sapere presto come.
lunedì 12 ottobre 2015
friabile e profumata apple pie
L'apple pie è la mia torta di mele preferita.
Questa la mia versione: uno scrigno di frolla leggera e dentro un velo di marmellata all'albicocca e tante mele profumate alla cannella.
Per la frolla:
500 g di farina 00
250 di burro di ottima qualità
5 cucchiai di zucchero semolato
un uovo intero
la buccia grattugiata di mezzo limone
un pizzico di sale
Per il ripieno:
un kg di meline biologiche (oppure mele golden)
il succo di due limoni
tre cucchiai di zucchero
un pezzo di cannella (5 cm)
2 cucchiai di marmellata di albicocche
Preparate una frolla impastando velocemente la farina, il burro freddo a pezzetti, lo zucchero, l'uovo, il sale e la buccia di limone.
Avvolgetela in un foglio di alluminio e lasciatela riposare almeno per mezz'ora in frigo.
Sbucciate le mele, tagliatele a metà, eliminate il torsolo e tagliatele in fettine spesse mezzo cm.
A mano a mano che le tagliate irroratele con il succo di limone.
Aggiungete poi tre cucchiai di zucchero e la cannella finemente sbriciolata.
Mescolate bene.
Prendete la frolla dal frigo. Tagliatene poco più della metà e stendetela a 3 mm. col mattarello su un piano leggermente infarinato, (o se preferite su un foglio di carta forno) in un cerchio di diametro maggiore di quello della teglia (dovrà coprire fondo, i bordi e abbondare un po').
Sistematela nella teglia, con tutta la carta forno, se l'avete usata, facendola aderire bene ai bordi.
Stendete sul fondo la marmellata, disponete le mele scolandole dal liquido rilasciato, distribuendole bene su tutto il fondo, poi stendete la frolla rimanente e con essa coprite tutta la torta.
Pressate tutto intorno ai bordi per "incollare" bene le due sfoglie di frolla e poi passando il mattarello sui bordi eliminate la pasta in eccesso.
Cuocete l'apple pie in forno già caldo a 180° fino a quando sarà ben dorata.
Sfornatela e aspettate che intiepidisca per sformarla.
Servitela con una spolverata di zucchero a velo e una cucchiaiata di panna leggermente montata oppure del gelato alla vaniglia.
Con questa dose potrete realizzare una apple pie da 28 cm di diametro oppure due da 20.
Questa la mia versione: uno scrigno di frolla leggera e dentro un velo di marmellata all'albicocca e tante mele profumate alla cannella.
Per la frolla:
500 g di farina 00
250 di burro di ottima qualità
5 cucchiai di zucchero semolato
un uovo intero
la buccia grattugiata di mezzo limone
un pizzico di sale
Per il ripieno:
un kg di meline biologiche (oppure mele golden)
il succo di due limoni
tre cucchiai di zucchero
un pezzo di cannella (5 cm)
2 cucchiai di marmellata di albicocche
Preparate una frolla impastando velocemente la farina, il burro freddo a pezzetti, lo zucchero, l'uovo, il sale e la buccia di limone.
Avvolgetela in un foglio di alluminio e lasciatela riposare almeno per mezz'ora in frigo.
Sbucciate le mele, tagliatele a metà, eliminate il torsolo e tagliatele in fettine spesse mezzo cm.
A mano a mano che le tagliate irroratele con il succo di limone.
Aggiungete poi tre cucchiai di zucchero e la cannella finemente sbriciolata.
Mescolate bene.
Prendete la frolla dal frigo. Tagliatene poco più della metà e stendetela a 3 mm. col mattarello su un piano leggermente infarinato, (o se preferite su un foglio di carta forno) in un cerchio di diametro maggiore di quello della teglia (dovrà coprire fondo, i bordi e abbondare un po').
Sistematela nella teglia, con tutta la carta forno, se l'avete usata, facendola aderire bene ai bordi.
Stendete sul fondo la marmellata, disponete le mele scolandole dal liquido rilasciato, distribuendole bene su tutto il fondo, poi stendete la frolla rimanente e con essa coprite tutta la torta.
Pressate tutto intorno ai bordi per "incollare" bene le due sfoglie di frolla e poi passando il mattarello sui bordi eliminate la pasta in eccesso.
Cuocete l'apple pie in forno già caldo a 180° fino a quando sarà ben dorata.
Sfornatela e aspettate che intiepidisca per sformarla.
Servitela con una spolverata di zucchero a velo e una cucchiaiata di panna leggermente montata oppure del gelato alla vaniglia.
Con questa dose potrete realizzare una apple pie da 28 cm di diametro oppure due da 20.
venerdì 2 ottobre 2015
"cous cous" di cavolfiore bianco con curry di pollo e verdurine croccanti
Chiarisco subito a scanso di equivoci, non è cous cous!
Ho utilizzato questo termine solo per dare l'idea della forma e consistenza in cui ho ridotto il cavolfiore bianco.
Piccoli granuli della dimensione dei granelli di cous cous per l'appunto.
Il cavolfiore crudo è buonissimo e fa un gran bene!
L'ho condito con un curry di pollo di velocissima preparazione e deliziose verdurine crude croccanti.
Il tutto preparato in non più di quindici minuti tra decine di impegni di una mattina superincasinata.
Mangiare bene, sano e goloso si può anche con poco tempo a disposizione.
Vi va di provare?
Per due persone:
200 g di cimette cavolfiore bianco
20 g di burro chiarificato
1 cipollotto fresco
uno spicchio d'aglio
un pezzetto di zenzero fresco (2 cm)
1/2 cucchiaino di curcuma
1/2 cucchiaino di cumino in polvere
una presa di pepe nero
una bacca di cardamomo
un cucchiaino di semi di coriandolo
mezzo peperoncino verde
una decina di foglie di curry
200 g di petto di pollo in fette
un cucchiaino di fecola di patate
1 carote
1 zucchina
sale
In una ciotolina mescolate le spezie in polvere, l'aglio tritato finemente, lo zenzero grattugiato, il cipollotto tritato, il peperoncino privato dei semi e affettato finemente, i semi di coriandolo e di cardamomo pestati.
Tagliate il pollo a striscioline e poi in pezzetti lunghi circa 2 cm.
riducete la carota e la parte verde della zucchina (buccia e un centimetro di polpa) in brunoise (cubetti molto piccoli).
In una padella sciogliete il burro, non appena sarà caldo aggiungete tutte le spezie e lasciatele tostare un paio di minuti poi aggiungete il pollo, fatelo rosolare finchè cambia colore, cospargetelo con la fecola e bagnatelo con 150 ml di acqua.
Salate, aggiungete le foglie di curry, portate al bollore e cuocete con coperchio a fuoco basso per 5'.
Mentre cuoce il pollo mettete le cimette di cavolfiore in un tritatutto e frullatelo a intermittenza fino a quando si ridurrà in piccole briciole.
Mescolate il cavolfiore a carota e zucchina, salateli leggermente e
condite col curry di pollo.
Se preferite potete cucinare carota e zucchina insieme al pollo.
Oggi è il 100% Gluten Free Fri(Day)
Ho utilizzato questo termine solo per dare l'idea della forma e consistenza in cui ho ridotto il cavolfiore bianco.
Piccoli granuli della dimensione dei granelli di cous cous per l'appunto.
Il cavolfiore crudo è buonissimo e fa un gran bene!
L'ho condito con un curry di pollo di velocissima preparazione e deliziose verdurine crude croccanti.
Il tutto preparato in non più di quindici minuti tra decine di impegni di una mattina superincasinata.
Mangiare bene, sano e goloso si può anche con poco tempo a disposizione.
Vi va di provare?
Per due persone:
200 g di cimette cavolfiore bianco
20 g di burro chiarificato
1 cipollotto fresco
uno spicchio d'aglio
un pezzetto di zenzero fresco (2 cm)
1/2 cucchiaino di curcuma
1/2 cucchiaino di cumino in polvere
una presa di pepe nero
una bacca di cardamomo
un cucchiaino di semi di coriandolo
mezzo peperoncino verde
una decina di foglie di curry
200 g di petto di pollo in fette
un cucchiaino di fecola di patate
1 carote
1 zucchina
sale
In una ciotolina mescolate le spezie in polvere, l'aglio tritato finemente, lo zenzero grattugiato, il cipollotto tritato, il peperoncino privato dei semi e affettato finemente, i semi di coriandolo e di cardamomo pestati.
Tagliate il pollo a striscioline e poi in pezzetti lunghi circa 2 cm.
riducete la carota e la parte verde della zucchina (buccia e un centimetro di polpa) in brunoise (cubetti molto piccoli).
In una padella sciogliete il burro, non appena sarà caldo aggiungete tutte le spezie e lasciatele tostare un paio di minuti poi aggiungete il pollo, fatelo rosolare finchè cambia colore, cospargetelo con la fecola e bagnatelo con 150 ml di acqua.
Salate, aggiungete le foglie di curry, portate al bollore e cuocete con coperchio a fuoco basso per 5'.
Mentre cuoce il pollo mettete le cimette di cavolfiore in un tritatutto e frullatelo a intermittenza fino a quando si ridurrà in piccole briciole.
Mescolate il cavolfiore a carota e zucchina, salateli leggermente e
condite col curry di pollo.
Se preferite potete cucinare carota e zucchina insieme al pollo.
Oggi è il 100% Gluten Free Fri(Day)
mercoledì 30 settembre 2015
stinco di maiale con patate dolci e salsa al ribes
Dopo una domenica tutta vegana lunedì non ho retto alla tentazione di uno stinco.
Complice una lezione di cucina ad alcune amiche che mi avevano chiesto di insegnare loro a cucinarlo.
Le patate dolci, profumate con semi di coriandolo e la deliziosa salsa al ribes in totale contrasto col resto, hanno completato il piatto e lo hanno reso golosissimo!
Per due persone:
due stinchi di maiale
50 g di burro morbido
sale e pepe nero
1/2 bicchiere di vino bianco
2 rametti di rosmarino
2 patate dolci
olio e.v.o.
un cucchiaio di semi di coriandolo
100 g di ribes rossi
2 cucchiai rasi di miele di sulla
1/2 mela golden
Asciugate bene gli stinchi con carta da cucina.
Salate e pepate gli stinchi strofinandoli bene da tutte le parti, massaggiateli col burro e metteteli in una teglia.
Questa operazione potete farla anche la sera prima o la mattina per la sera e conservare la teglia ben sigillata in frigo.
Lavate bene le patate e senza sbucciarle tagliatele a metà per la lunghezza e poi ogni metà in due nel senso della larghezza, infine ogni quarto in tre spicchi.
Sistemateli in un'altra teglia, in un unico strato, senza sovrapporle, salatele, cospargetele con il coriandolo pestato (con un batticarne o con il fondo di un barattolo) e con una presa di pepe nero (meglio se appena macinato).
Portate il forno a 200° in modalità ventilato. Infornate gli stinchi e le patate. Lasciate rosolare gli stinchi per bene, per mezz'ora, girandoli una volta.
Controllate la cottura delle patate e, se cotte, tiratele fuori dal forno.
Aggiungete agli stinchi il rosmarino, sfumate con il vino e dopo 5' riducete la temperatura a 150° funzione statica e sigillate la teglia con carta alluminio.
Cuocete per altre due ore, due ore e mezza, girandoli almeno una volta. Saranno pronti quando la carne ormai tenera si staccherà facilmente dall'osso.
Nel frattempo preparate la salsa al ribes:
lavate e sgranate i ribes, sbucciate e riducete a pezzetti la mela. Mettete la frutta col miele e un pizzico di sale in un pentolino e cuocete a fuoco moderato mescolando di tanto in tanto fino a quando le mele saranno completamente disfatte.
Lasciatela intiepidire.
Potete preparare la salsa anche il giorno prima, conservarla in frigo e servirla poi a temperatura ambiente.
Servite il vostro stinco con le patate e la salsa al ribes e buon appetito!
Complice una lezione di cucina ad alcune amiche che mi avevano chiesto di insegnare loro a cucinarlo.
Le patate dolci, profumate con semi di coriandolo e la deliziosa salsa al ribes in totale contrasto col resto, hanno completato il piatto e lo hanno reso golosissimo!
Per due persone:
due stinchi di maiale
50 g di burro morbido
sale e pepe nero
1/2 bicchiere di vino bianco
2 rametti di rosmarino
2 patate dolci
olio e.v.o.
un cucchiaio di semi di coriandolo
100 g di ribes rossi
2 cucchiai rasi di miele di sulla
1/2 mela golden
Asciugate bene gli stinchi con carta da cucina.
Salate e pepate gli stinchi strofinandoli bene da tutte le parti, massaggiateli col burro e metteteli in una teglia.
Questa operazione potete farla anche la sera prima o la mattina per la sera e conservare la teglia ben sigillata in frigo.
Lavate bene le patate e senza sbucciarle tagliatele a metà per la lunghezza e poi ogni metà in due nel senso della larghezza, infine ogni quarto in tre spicchi.
Sistemateli in un'altra teglia, in un unico strato, senza sovrapporle, salatele, cospargetele con il coriandolo pestato (con un batticarne o con il fondo di un barattolo) e con una presa di pepe nero (meglio se appena macinato).
Portate il forno a 200° in modalità ventilato. Infornate gli stinchi e le patate. Lasciate rosolare gli stinchi per bene, per mezz'ora, girandoli una volta.
Controllate la cottura delle patate e, se cotte, tiratele fuori dal forno.
Aggiungete agli stinchi il rosmarino, sfumate con il vino e dopo 5' riducete la temperatura a 150° funzione statica e sigillate la teglia con carta alluminio.
Cuocete per altre due ore, due ore e mezza, girandoli almeno una volta. Saranno pronti quando la carne ormai tenera si staccherà facilmente dall'osso.
Nel frattempo preparate la salsa al ribes:
lavate e sgranate i ribes, sbucciate e riducete a pezzetti la mela. Mettete la frutta col miele e un pizzico di sale in un pentolino e cuocete a fuoco moderato mescolando di tanto in tanto fino a quando le mele saranno completamente disfatte.
Lasciatela intiepidire.
Potete preparare la salsa anche il giorno prima, conservarla in frigo e servirla poi a temperatura ambiente.
Servite il vostro stinco con le patate e la salsa al ribes e buon appetito!
venerdì 25 settembre 2015
madeleines di grano saraceno con cacao e uvetta
Questa ricetta è nata per caso.
Per caso ho scoperto che Gluten Free Travel and Living aveva scelto come tema della scuola di cucina del mese di settembre le madeleines e che oggi sarebbe stato l'ultimo giorno utile per postare una ricetta, per caso avevo lo stampo per le madeleines, per caso avevo della farina di grano saraceno, cacao in polvere, uvetta, liquore, burro, zucchero di canna..... Tra un croissant e una apple pie è venuto fuori questo e non è niente male!!!
Per 27 madeleines:
100 g di farina di grano saraceno
50 g di fecola di patate
2 cucchiaini di lievito in polvere per dolci
20 g di cacao amaro
120 g di zucchero integrale (io Panela)
3 uova intere
60 g di uvetta bio
2 cucchiai di cognac
100 g di burro
un pizzico di sale
Scaldate leggermente il cognac, aggiungete l'uvetta e lasciatela macerare.
Fondete il burro.
In una ciotola setacciate le farine, il cacao e il lievito, aggiungete lo zucchero, il burro fuso, le uova battute, un pizzico di sale e mescolate con le fruste finchè tutto è ben amalgamato.
Alla fine aggiungete l'uvetta leggermente strizzata.
Lasciate il composto in frigo per un'ora.
Accendete il forno a 250°.
Distribuite il composto negli incavi dello stampo per madeleines, battete lo stampo su un piano per distribuirlo bene e infornate per 4'.
Trascorsi i 4' abbassate la temperatura a 200° e lasciate cuocere altri 4'.
Tirate fuori dal forno e sformate le piccole madeleines. Avranno una piccola gobbetta, caratteristica tipica di questi dolcetti.
Se le volete ancora più golose immergetele a metà nella cioccolata fondente fusa a bagnomaria o al microonde.
Questa è la mia prima partecipazione alla Scuola di Cucina del GFFD! =)
Per caso ho scoperto che Gluten Free Travel and Living aveva scelto come tema della scuola di cucina del mese di settembre le madeleines e che oggi sarebbe stato l'ultimo giorno utile per postare una ricetta, per caso avevo lo stampo per le madeleines, per caso avevo della farina di grano saraceno, cacao in polvere, uvetta, liquore, burro, zucchero di canna..... Tra un croissant e una apple pie è venuto fuori questo e non è niente male!!!
Per 27 madeleines:
100 g di farina di grano saraceno
50 g di fecola di patate
2 cucchiaini di lievito in polvere per dolci
20 g di cacao amaro
120 g di zucchero integrale (io Panela)
3 uova intere
60 g di uvetta bio
2 cucchiai di cognac
100 g di burro
un pizzico di sale
Scaldate leggermente il cognac, aggiungete l'uvetta e lasciatela macerare.
Fondete il burro.
In una ciotola setacciate le farine, il cacao e il lievito, aggiungete lo zucchero, il burro fuso, le uova battute, un pizzico di sale e mescolate con le fruste finchè tutto è ben amalgamato.
Alla fine aggiungete l'uvetta leggermente strizzata.
Lasciate il composto in frigo per un'ora.
Accendete il forno a 250°.
Distribuite il composto negli incavi dello stampo per madeleines, battete lo stampo su un piano per distribuirlo bene e infornate per 4'.
Trascorsi i 4' abbassate la temperatura a 200° e lasciate cuocere altri 4'.
Tirate fuori dal forno e sformate le piccole madeleines. Avranno una piccola gobbetta, caratteristica tipica di questi dolcetti.
Se le volete ancora più golose immergetele a metà nella cioccolata fondente fusa a bagnomaria o al microonde.
Questa è la mia prima partecipazione alla Scuola di Cucina del GFFD! =)
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